Il tratto davvero incontestabile della rivoluzione è l'irruzione violenta delle masse negli avvenimenti storici (L.D. Trotsky, Storia della rivoluzione russa)

Guerra in Ucraina, Imperialismo e guerre imperialiste, Politica internazionale: Stati Uniti

La nuova proposta di “pace” degli Stati Uniti è (ancora una volta) una riedizione di “Minsk 3.0”

Da alcu­ni gior­ni si fa un gran par­la­re del c.d. “pia­no di pace” degli Usa per l’U­crai­na in 28 pun­ti (poi ridot­to a 19; poi ulte­rior­men­te modi­fi­ca­to; e anco­ra sosti­tui­to da altre ver­sio­ni), e al qua­le è sta­to inol­tre con­trap­po­sto dal­l’e­mar­gi­na­ta Ue un altro “pia­no”. E si sono infi­ne suc­ce­du­te deci­ne e deci­ne di impro­ba­bi­li “ana­li­si” fon­da­te su argo­men­ti incon­si­sten­ti. Tut­ta fuffa!
La real­tà è che – come inve­ce ci spie­ga Brian Ber­le­tic in que­sto appro­fon­di­to arti­co­lo – l’in­ten­zio­ne di Washing­ton è quel­la di con­ti­nua­re a tene­re sot­to pres­sio­ne la Rus­sia e a “sovrae­spor­la” met­ten­do in pau­sa il con­flit­to solo per ave­re tem­po e modo di rior­ga­niz­za­re Kiev, riar­man­do­la e sup­por­tan­do­la sul ter­re­no con “trup­pe euro­pee e non euro­pee” (così reci­ta il testo del pia­no), per affron­ta­re da una posi­zio­ne di mag­gior for­za la futu­ra secon­da fase del­la guer­ra e ave­re così l’op­por­tu­ni­tà fino­ra irrea­liz­za­ta di scon­fig­ge­re Mosca.
Buo­na lettura.
La redazione

La nuova proposta di “pace” degli Stati Uniti è (ancora una volta) una riedizione di “Minsk 3.0”


Gli Sta­ti Uni­ti han­no nuo­va­men­te pro­po­sto quel­lo che chia­ma­no “pia­no di pace” nel con­te­sto del­la guer­ra per pro­cu­ra in cor­so con la Rus­sia in Ucraina


Brian Ber­le­tic [*]

 

