
Mentre le sette moreniste (vecchie e nuove, in Italia e all’estero) continuano a negare l’evidenza della realtà della guerra per procura degli Usa e della Nato contro la Russia che si sta dipanando in Ucraina, la realtà sul campo di battaglia si incarica di sbugiardarli.
È di pochi giorni fa la notizia trapelata della cattura, in un blitz condotto dalla forze speciali di Mosca (gli Spetsnaz), di tre alti ufficiali britannici mentre, in uniforme, erano impegnati al comando di operazioni militari. Londra ha dapprima negato che essi fossero in servizio attivo, sostenendo pateticamente che si trattasse di tre innocui turisti in visita ad un complesso militare navale; poi ne ha richiesto il rilascio che la Russia ha rifiutato.
Dell’accaduto ci informa la pagina Strange Reality, di cui pubblichiamo l’approfondito articolo.
Buona lettura.
La redazione
La cattura di ufficiali britannici da parte dei commando degli Spetsnaz russi
La guerra in Ucraina non è più solo una guerra tra Kiev e Mosca. È un campo di battaglia clandestino dove spie, soldati e diplomatici operano nell’ombra.
SR (Strange Reality)
In un’audace operazione notturna dietro le linee nemiche, i commando russi Spetsnaz hanno lanciato un raid di precisione contro un centro di comando militare ucraino a Ochakov, nell’oblast’ di Mykolaiv, catturando tre alti ufficiali dell’esercito e dell’intelligence britannici.
La cattura ha provocato un’onda d’urto negli ambienti della difesa occidentale, rivelando la portata del coinvolgimento segreto della Gran Bretagna nello sforzo bellico dell’Ucraina.
ULTIM’ORA: Le forze speciali russe catturano tre ufficiali britannici di alto rango in un audace raid notturno
In un’escalation audace e senza precedenti della guerra ombra in Ucraina, i commando d’élite russi Spetsnaz GRU hanno eseguito un raid notturno di precisione nella città costiera di Ochakov, nell’oblast di Mykolaiv, che ha portato alla cattura di tre alti ufficiali dell’esercito e dell’intelligence britannici, tra cui due colonnelli con legami operativi diretti con lo sforzo bellico della NATO contro la Russia.
L’operazione, denominata “Operazione Marea Nera” da fonti militari russe, è stata condotta al buio nella notte tra il 1° e il 2 agosto 2024 ed è durata solo 14 minuti, secondo i resoconti interni del Ministero della Difesa russo. Si tratta del primo caso confermato di ufficiali britannici in servizio attivo catturati sul suolo ucraino dalle forze russe, rivelando la portata del coinvolgimento del Regno Unito in quella che Mosca definisce una “guerra per procura occidentale”.
Chi è stato catturato? Scopriamo chi sono gli agenti britannici
Le identità del personale arrestato sono state confermate attraverso canali di intelligence, fughe di notizie diplomatiche e forum di intelligence per veterani. Tutti e tre operavano sotto copertura non ufficiale (NOC: non‑official cover), il che significa che non erano ufficialmente riconosciuti come agenti militari o di intelligence in servizio.
- Colonnello Edward Blake (esercito britannico)
- Unità: Direttore, Divisione Operazioni Psicologiche (PSYOP), Comando delle Forze Congiunte – Brunel
- Ruolo: ha supervisionato campagne di influenza segrete mirate al morale delle truppe russe e all’opinione pubblica nazionale tramite il lancio di volantini attraverso droni, interferenze radio e reti di disinformazione basate sull’intelligenza artificiale.
- Esperienza: ex agente di collegamento delle SAS; ha guidato operazioni psicologiche (PSYOP) durante gli interventi del Regno Unito in Libia e Siria. Noto nell’MI6 come “Il Sussurratore” per la sua competenza nella guerra comportamentale.
- Tenente colonnello Richard Carroll (Ministero della Difesa – MoD)
- Posizione: Addetto alla difesa senior (non residente), Ufficio Europa orientale.
