Dietro le guerre combattute sul terreno ci sono anche quelle economiche.
Vale anche per la guerra per procura in atto fra la gli Usa, la Nato e l’Ue da un lato e la Federazione russa dall’altro.
Ce ne parla Larry C. Johnson nell’articolo che presentiamo di seguito.
Buona lettura.
La redazione
Oltre a perdere la guerra per procura in Ucraina, la NATO sta perdendo anche la guerra economica con i BRICS
Larry C. Johnson [*]
L’Operazione Militare Speciale (SMO) russa ha inflitto un enorme logoramento alle capacità militari dell’Ucraina e ha anche messo in luce la debolezza e i limiti dei Paesi NATO nel fornire armi, munizioni e veicoli da combattimento sostitutivi. La SMO ha anche dimostrato la superiorità delle armi russe rispetto a quelle della NATO. La Russia, ad esempio, ha impiegato con successo almeno quattro tipi di missili ipersonici, mentre la NATO non ne ha schierato nemmeno uno.
Ma la NATO non sta solo lottando per rimanere rilevante sul campo di battaglia … sta anche perdendo terreno sul fronte economico rispetto ai paesi BRICS. Esaminiamo l’attuale rapporto debito/PIL dei membri della NATO. Non è un bel quadro.
Il rapporto debito/PIL per i paesi NATO nel 2025 varia significativamente tra i 32 Stati membri, riflettendo diverse politiche fiscali, condizioni economiche e impegni di spesa militare. Di seguito è riportata una panoramica completa basata sui dati disponibili da fonti web, con particolare attenzione alle stime più recenti per il 2025. Si noti che i dati esatti per alcuni Paesi potrebbero essere proiezioni o leggermente obsoleti (ad esempio, dati del 2024), poiché non tutte le nazioni pubblicano statistiche sul debito in tempo reale. Ho dato priorità alle fonti più autorevoli e recenti, inclusi i risultati web di SIPRI e World Population Review, e li ho integrati con stime del FMI e dell’OCSE, ove disponibili. Laddove non siano disponibili dati precisi per il 2025, ho riportato i dati e le tendenze più recenti.
Perché questa è una misura rilevante? Il rapporto debito/PIL misura il debito pubblico di un Paese (incluse le obbligazioni delle amministrazioni centrali, statali e locali) in percentuale del suo prodotto interno lordo (PIL). Rapporti elevati indicano un maggiore onere del debito rispetto alla produzione economica, limitando potenzialmente la flessibilità fiscale, mentre rapporti bassi suggeriscono margini di indebitamento. Di seguito è riportata una tabella che riassume i rapporti debito/PIL per i paesi NATO, sulla base delle proiezioni disponibili per il 2025 o dei dati più recenti (principalmente 2024, corretti per le tendenze). I Paesi sono elencati in ordine alfabetico [nella versione inglese del testo: N.d.T.], con note sulle fonti e sul contesto.
|
Paese |
Rapporto debito/PIL |
Note |
| Albania | ~ 68 | Stima per il 2024; politica fiscale stabile ma dati limitati per il 2025. |
| Belgio | ~ 108 | Dati del 2024; elevati ma stabili, con sforzi di consolidamento fiscale. |
| Bulgaria | ~ 24 | Stima per il 2024; tra le più basse della NATO, a dimostrazione di una politica fiscale conservativa. |
| Canada | ~ 104 | Proiezione per il 2025; elevata a causa della spesa dovuta alla pandemia, in lento calo. |
| Croazia | ~ 65 | Stima per il 2024; moderata, con disciplina fiscale guidata dall’UE. |
| Rep. Ceca | ~ 44 | Stima per il 2024; in leggero aumento a causa dell’aumento della spesa per la difesa. |
| Danimarca | ~ 30 | Stima per il 2024; bassa, supportata da solidi fondamentali economici. |
| Estonia | ~ 20 | Stima per il 2024; una delle più basse nella NATO, a dimostrazione di una prudente gestione fiscale. |