Il con­te­nu­to del­la pro­po­sta è irri­le­van­te. Gli Sta­ti Uni­ti non cer­ca­no la pace in gene­ra­le, e in par­ti­co­la­re di cer­to non con la Rus­sia. Al con­tra­rio, come già rap­pre­sen­ta­to dal­le pro­po­ste pre­ce­den­ti, si trat­ta di un ten­ta­ti­vo di con­ge­la­re il con­flit­to in cor­so, rico­strui­re le for­ze arma­te ucrai­ne e, se pos­si­bi­le, spo­sta­re le trup­pe occi­den­ta­li in Ucrai­na per crea­re una zona cusci­net­to, costrin­gen­do even­tual­men­te le for­ze rus­se in avan­za­ta a fermarsi.
Al di là del­le mere spe­cu­la­zio­ni, que­sto è ciò che lo stes­so segre­ta­rio alla Dife­sa degli Sta­ti Uni­ti (ora “segre­ta­rio alla Guer­ra”) Pete Heg­seth ha espo­sto in una diret­ti­va pub­bli­ca con­se­gna­ta all’Eu­ro­pa a Bru­xel­les nel feb­bra­io di quest’anno.
Nono­stan­te il segre­ta­rio Heg­seth si sia sfor­za­to di insi­ste­re sul fat­to che “non deve trat­tar­si di una Min­sk 3.0”, la diret­ti­va non solo deli­nea espli­ci­ta­men­te un qua­dro ”Min­sk 3.0“ com­ple­to di con­ge­la­men­to del con­flit­to in cor­so (non di fine del­lo stes­so), “rad­dop­pio” e “nuo­vo impe­gno” nei con­fron­ti del­le “esi­gen­ze di sicu­rez­za” del­l’U­crai­na, con la con­se­guen­te rico­stru­zio­ne del­le for­ze arma­te ucrai­ne, ma lo ha addi­rit­tu­ra supe­ra­to con l’ag­giun­ta di una zona cusci­net­to in sti­le siria­no impo­sta da “trup­pe euro­pee e non euro­pee”.
Pro­prio come Min­sk 1 e 2 han­no impe­di­to alle for­ze arma­te ucrai­ne di esse­re sopraf­fat­te e il rag­giun­gi­men­to di una pace effet­ti­va, que­sta nuo­va pro­po­sta “Min­sk 3.0” cer­ca di con­ge­la­re nuo­va­men­te il con­flit­to, in par­ti­co­la­re per impe­di­re che emer­ga una solu­zio­ne autentica.
Con “trup­pe euro­pee e non euro­pee” schie­ra­te in Ucrai­na, la capa­ci­tà del­la Rus­sia di ripren­de­re la sua Ope­ra­zio­ne Mili­ta­re Spe­cia­le (SMO) una vol­ta che sarà chia­ro che gli Sta­ti Uni­ti han­no nuo­va­men­te vio­la­to il loro accor­do con Mosca sarà com­pli­ca­ta da una pre­sen­za NATO ormai pro­fon­da­men­te radi­ca­ta all’in­ter­no del­l’U­crai­na, pro­prio come le for­ze sta­tu­ni­ten­si e tur­che han­no com­pli­ca­to la com­ple­ta ricon­qui­sta del­la Siria da par­te di Dama­sco e dei suoi allea­ti rus­si e ira­nia­ni, por­tan­do infi­ne al com­ple­to col­las­so del gover­no soste­nu­to da Rus­sia e Iran alla fine del 2024.
Anche se gli Sta­ti Uni­ti doves­se­ro pro­por­re un accor­do che esclu­des­se espli­ci­ta­men­te tut­te que­ste pos­si­bi­li­tà, va ricor­da­to che anche gli accor­di ori­gi­na­li di Min­sk 1 e Min­sk 2 lo pre­ve­de­va­no, eppu­re sono sta­ti sem­pli­ce­men­te, pale­se­men­te e deli­be­ra­ta­men­te vio­la­ti sia dagli Sta­ti Uni­ti che dai loro agen­ti ucrai­ni ed europei.
Va anche ricor­da­to che gli Sta­ti Uni­ti, ben oltre il sem­pli­ce con­flit­to in Ucrai­na, han­no vio­la­to ogni sin­go­lo accor­do, trat­ta­to e inte­sa pro­po­sti alla Rus­sia e, pri­ma anco­ra, all’U­nio­ne Sovie­ti­ca. Esi­ste una lun­ga serie di trat­ta­ti, memo­ran­dum e accor­di sul­le armi uni­la­te­ral­men­te stra­vol­ti dal­le ammi­ni­stra­zio­ni sta­tu­ni­ten­si che si sono suc­ce­du­te, com­pre­so lo stes­so pre­si­den­te Donald Trump, tra cui il Trat­ta­to sul­le for­ze nuclea­ri a rag­gio inter­me­dio (INF), ora abban­do­na­to, e il Trat­ta­to sui cie­li aperti.
L’at­tua­le ammi­ni­stra­zio­ne Trump, solo nel suo pri­mo anno di man­da­to, ha uti­liz­za­to le pro­po­ste di “accor­di di pace” e “ces­sa­te il fuo­co” con l’I­ran e Hez­bol­lah, con sede in Liba­no, come coper­tu­ra per ten­ta­ti­vi e attac­chi deca­pi­tan­ti riu­sci­ti da par­te di entram­bi i rap­pre­sen­tan­ti degli Sta­ti Uni­ti (Israe­le), non­ché per attac­chi effet­tua­ti dagli stes­si Sta­ti Uni­ti con­tro l’Iran.

