Il tratto davvero incontestabile della rivoluzione è l'irruzione violenta delle masse negli avvenimenti storici (L.D. Trotsky, Storia della rivoluzione russa)

Guerra in Ucraina, Imperialismo e guerre imperialiste

Ucraina – La produzione di massa di droni consente alla Russia di prendere il sopravvento

Pre­sen­tia­mo ai nostri let­to­ri un aggior­na­men­to sul­la guer­ra in Ucrai­na, pub­bli­ca­to l’8 luglio scor­so sul sito “Moon of Ala­ba­ma”, con par­ti­co­la­re rife­ri­men­to ai mas­sic­ci bom­bar­da­men­ti con dro­ni e mis­si­li russi.
Buo­na lettura.
La redazione

Ucraina – La produzione di massa di droni consente alla Russia di prendere il sopravvento


Bernhard 

 

L’e­ser­ci­to rus­so ha aumen­ta­to il rit­mo del­le ope­ra­zio­ni in Ucrai­na. Non si regi­stra­no (anco­ra) gran­di offen­si­ve, ma solo un aumen­to del­l’at­ti­vi­tà lun­go la linea del fronte.
A tut­to que­sto si aggiun­go­no fre­quen­ti incur­sio­ni di dro­ni e mis­si­li nel pro­fon­do del ter­ri­to­rio ucrai­no. I nume­ri sono impressionanti:

Si trat­ta di qua­si cen­to dro­ni a lun­go rag­gio al gior­no che pren­do­no di mira Kiev e ognu­na del­le altre gran­di cit­tà. Tra l’al­tro, non si trat­ta più di dro­ni Sha­hed pro­dot­ti dal­l’I­ran, ma di una ter­za gene­ra­zio­ne basa­ta sul pro­get­to ori­gi­na­le. Que­sti dro­ni ora sono più gran­di. Han­no nuo­vi moto­ri e vola­no più velo­ce­men­te e più in alto. Il loro cari­co di esplo­si­vo è ora di cir­ca 90 chi­lo­gram­mi, il dop­pio rispet­to alla ver­sio­ne ori­gi­na­le. Per ogni dro­ne lan­cia­to con­tro l’U­crai­na, vola un dro­ne esca aggiun­ti­vo. I dro­ni esca han­no un aspet­to simi­le, ma non sono arma­ti e sono mol­to più eco­no­mi­ci. Ser­vo­no ad atti­ra­re le dife­se aeree men­tre i dro­ni veri e pro­pri passano.
Gli obiet­ti­vi recen­ti sono sta­te le raf­fi­ne­rie ucrai­ne, gli impian­ti indu­stria­li e, negli ulti­mi gior­ni, gli uffi­ci di reclu­ta­men­to del­l’e­ser­ci­to ucraino.
Que­sti uffi­ci si tro­va­no in edi­fi­ci pub­bli­ci. I loro indi­riz­zi sono ovvia­men­te noti, poi­ché l’in­te­ro pro­ces­so di mobi­li­ta­zio­ne per reclu­ta­re sol­da­ti aggiun­ti­vi è gesti­to da loro. I reclu­ta­to­ri sono odia­ti dal­la popo­la­zio­ne. Gli ucrai­ni pub­bli­ca­no gli indi­riz­zi degli uffi­ci di mobi­li­ta­zio­ne con richie­ste alla Rus­sia di colpirli.
In pri­ma linea, l’a­rea a nord‑ovest del­la cit­tà di Done­tsk è la più cru­cia­le. Le for­ze rus­se stan­no semi‑accerchiando Pokro­v­sk e Kon­stan­ty­ni­v­ka (vedi map­pe sotto).
Il New York Times scri­ve in merito:

«La cit­tà è la por­ta d’ac­ces­so meri­dio­na­le a una cate­na di cit­tà che for­ma­no l’ul­ti­ma gran­de cin­tu­ra difen­si­va del­l’U­crai­na, Done­tsk. Se cades­se, qua­si tut­te le cit­tà più a nord rien­tre­reb­be­ro nel rag­gio d’a­zio­ne dei dro­ni rus­si. Que­sto avvi­ci­ne­reb­be Mosca al suo obiet­ti­vo a lun­go per­se­gui­to di con­qui­sta­re l’in­te­ro Donetsk.
Le for­ze rus­se han­no sca­va­to una sac­ca di sicu­rez­za pro­fon­da 16 chi­lo­me­tri attor­no alle trup­pe ucrai­ne a dife­sa di Kostian­ty­ni­v­ka, cir­con­dan­do­le par­zial­men­te da est, sud e ove­st. Pra­ti­ca­men­te ogni movi­men­to in quel­la sac­ca è pre­so di mira dai dro­ni rus­si 24 ore su 24, secon­do una mez­za doz­zi­na di sol­da­ti e uffi­cia­li ucrai­ni che com­bat­to­no nel­la zona. Le trup­pe riman­go­no spes­so bloc­ca­te per set­ti­ma­ne sen­za tur­ni o pos­si­bi­li­tà di eva­cua­re i feriti».