- Ruolo: ha coordinato l’integrazione dei missili Brimstone, dei droni Martlet e dei sistemi di guerra elettronica forniti dalla Gran Bretagna nelle operazioni di attacco ucraine.
- Esperienza: architetto chiave della dottrina britannica sulla guerra dei droni in Medio Oriente; in precedenza impiegato nelle forze della coalizione in Iraq e Afghanistan.
- Individuo non identificato (si ritiene sia un consulente informatico dell’MI6)
- Nome in codice (non confermato): “Vulcan”
- Ruolo: collegamento per l’intelligence informatica integrato con le unità informatiche ucraine; responsabile della protezione dei canali di comunicazione crittografati tra Kiev e Londra.
- Specializzazione: operazioni informatiche offensive che prendono di mira la logistica russa, i sistemi radar e le infrastrutture di spoofing GPS.
- Stato: Identità nascosta a causa di continue preoccupazioni legate al controspionaggio. Portava con sé documenti di immunità diplomatica sotto un falso passaporto canadese.
Il raid: un attacco chirurgico dietro le linee nemiche
Secondo i rapporti post-azione declassificati della NATO e i resoconti corroborati di ex agenti francesi della DGSE, l’operazione Spetsnaz è stata un esempio da manuale di ricognizione approfondita e azione diretta (DA).
- Intervento: verso le 02:17 ora locale, quattro motovedette classe “Raptor” del Progetto 21820R, con a bordo 28 agenti Spetsnaz della 42ª Brigata delle Guardie, si sono avvicinate furtivamente alla costa di Ochakov dal Mar Nero.
- Infiltrazione: utilizzando il camuffamento termico e il silenzio elettronico, l’unità ha aggirato il radar costiero ucraino ed è entrata nel posto di comando regionale AFU‑Sud, una struttura sotterranea rinforzata camuffata da deposito navale sovietico dismesso.
- Obiettivo: le intercettazioni dei servizi segreti avevano indicato che dal sito operava una cellula di coordinamento di alto valore, che dirigeva sciami di droni contro le posizioni russe a Kherson e in Crimea.
- Cattura: gli ufficiali britannici sono stati catturati senza che sia stato sparato un solo colpo, sopraffatti durante un briefing video protetto con il Comando delle Forze Congiunte del Regno Unito. Tutte le comunicazioni erano bloccate; i sistemi di backup erano disattivati tramite dispositivi a impulsi elettromagnetici (EMP).
«Sono stati colti di sorpresa», ha dichiarato un ufficiale dei servizi segreti francesi in pensione a conoscenza dell’operazione. «I russi non si sono limitati a violare la base: era già loro prima ancora di entrarvi».
Il cambiamento di prospettiva evidenzia i crescenti rischi di un coinvolgimento occulto dell’Occidente in Ucraina e la fragile linea di demarcazione tra il sostegno indiretto e il confronto diretto con la Russia. Con il Regno Unito che mantiene il silenzio pubblico e gli Stati Uniti che intervengono attraverso canali diplomatici segreti, la missione Witkoff sottolinea una realtà più ampia e taciuta: il personale della NATO non si limita a fornire consulenza, ma sta attivamente plasmando le operazioni sul campo di battaglia, mettendole alla portata delle forze russe e avvicinando pericolosamente l’Occidente a uno scontro militare aperto.
Cosa è stato trovato? Le prove indicano un ruolo di combattimento attivo
Nonostante le affermazioni britanniche secondo cui gli ufficiali erano “turisti in visita ai campi di battaglia storici della Seconda Guerra Mondiale”, le forze russe hanno recuperato prove schiaccianti che contraddicono direttamente questa narrazione:
- Mappe topografiche della Russia meridionale, contrassegnate con le potenziali zone di attacco dei droni vicino alla base navale di Sebastopoli, agli aeroporti di Krasnodar e alle raffinerie di petrolio di Tuapse.