La rispo­sta russa
È impos­si­bi­le dire con cer­tez­za come il Crem­li­no inter­pre­ti que­ste pro­po­ste. È qua­si impos­si­bi­le imma­gi­na­re che la lea­der­ship rus­sa pos­sa esse­re così inge­nua da cre­de­re a qual­sia­si cosa pro­po­sta fat­ta dagli Sta­ti Uni­ti o addi­rit­tu­ra cre­de­re che gli Usa pos­sa­no in qual­che modo cer­ca­re la pace.
Tut­ta­via, con il sen­no di poi, con­si­de­ran­do gli accor­di di Min­sk 1 e 2 e il fat­to che lo stes­so pre­si­den­te rus­so Vla­di­mir Putin abbia accet­ta­to entram­be le pro­po­ste, sal­vo poi ammet­te­re che si trat­ta­va di “puro ingan­no” secon­do quan­to ripor­ta­to dal­l’a­gen­zia di stam­pa sta­ta­le rus­sa TASS, ci si chie­de per­ché que­sti accor­di sia­no sta­ti accet­ta­ti in pri­mo momen­to e se la Rus­sia accet­te­rà o meno le futu­re pro­po­ste dell’Occidente.
È pos­si­bi­le che nel 2014‑2015 la Rus­sia non si sen­tis­se anco­ra pron­ta a lan­cia­re quel­la che sareb­be poi diven­ta­ta l’o­pe­ra­zio­ne mili­ta­re spe­cia­le (SMO) del 2022 e rite­nes­se che il tem­po con­ces­so da Min­sk 1 e 2 a entram­be le par­ti potes­se esse­re sfrut­ta­to meglio dal­la Rus­sia, con­sen­ten­do­le di tro­var­si in una posi­zio­ne più for­te rispet­to all’U­crai­na e ai suoi spon­sor sta­tu­ni­ten­si al momen­to del lan­cio del­la SMO.
L’ul­ti­ma pro­po­sta degli Sta­ti Uni­ti deve esse­re inter­pre­ta­ta dal­la Rus­sia come l’en­ne­si­mo evi­den­te ingan­no, con il segre­ta­rio Heg­seth che ammet­te i veri obiet­ti­vi che gli Sta­ti Uni­ti sta­va­no e stan­no ovvia­men­te per­se­guen­do per cir­con­da­re e con­te­ne­re sia la Rus­sia che i suoi allea­ti cinesi.
L’ac­cor­do sareb­be pos­si­bi­le solo se la Rus­sia rite­nes­se neces­sa­ria una pau­sa e cre­des­se di pote­re anco­ra una vol­ta sfrut­ta­re, meglio degli Sta­ti Uni­ti e dei loro rap­pre­sen­tan­ti, il tem­po che una pau­sa le con­ce­de­reb­be. Dovreb­be anche cre­de­re di esse­re pron­ta ad affron­ta­re qual­sia­si dispie­ga­men­to di “trup­pe euro­pee e non euro­pee” in Ucrai­na in modo più effi­ca­ce di quan­to abbia fat­to nel­la Repub­bli­ca ara­ba siria­na, ora rove­scia­ta e decimata.
Oppu­re, la Rus­sia potreb­be sem­pli­ce­men­te fin­ge­re di asse­con­da­re ogni pro­po­sta suc­ces­si­va, men­tre le sue for­ze con­ti­nua­no la loro avan­za­ta espo­nen­zia­le sul cam­po di bat­ta­glia in Ucrai­na, con il crol­lo del­la capa­ci­tà di com­bat­ti­men­to di Kiev.
Ormai dovreb­be esse­re suf­fi­cien­te­men­te chia­ro che gli Sta­ti Uni­ti, indi­pen­den­te­men­te dal­l’at­tua­le ammi­ni­stra­zio­ne pre­si­den­zia­le o dal­la com­po­si­zio­ne del Con­gres­so, sono inca­pa­ci di rag­giun­ge­re un accor­do e che le nazio­ni che devo­no affron­ta­re la loro decen­na­le ricer­ca del­la supre­ma­zia glo­ba­le devo­no bilan­cia­re le stra­te­gie di dife­sa con dei mez­zi per evi­ta­re una peri­co­lo­sa spi­ra­le di escalation.