| Finlandia | ~ 76 | Proiezione per il 2025; in aumento a causa dell’aumento della spesa per la difesa legata alla NATO. |
| Francia | ~ 115,9 | Stima per il 2025; elevata, con prospettive di credito negative a causa dei deficit fiscali. |
| Germania | ~ 63,8 | Stima per il 2025; moderato, ma il freno costituzionale al debito verrà revocato nel 2025 per finanziare gli impegni della NATO. |
| Grecia | ~ 152 | Stima per il 2024; il dato più alto nella NATO, sebbene in calo rispetto ai picchi successivi al 2008. |
| Ungheria | ~ 73 | Stima per il 2024; stabile ma sotto pressione a causa della spesa per la difesa e delle sfide economiche. |
| Islanda | ~ 60 | Stima per il 2024; moderato, l’assenza di un esercito permanente riduce i costi della difesa. |
| Italia | ~ 135 | Proiezione per il 2025; molto alta, con avvertimenti del FMI sulla sostenibilità fiscale. |
| Lettonia | ~ 44 | Stima per il 2024; bassa, ma in aumento grazie agli impegni di difesa della NATO. |
| Lituania | ~ 38 | Stima per il 2024; bassa, con aumenti dovuti a preoccupazioni per la sicurezza regionale. |
| Lussemburgo | ~25 | Stima del 2024; tra le più basse, a dimostrazione di un PIL pro capite elevato. |
| Montenegro | ~ 70 | Stima per il 2024; elevata per una piccola economia, con dati limitati per il 2025. |
| Paesi Bassi | ~ 48 | Stima per il 2024; bassa, con margine fiscale per un aumento della spesa per la difesa. |
| Macedonia del Nord | ~ 52 | Stima per il 2024; moderata, con pressioni fiscali derivanti dagli impegni NATO. |
| Norvegia | ~ 45 | Stima per il 2024; bassa, sostenuta dalle entrate petrolifere e dai fondi sovrani. |
| Polonia | ~ 50 | Proiezione per il 2025; moderata, in aumento a causa dell’elevata spesa per la difesa (3,8% del PIL). |
| Portogallo | ~100 | Stima per il 2024; elevata ma in calo, con supervisione fiscale dell’UE. |
| Romania | ~ 52 | Stima per il 2024; in aumento a causa degli sforzi di modernizzazione della difesa. |
| Slovacchia | ~ 56 | Stima per il 2024; moderata, con pressioni al rialzo derivanti dalla spesa della NATO. |
| Slovenia | ~ 70 | Stima per il 2024; stabile, con disciplina fiscale guidata dall’UE. |
| Spagna | ~ 105 | Stima per il 2024; elevata, con un lento declino previsto per il 2025. |
| Svezia | ~ 32 | Stima per il 2024; bassa, con capacità fiscale tale da soddisfare gli obiettivi della NATO. |
| Turchia | ~ 30 | Proiezione per il 2025; bassa, ma la volatilità economica (ad esempio, l’inflazione) pone dei rischi. |
| Regno Unito | ~ 105 | Proiezione per il 2025: elevata, stabile ma sotto pressione a causa dei deficit fiscali. |
| Stati Uniti | ~ 124 | Proiezione per il 2025; elevata, con il declassamento di Moody’s a maggio 2025 a causa di preoccupazioni sul debito. |
In generale, anche i Paesi NATO con le economie più grandi sono pesantemente gravati dal debito: Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Spagna, Italia e Canada. Il dato relativo alla Germania è fuorviante perché il debito tedesco sta crescendo rapidamente – il suo rapporto nel 2021 era solo del 50% – a causa della stagnazione della sua economia. Rispetto ai Paesi NATO, vale la pena notare che il rapporto debito/PIL della Russia nel 2025 è stimato a circa il 19%, significativamente inferiore a quello della maggior parte dei paesi NATO. Questo basso rapporto offre alla Russia la flessibilità fiscale necessaria per gestire il proprio deficit di bilancio (2,2% del PIL nel 2025) e sostenere la spesa bellica, a differenza dei membri NATO con un debito elevato come Francia o Italia, che devono affrontare vincoli più severi.