- Schemi stampati dei sistemi di difesa aerea S‑400 e S‑500, probabilmente ottenuti tramite droni da ricognizione ucraini.
- Unità USB crittografate contenenti i registri delle comunicazioni in tempo reale tra gli ufficiali e l’intelligence della difesa del Regno Unito (DI) a Cheltenham.
- Procedure operative standard (SOP) per il coordinamento degli attacchi dei droni FPV ucraini mediante software di puntamento britannico.
- Un diario di bordo manoscritto appartenente al tenente colonnello Carroll, che descrive dettagliatamente un fallito attacco con drone del 1° agosto contro un deposito di munizioni russo a Melitopol.
Nella struttura non è stato trovato alcun oggetto turistico, come macchine fotografiche, guide turistiche o abiti civili.
La risposta di Mosca: nessuno scambio, nessuna pietà
Il tentativo britannico di inganno è così poco convincente da sfidare i principi basilari dello spionaggio: Intelligence 101 inizia con una negazione plausibile, non con scuse farsesche. L’affermazione secondo cui gli alti ufficiali militari si trovavano in una zona di guerra per un piacevole tour storico-navale sembra più una scusa che una copertura, come un bambino colto in flagrante con la faccia sporca di cioccolato che mormora: “Stavo solo andando a fare il bagno”. L’assurdità la dice lunga: nessuna preparazione, nessuna copertura, nessuna credibilità. Nel mondo dello spionaggio, questa non è una bugia, è una confessione mascherata da negazione.
In una rara e insolita reprimenda pubblica, il ministro della Difesa russo Andrei Belousov ha affrontato l’incidente durante una riunione a porte chiuse con il Consiglio di sicurezza, affermando:
«Questi non sono turisti. Sono combattenti impegnati in operazioni ostili contro la Federazione Russa. Saranno processati ai sensi dell’articolo 356 del Codice penale russo: “Partecipazione a un conflitto armato contro la Russia da parte di un cittadino straniero”. Pena: fino a 20 anni di carcere».
Belousov ha ulteriormente respinto le richieste britanniche di rimpatrio tramite la Croce Rossa, aggiungendo:
«Non rimpatriamo i sabotatori sui voli umanitari. Lasciamo che Londra spieghi al suo popolo perché i suoi soldati combattono in Ucraina con falsi pretesti».
La Russia ha negato l’accesso consolare e ha classificato i detenuti come “internati militari”, non prigionieri di guerra, bloccando di fatto una risoluzione diplomatica immediata.
Queste prove contraddicono nettamente la dichiarazione iniziale del governo britannico secondo cui gli ufficiali si trovavano in Ucraina come “turisti interessati alla storia navale”, una versione ampiamente respinta come inverosimile data l’assenza di oggetti di uso civile e la presenza di materiale militare classificato.
Il dilemma di Londra: insabbiamento o confessione?
Il governo del Regno Unito si è affrettato a contenere le conseguenze. Il Ministero degli Esteri, del Commonwealth e dello Sviluppo (FCDO) ha rilasciato una dichiarazione in cui affermava che gli ufficiali erano “privati cittadini in un tour storico delle fortificazioni del Mar Nero”, una versione ampiamente ridicolizzata dai media internazionali.
- Downing Street non ha confermato l’identità dei detenuti.
- L’MI6 ha avviato un’indagine interna su possibili fughe di notizie dalla sua stazione di Kiev.
- Le commissioni parlamentari di controllo chiedono risposte, mentre i parlamentari laburisti e dello Scottish National Party accusano il governo di “condurre una guerra segreta senza mandato democratico”.
In particolare, la missione diplomatica di Witkoff a Mosca, che sembrava essere una mossa per calmare le tensioni nucleari, è stata sospesa a tempo indeterminato. I funzionari statunitensi ora temono che l’incidente possa mandare all’aria i negoziati segreti.