Com­pren­de­re il sen­so auten­ti­co del­la poli­ti­ca este­ra statunitense
Per gli osser­va­to­ri che cer­ca­no di com­pren­de­re il sen­so del­le suc­ces­si­ve pro­po­ste degli Sta­ti Uni­ti, sareb­be uti­le con­si­de­ra­re i vari livel­li del­la poli­ti­ca statunitense.
Que­sti livel­li includono:

  1. la reto­ri­ca più super­fi­cia­le, qua­si pri­va di signi­fi­ca­to, la pro­pa­gan­da e la sce­neg­gia­ta politica;
  2. le ope­ra­zio­ni mili­ta­ri, la posi­zio­ne e i pre­pa­ra­ti­vi in cor­so degli Sta­ti Uniti;
  3. la defi­ni­zio­ne del­le poli­ti­che da par­te del­le gran­di azien­de e dei finan­zia­to­ri che avvie­ne all’in­ter­no di cen­tri stu­di ben strut­tu­ra­ti, nei qua­li i docu­men­ti ven­go­no tra­sfor­ma­ti in dise­gni di leg­ge da team di avvo­ca­ti pri­ma di esse­re invia­ti a Washing­ton dai lob­bi­sti solo per esse­re approvati;
  4. gli stra­ti più pro­fon­di, in cui le moti­va­zio­ni prin­ci­pa­li del man­te­ni­men­to del­la supre­ma­zia degli Sta­ti Uni­ti sul mon­do e il desi­de­rio urgen­te di affron­ta­re e sman­tel­la­re l’“inter­na­zio­na­li­smo col­let­ti­vo” o il “mul­ti­po­la­ri­smo” gui­da­no tut­te le altre politiche.

Con­cen­trar­si e ana­liz­za­re lo stra­to supe­rio­re del­la reto­ri­ca, del­la pro­pa­gan­da e del tea­tri­no poli­ti­co por­te­rà ine­vi­ta­bil­men­te a con­fu­sio­ne, pre­vi­sio­ni disa­stro­sa­men­te fal­li­te e a un’in­ca­pa­ci­tà gene­ra­le di com­pren­de­re la poli­ti­ca, le moti­va­zio­ni e gli inte­res­si degli Sta­ti Uniti.
Appro­fon­den­do gli altri stra­ti più rile­van­ti, è pos­si­bi­le supe­ra­re la con­fu­sio­ne deli­be­ra­ta­men­te crea­ta in super­fi­cie e rag­giun­ge­re una com­pren­sio­ne pro­fon­da e fon­da­men­ta­le del pote­re degli Sta­ti Uni­ti, del­le loro rea­li inten­zio­ni, dei loro meto­di e del­le loro motivazioni.
Inol­tre, ciò offre a colo­ro che sono ber­sa­glio del­la poli­ti­ca sta­tu­ni­ten­se la miglio­re oppor­tu­ni­tà di for­mu­la­re stra­te­gie rea­li­sti­che per difen­der­si sia dal­l’in­gan­no che l’ac­com­pa­gna, sia dai peri­co­li del tra­di­men­to da cui tali ingan­ni mira­no a disto­glie­re l’attenzione.