Una nuo­va clas­se di dro­ni a medio rag­gio gio­ca un ruo­lo impor­tan­te in questo:

«I sol­da­ti ucrai­ni affer­ma­no che l’am­plia­men­to del­la capa­ci­tà di attac­co dei dro­ni rus­si con­fe­ri­sce alla Rus­sia un van­tag­gio che non ave­va duran­te i pre­ce­den­ti assalti.
“Pri­ma pote­va­no col­pi­re ber­sa­gli entro due o tre chi­lo­me­tri”, ovve­ro meno di due miglia, ha det­to il coman­dan­te del­l’u­ni­tà che ope­ra con vei­co­li sen­za equi­pag­gio nel­la 93a Bri­ga­ta, che ha chie­sto di esse­re iden­ti­fi­ca­to solo con il suo nome di bat­te­si­mo, Olek­san­dr, secon­do il pro­to­col­lo mili­ta­re. “Ora col­pi­sco­no ogni 10‑20 minu­ti a una distan­za costan­te di 15 chi­lo­me­tri dal­la linea del fron­te. Tut­to ciò che si tro­va entro quel­la fascia di 15 chi­lo­me­tri vie­ne distrutto”».

I pro­gres­si sul­la map­pa negli ulti­mi sei mesi sem­bra­no len­ti. Ma que­sta è una guer­ra di logo­ra­men­to e le trup­pe rus­se avan­za­no solo quan­do la resi­sten­za è scarsa.

Dop­pio accer­chia­men­to di Pokrovsk/Konstantynivka, 8 gen­na­io 2025

Dop­pio accer­chia­men­to di Pokrovsk/Konstantynivka, 8 luglio 2025

Il pre­si­den­te Zelen­ski ha chie­sto al pre­si­den­te degli Sta­ti Uni­ti Donald Trump mag­gio­ri mez­zi di dife­sa aerea. In par­ti­co­la­re, ha richie­sto mis­si­li Patriot in gra­do di abbat­te­re alcu­ni dei dro­ni e dei mis­si­li uti­liz­za­ti dai russi.
Ma i mis­si­li Patriot scar­seg­gia­no:

«Gli Sta­ti Uni­ti han­no solo cir­ca il 25% dei mis­si­li inter­cet­to­ri Patriot di cui neces­si­ta­no per tut­ti i pia­ni mili­ta­ri del Pen­ta­go­no, dopo aver esau­ri­to le scor­te in Medio Orien­te negli ulti­mi mesi, un esau­ri­men­to allar­man­te che ha spin­to l’am­mi­ni­stra­zio­ne Trump a con­ge­la­re l’ul­ti­mo tra­sfe­ri­men­to di muni­zio­ni all’Ucraina».

Mol­ti Patriot in magaz­zi­no sono sta­ti dati all’U­crai­na, mol­ti sono sta­ti usa­ti nel­le ulti­me set­ti­ma­ne per pro­teg­ge­re Israe­le dai mis­si­li di ritor­sio­ne ira­nia­ni. Ne ven­go­no pro­dot­te solo poche cen­ti­na­ia all’an­no, men­tre ne ser­vo­no migliaia.
Ieri Trump ha accet­ta­to di con­se­gna­re di nuo­vo alcu­ne armi all’U­crai­na. Il nume­ro che può esse­re con­se­gna­to è ridi­co­lo e non farà alcu­na differenza:

«Trump ha det­to a Zelen­sky che vuo­le aiu­ta­re le dife­se aeree del­l’U­crai­na, ma ha sot­to­li­nea­to che gli Sta­ti Uni­ti sono obbli­ga­ti a sospen­de­re l’ul­ti­ma spe­di­zio­ne di armi per rive­de­re le pro­prie scor­te, secon­do due fon­ti infor­ma­te sul­la telefonata.
Due fon­ti han­no det­to che Trump ha pro­mes­so di invia­re imme­dia­ta­men­te die­ci inter­cet­to­ri Patriot – meno di quel­li pre­vi­sti nel­la spe­di­zio­ne sospe­sa – e di aiu­ta­re a tro­va­re altri mez­zi di approvvigionamento».

I mis­si­li Patriot han­no una pro­ba­bi­li­tà di suc­ces­so com­pre­sa tra 0,8 e 0,9. Per esse­re ragio­ne­vol­men­te sicu­ri di distrug­ge­re un ber­sa­glio è neces­sa­rio lan­ciar­ne (alme­no) due. Quei die­ci mis­si­li inter­cet­to­ri dure­ran­no a mala­pe­na una mez­za nottata.
Quin­di no, Trump non ha (anco­ra) deci­so di impe­gnar­si pie­na­men­te (di nuo­vo) nel­la guer­ra in Ucrai­na. Con­se­gna­re die­ci mis­si­li Patriot è solo un modo per coprir­si le spalle.