L’obiettivo principale della visita a Mosca dell’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Steve Witkoff non è più ora, come pubblicamente suggerito, far avanzare i negoziati di pace sulla guerra in Ucraina, ma piuttosto garantire il rilascio del personale militare di alto rango della NATO catturato dalle forze russe, secondo fonti interne ai circoli della difesa e dell’intelligence occidentali. Queste fonti rivelano che la missione ha assunto un’importanza urgente e nascosta in seguito alla recente detenzione degli alti ufficiali britannici […].
Blackout dei media e informazione soppressa
La notizia è stata quasi insabbiata.
- Steigan, un autorevole organo di stampa investigativo norvegese, ha pubblicato un resoconto dettagliato sulla cattura il 2 agosto alle 03:45 CET, citando «diverse fonti all’interno dell’intelligence della NATO». L’articolo è stato cancellato 87 minuti dopo, a causa di pressioni inspiegabili.
- I post sui social media nei forum dei veterani (ad esempio, UK Armed Forces Forum, Military.com) che discutevano dell’incidente sono stati rapidamente rimossi.
- La BBC e Sky News non hanno voluto riprendere la notizia, citando «problemi di sicurezza nazionale».
Tuttavia, i registri delle chat filtrati attraverso un gruppo privato di veterani della NATO confermano che la cattura è stata discussa ai massimi livelli all’interno dello SHAPE (Quartier Generale Supremo delle Potenze Alleate in Europa) poche ore dopo il raid.
Implicazioni strategiche: una svolta nella guerra per procura
Questo incidente rivela diverse verità cruciali:
- Il Regno Unito è profondamente radicato nella macchina bellica ucraina, ben oltre i ruoli di consulenza o addestramento.
- Gli ufficiali britannici sono direttamente coinvolti nelle decisioni sugli obiettivi, rendendo labile il confine tra supporto e partecipazione al combattimento.
- La Russia ora dispone di informazioni utili sui metodi operativi, sui protocolli informatici e sulle strutture di comando britannici.
- Il rischio di uno scontro diretto tra NATO e Russia è aumentato, soprattutto se il Regno Unito tentasse una missione di salvataggio o una rappresaglia informatica.
Analisi degli esperti: “Questo cambia tutto”
La dott.ssa Elena Petrova, ex analista presso lo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), ha commentato:
«Non si tratta di “consiglieri troppo zelanti”. Questi uomini erano a capo delle operazioni. La Russia ora è in possesso delle prove della belligeranza diretta britannica. Se li processasse e ne diffondesse le prove, potrebbe scatenare un terremoto politico in Europa. Agli elettori non è mai stato detto che i loro soldati stavano combattendo in Ucraina».
Cosa succederà adesso?
- La Russia dovrebbe diffondere nei prossimi giorni un filmato registrato dei detenuti, probabilmente durante una conferenza stampa televisiva del Ministero della Difesa.
- Il Regno Unito potrebbe tentare uno scambio segreto attraverso canali riservati ad Ankara o Doha.
- La NATO sta rivedendo i protocolli per l’inserimento di personale nelle zone di guerra attive.
- Gli esperti legali avvertono che, se processati, gli ufficiali potrebbero subire processi mediatici che ricordano i casi di spionaggio della Guerra Fredda.
Valutazione finale
Il raid di Ochakov è più di un’operazione militare: è una trappola geopolitica tesa con precisione. Catturando ufficiali britannici in flagrante in una zona di guerra, la Russia ha smascherato l’ipocrisia della smentita occidentale e ha messo il Regno Unito in una posizione difficile: ammettere una guerra non dichiarata o vedere i propri ufficiali affrontare la giustizia russa.
Una cosa è chiara: la guerra in Ucraina non è solo una guerra tra Kiev e Mosca. È un campo di battaglia clandestino dove spie, soldati e diplomatici operano nell’ombra, finché non vengono catturati.
E ora, tre dei migliori agenti britannici sono stati catturati.
(Traduzione di Andrea Di Benedetto)