Livel­lo 1: reto­ri­ca, pro­pa­gan­da, tea­tri­no politico
Gli Sta­ti Uni­ti par­la­no di “pace” solo a cau­sa del suc­ces­so ogget­ti­vo del­la Rus­sia sul cam­po di bat­ta­glia, pro­prio come le con­di­zio­ni nel 2014–2015 han­no costret­to gli Sta­ti Uni­ti e i loro rap­pre­sen­tan­ti euro­pei a par­la­re di “pace” pri­ma degli accor­di di Min­sk 1 e 2.
Altri­men­ti, pro­prio come è suc­ces­so in Siria nel 2024, quan­do si è pre­sen­ta­ta l’op­por­tu­ni­tà di rove­scia­re il gover­no siria­no e con­qui­sta­re com­ple­ta­men­te il pote­re poli­ti­co nel­la Repub­bli­ca ara­ba siria­na, gli Sta­ti Uni­ti e i loro allea­ti han­no per­se­gui­to una poli­ti­ca intran­si­gen­te vol­ta a inflig­ge­re il mas­si­mo dan­no ai loro avver­sa­ri designati.
In que­sto pri­mo livel­lo super­fi­cia­le, gli Sta­ti Uni­ti met­to­no in sce­na con i loro allea­ti, tra cui l’U­crai­na e il resto del­l’Eu­ro­pa, una sor­ta di tea­tri­no poli­ti­co vol­to a com­par­ti­men­ta­re i mez­zi con cui inten­do­no pla­sma­re accor­di ingan­ne­vo­li con la Rus­sia riguar­do all’U­crai­na e i mez­zi con cui loro e i loro allea­ti ine­vi­ta­bil­men­te vio­le­ran­no qual­sia­si accor­do accet­ta­to dal­la Russia.
La pri­ma e più impor­tan­te del­le vio­la­zio­ni pre­vi­ste da Washing­ton sarà la crea­zio­ne e l’im­ple­men­ta­zio­ne di una for­za “euro­pea e non euro­pea” con l’in­ten­zio­ne di entra­re in Ucrai­na. Il tea­tro del “disac­cor­do” tra gli Sta­ti Uni­ti e i loro rap­pre­sen­tan­ti ucrai­ni ed euro­pei con­sen­te agli Sta­ti Uni­ti di pro­por­re e, se pos­si­bi­le, attua­re un “accor­do di pace”, men­tre l’U­crai­na e l’Eu­ro­pa pos­so­no assu­mer­si la respon­sa­bi­li­tà di vio­lar­lo, offren­do agli Sta­ti Uni­ti una nega­bi­li­tà plau­si­bi­le pur con­ti­nuan­do a gode­re dei van­tag­gi di un con­flit­to con­ge­la­to e di una for­za “euro­pea e non euro­pea” pia­ni­fi­ca­ta dagli Sta­ti Uni­ti che ora si frap­po­ne tra la Rus­sia e qual­sia­si poten­zia­le riav­vio del­la sua SMO.
Gli Sta­ti Uni­ti met­to­no in sce­na que­sto tea­tri­no anche all’in­ter­no del pro­prio siste­ma poli­ti­co. Una pro­po­sta avan­za­ta dal­la “ammi­ni­stra­zio­ne Trump” vie­ne auto­ma­ti­ca­men­te attac­ca­ta dai suoi pre­sun­ti oppo­si­to­ri nel Par­ti­to Demo­cra­ti­co, spin­gen­do i soste­ni­to­ri di Trump a soste­ne­re auto­ma­ti­ca­men­te la pro­po­sta, indi­pen­den­te­men­te dal suo con­te­nu­to e dal­la sua con­trad­di­zio­ne con le pro­mes­se fat­te dal pre­si­den­te degli Sta­ti Uni­ti Donald Trump duran­te la cam­pa­gna elet­to­ra­le del 2024.

Anche all’in­ter­no del­la stes­sa ammi­ni­stra­zio­ne Trump si met­te in sce­na que­sto tea­tri­no. I mem­bri più “aggres­si­vi” del gabi­net­to del pre­si­den­te Trump si assu­mo­no la respon­sa­bi­li­tà di una pro­po­sta in con­tra­sto con le pro­mes­se elet­to­ra­li del pre­si­den­te Trump del 2024, men­tre le voci più “ragio­ne­vo­li”, come il vice­pre­si­den­te JD Van­ce, fin­go­no di man­te­ne­re quel­le pro­mes­se nono­stan­te la pale­se vio­la­zio­ne da par­te del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne, pre­ser­van­do alme­no un po’ di soste­gno pub­bli­co e di spe­ran­za nono­stan­te la dire­zio­ne ovvia­men­te oppo­sta intra­pre­sa dal­l’am­mi­ni­stra­zio­ne Trump.