Ma la Russia non combatte da sola contro l’Occidente. Diamo un’occhiata al rapporto debito/PIL per i paesi BRICS. Come ho fatto per i Paesi NATO, fornisco una ripartizione dettagliata dei rapporti debito/PIL delle amministrazioni pubbliche per i paesi BRICS, basata sui dati e sulle proiezioni più recenti disponibili da fonti come il FMI, World Population Review e Trading Economics, come riportato nei risultati web. Laddove non siano disponibili dati esatti per il 2025, ho utilizzato i dati del 2024 con le tendenze indicate per il 2025. I rapporti si riferiscono al debito pubblico (incluse le obbligazioni centrali, statali e locali), salvo diversa indicazione.
|
Paese |
Rapporto debito/PIL |
Note |
| Brasile | ~ 76,5 | Dati del 2024; si prevede un leggero aumento nel 2025 a causa dei deficit fiscali e della spesa sociale. |
| Russia | ~ 19 | Stima per il 2024; rimane bassa, con flessibilità fiscale nonostante le spese legate alla guerra. |
| India | ~ 81,6 | Dati del 2023; stabile a circa l’82% per il 2025, bilanciando crescita e consolidamento fiscale. |
| Cina | ~ 88,3 | Dati del 2024; si prevede un aumento nel 2025 a causa del debito degli enti locali e delle misure di stimolo. |
| Sudafrica | ~ 76,9 | Stima per il 2024; elevata e in aumento a causa della stagnazione economica e dei costi del settore pubblico. |
| Egitto | ~ 82,9 | Stima del 2024; si prevede una stabilizzazione o una leggera diminuzione nel 2025 con il sostegno del FMI. |
| Etiopia | ~ 32 | Stima per il 2024; bassa ma in aumento a causa della spesa per le infrastrutture e delle esigenze di ristrutturazione del debito. |
| Iran | ~ 36,8 | Stima per il 2024; moderata, con dati limitati per il 2025 a causa delle sanzioni e dell’opacità economica. |
| Arabia Saudita | ~ 30 | Stima per il 2024; bassa, sostenuta dai ricavi petroliferi, con lievi aumenti possibili nel 2025. |
| Emirati Arabi Uniti | ~ 32,1 | Stima per il 2024; bassa, con forza fiscale derivante dal petrolio e dagli sforzi di diversificazione. |
Oltre ad avere un rapporto debito/PIL più sano rispetto ai Paesi NATO nel loro complesso, anche la crescita economica prevista per i paesi BRICS nel 2025 è migliore – circa il 3,4% nel complesso – superando la media globale dei Paesi NATO del 2,8% e quella del G7 dell’1,2%. Ecco le statistiche per i singoli paesi BRICS e i nuovi membri:
- India: 6,2% (la crescita più rapida tra le principali economie)
- Cina: 4,8%
- Brasile: 2,3%
- Russia: 1,4% (dopo il 4,3% nel 2024)
- Sudafrica: 1,0%
- Etiopia (nuovo membro BRICS): 6,6%
- Anche altri nuovi membri come Indonesia ed Emirati Arabi Uniti stanno registrando numeri forti (rispettivamente 4,7% e 4%).
Attualmente i BRICS guidano la crescita globale, rappresentando oltre il 40% del PIL mondiale secondo il FMI (in termini di parità di potere d’acquisto), con India e Cina come principali motori.
Alcuni membri della NATO continuano a lanciare minacce bellicose contro la Russia, ma come rivelano i numeri sopra riportati, la NATO è economicamente impotente ad affrontare effettivamente la Russia. Diversi membri chiave della NATO – ovvero Germania, Regno Unito e Francia – sono in recessione e si trovano ad affrontare forti venti contrari economici che metteranno a dura prova le loro già fragili economie. Cosa significa questo in termini pratici? Nessuno di questi Paesi ha le risorse finanziarie per costruire nuovi impianti di produzione militare; non hanno liquidità da parte per acquistare nuovi sistemi d’arma dagli Stati Uniti e poi inviarli in Ucraina; e non hanno i mezzi per rafforzare le proprie forze armate e dotarle di equipaggiamento moderno e delle munizioni necessarie per sostenere le operazioni sui campi di battaglia del XXI secolo.
Per i miei amici in Europa, ho una brutta notizia … non siete più rilevanti come forza militare. Dopo 15 secoli di dominio sugli eventi mondiali, state entrando nell’era dell’impotenza. Ma non siete soli … gli Stati Uniti vi stanno seguendo su questa strada verso l’irrilevanza.
[*] Larry C. Johnson è un ex agente e analista di intelligence della CIA, nonché ex pianificatore e consulente presso l’Ufficio Antiterrorismo del Dipartimento di Stato americano.
(Traduzione dall’inglese di Giovanni Pistone)