Livel­lo 2: real­tà operativa
La real­tà ope­ra­ti­va com­pren­de le azio­ni con­cre­te degli Sta­ti Uni­ti in rela­zio­ne al con­flit­to in cor­so in Ucraina.
Nel 2014 gli Sta­ti Uni­ti han­no con­qui­sta­to il pote­re poli­ti­co e ora con­trol­la­no com­ple­ta­men­te l’U­crai­na dal pun­to di vista poli­ti­co, mili­ta­re ed economico.
Attra­ver­so la sua base ope­ra­ti­va a Wie­sba­den, in Ger­ma­nia, gli Sta­ti Uni­ti con­trol­la­no ogni aspet­to del­la guer­ra in cor­so, costi­tuen­do il ver­ti­ce del­la cate­na di coman­do del­le for­ze arma­te ucrai­ne e super­vi­sio­nan­do ogni aspet­to, dal­l’e­la­bo­ra­zio­ne di stra­te­gie di alto livel­lo alla sele­zio­ne di sin­go­li obiet­ti­vi rus­si sul cam­po di bat­ta­glia e per­si­no nel­le pro­fon­di­tà del ter­ri­to­rio rus­so stesso.
Dal 2014, gli Sta­ti Uni­ti han­no anche assun­to il con­trol­lo, rico­strui­to e ora diri­go­no ogni aspet­to del­le capa­ci­tà di intel­li­gen­ce del­l’U­crai­na, come rive­la il New York Times nel suo arti­co­lo del 2024, “La guer­ra del­le spie: come la CIA aiu­ta segre­ta­men­te l’U­crai­na a com­bat­te­re Putin”.
Gli Sta­ti Uni­ti man­ten­go­no anco­ra deci­ne di miglia­ia di sol­da­ti in tut­ta Euro­pa, super­vi­sio­nan­do la poli­ti­ca sta­tu­ni­ten­se che inclu­de la mili­ta­riz­za­zio­ne del­la NATO e per­si­no dei Pae­si non mem­bri del­la NATO lun­go i con­fi­ni del­la Rus­sia, pro­prio come han­no fat­to con l’U­crai­na dal 2014 in poi, pro­vo­can­do que­sto conflitto.
Tut­to que­sto con­ti­nua ogget­ti­va­men­te, indi­pen­den­te­men­te dal­la reto­ri­ca, dal­la pro­pa­gan­da e dal tea­tri­no poli­ti­co che si svol­ge al livel­lo pre­ce­den­te, indi­can­do le inten­zio­ni degli Sta­ti Uni­ti in modo mol­to più accu­ra­to di qual­sia­si garan­zia poli­ti­ca, pro­mes­sa o accor­do proposto.

Livel­lo 3: poli­ti­che soste­nu­te da gran­di azien­de e finanziatori
Anco­ra più appro­fon­di­ti sono i docu­men­ti poli­ti­ci che deli­nea­no la stra­te­gia alla base del­le ope­ra­zio­ni glo­ba­li di Washing­ton, tra cui la sua con­ti­nua osti­li­tà, accer­chia­men­to e acca­ni­men­to nei con­fron­ti del­la Rus­sia, a pre­scin­de­re dal­la sua reto­ri­ca, pro­pa­gan­da, tea­tri­no poli­ti­co o promesse.
Le real­tà ope­ra­ti­ve degli Sta­ti Uni­ti riguar­do alla Rus­sia sono sta­te espli­ci­ta­men­te deli­nea­te nel docu­men­to del 2019 del­la RAND Cor­po­ra­tion, “Exten­ding Rus­sia: Com­pe­ting from Advan­ta­geous Ground” (Sovrae­spor­re la Rus­sia: com­pe­te­re da una posi­zio­ne van­tag­gio­sa)[1], che pro­po­ne­va l’at­tua­le guer­ra per pro­cu­ra degli Sta­ti Uni­ti con la Rus­sia in Ucrai­na attra­ver­so la «“Misu­ra 1: for­ni­re aiu­ti leta­li all’U­crai­na”, sot­to­li­nean­do che ciò avreb­be comportato:

«L’e­span­sio­ne del­l’as­si­sten­za degli Sta­ti Uni­ti all’U­crai­na, com­pre­sa l’as­si­sten­za mili­ta­re leta­le, con il pro­ba­bi­le aumen­to dei costi per la Rus­sia, sia in ter­mi­ni di vite uma­ne che di risor­se finan­zia­rie, per man­te­ne­re il con­trol­lo del­la regio­ne del Don­bas. Pro­ba­bil­men­te sareb­be­ro neces­sa­ri mag­gio­ri aiu­ti rus­si ai sepa­ra­ti­sti e un’ul­te­rio­re pre­sen­za di trup­pe rus­se, con con­se­guen­ti mag­gio­ri spe­se, per­di­te di equi­pag­gia­men­to e vit­ti­me rus­se. Que­st’ul­ti­mo aspet­to potreb­be diven­ta­re piut­to­sto con­te­sta­to in patria, come accad­de quan­do i sovie­ti­ci inva­se­ro l’Afghanistan».

Il docu­men­to pro­po­ne­va anche di eser­ci­ta­re pres­sio­ni sul­la Rus­sia lun­go tut­to il suo peri­me­tro e anche oltre i suoi con­fi­ni con misu­re qua­li “pro­muo­ve­re un cam­bio di regi­me in Bie­lo­rus­sia”, “sfrut­ta­re le ten­sio­ni nel Cau­ca­so meri­dio­na­le” e per­si­no “ridur­re l’in­fluen­za rus­sa in Asia cen­tra­le” e “aumen­ta­re il soste­gno ai ribel­li siriani”.
Il docu­men­to pro­po­ne­va anche misu­re eco­no­mi­che qua­li “osta­co­la­re le espor­ta­zio­ni di petro­lio”, “ridur­re le espor­ta­zio­ni di gas natu­ra­le e osta­co­la­re l’e­span­sio­ne dei gasdot­ti”, “impor­re san­zio­ni” e “aumen­ta­re la fuga di cer­vel­li rus­si”, tut­te misu­re che gli Sta­ti Uni­ti han­no attua­to e con­ti­nua­no ad attua­re, dal­l’am­mi­ni­stra­zio­ne Oba­ma a quel­la Trump, da quel­la Biden a quel­la, ora, del­la secon­da ammi­ni­stra­zio­ne Trump.
Anco­ra una vol­ta, nono­stan­te ciò che que­ste varie ammi­ni­stra­zio­ni han­no dichia­ra­to pub­bli­ca­men­te o pro­mes­so alla Rus­sia in pri­va­to, docu­men­ti poli­ti­ci come quel­lo del­la RAND Cor­po­ra­tion inti­to­la­to “Exten­ding Rus­sia” han­no costi­tui­to il vero e pro­prio pro­get­to alla base del­la poli­ti­ca sta­tu­ni­ten­se nei con­fron­ti del­la Rus­sia, mani­fe­stan­do­si nel­la real­tà ope­ra­ti­va sia pas­sa­ta che presente.
Anco­ra peg­gio­re è il qua­dro più ampio in cui si inse­ri­sco­no tali poli­ti­che nei con­fron­ti del­la Russia.
In un docu­men­to del 2018 del­l’US Naval War Col­le­ge Review inti­to­la­to “A Mari­ti­me Bloc­ka­de Again­st Chi­na” (Un bloc­co marit­ti­mo con­tro la Cina), la Rus­sia è iden­ti­fi­ca­ta come un osta­co­lo sostan­zia­le al suc­ces­so di qual­sia­si con­te­ni­men­to e/o bloc­co del­la Cina, prin­ci­pal­men­te a cau­sa del­la sua gran­de capa­ci­tà di pro­du­zio­ne ener­ge­ti­ca, del suo lun­go con­fi­ne con­di­vi­so con la Cina e del­la costru­zio­ne in cor­so di gasdot­ti per for­ni­re que­sta ener­gia alla Cina.
Anche con un bloc­co marit­ti­mo effi­ca­ce nei con­fron­ti del­la Cina e con l’o­biet­ti­vo di distrug­ge­re le rot­te ter­re­stri del­la Belt and Road Ini­tia­ti­ve cine­se, le espor­ta­zio­ni ener­ge­ti­che rus­se ver­so la Cina ren­de­reb­be­ro comun­que dif­fi­ci­le un suc­ces­so del bloc­co sta­tu­ni­ten­se. Per­tan­to, al di là del­le poli­ti­che di con­te­ni­men­to del­la Rus­sia in atto da tem­po, ciò si inse­ri­sce in una poli­ti­ca mol­to più urgen­te e pro­fon­da­men­te auspi­ca­ta di con­te­ni­men­to del­la Cina.
Il segre­ta­rio Heg­seth ha per­si­no men­zio­na­to l’ur­gen­za con cui gli Sta­ti Uni­ti devo­no orien­tar­si ver­so il con­te­ni­men­to del­la Cina nel­la sua diret­ti­va all’Eu­ro­pa del feb­bra­io di quest’anno.
Anche se la Rus­sia doves­se accor­dar­si com­ple­ta­men­te con gli Sta­ti Uni­ti su tut­ti gli aspet­ti riguar­dan­ti l’U­crai­na, e a meno che non accon­sen­tis­se anche a taglia­re i pon­ti o addi­rit­tu­ra ad adot­ta­re una posi­zio­ne osti­le nei con­fron­ti del­la Cina, gli Sta­ti Uni­ti con­ti­nue­reb­be­ro la loro aggres­sio­ne alla peri­fe­ria del­la Rus­sia ben oltre l’Ucraina.
La RAND Cor­po­ra­tion e altri think tank poli­ti­ci, che dif­fi­cil­men­te pos­so­no esse­re con­si­de­ra­ti isti­tu­zio­ni indi­pen­den­ti, sono inve­ce finan­zia­ti e diret­ti da socie­tà e isti­tu­zio­ni finan­zia­rie che rap­pre­sen­ta­no gli inte­res­si più poten­ti e influen­ti di tut­to l’Oc­ci­den­te col­let­ti­vo, tra cui pro­dut­to­ri di armi, gran­di com­pa­gnie petro­li­fe­re, indu­stria far­ma­ceu­ti­ca, gran­di azien­de tec­no­lo­gi­che, ban­che, socie­tà di pri­va­te equi­ty e altro anco­ra. Que­sto por­ta a un livel­lo anco­ra più profondo.

Livel­lo 4: Obiet­ti­vi prin­ci­pa­li del­le gran­di azien­de finanziarie
Se que­sti think tank poli­ti­ci sono gui­da­ti dagli inte­res­si del­le gran­di azien­de finan­zia­rie, che cosa gui­da que­sti interessi?
La rispo­sta è la ricer­ca per­pe­tua del pote­re e del pro­fit­to, isti­tu­zio­na­liz­za­ta da prin­ci­pi come la “pri­ma­zia degli azio­ni­sti”, che esi­ge la mas­si­miz­za­zio­ne del­la ric­chez­za degli azio­ni­sti. Un desi­de­rio infi­ni­to di pro­fit­to e pote­re all’in­ter­no di una popo­la­zio­ne fini­ta o per­si­no in calo e di mer­ca­ti altret­tan­to fini­ti signi­fi­ca eli­mi­na­re ogni for­ma di con­cor­ren­za, non solo all’in­ter­no degli Sta­ti Uni­ti stes­si attra­ver­so un pro­ces­so di con­so­li­da­men­to e mono­po­lio, ma in tut­to il pia­ne­ta, esi­gen­do l’ac­ces­so e la mono­po­liz­za­zio­ne del­le popo­la­zio­ni e del­le quo­te di mer­ca­to di tut­te le nazio­ni del pia­ne­ta Ter­ra, com­pre­sa la Russia.
L’e­spres­sio­ne defi­ni­ti­va di que­sti prin­ci­pi e il loro impat­to sul­la Rus­sia si sono mani­fe­sta­ti negli anni 90, dopo il crol­lo del­l’U­nio­ne Sovie­ti­ca e il sac­cheg­gio da par­te degli Sta­ti Uni­ti e del­l’Eu­ro­pa del­la nascen­te Fede­ra­zio­ne Rus­sa. La spin­ta a sman­tel­la­re le impre­se sta­ta­li orien­ta­te a uno sco­po pre­ci­so e a “pri­va­tiz­zar­le” pri­ma di spo­gliar­le e ven­der­le a sco­po di lucro ha reso milio­ni di per­so­ne pove­re e con scar­se prospettive.
Le pro­mes­se del “capi­ta­li­smo di libe­ro mer­ca­to” non han­no mai por­ta­to bene­fi­ci al popo­lo rus­so, così come non han­no por­ta­to bene­fi­ci agli altri mem­bri del­l’ex Unio­ne Sovie­ti­ca “abba­glia­ti” per decen­ni dal fasci­no del capi­ta­li­smo occidentale.
Sono sta­ti gli attua­li inte­res­si poli­ti­ci che ora gover­na­no la Rus­sia, tra cui il pre­si­den­te Putin e i suoi allea­ti poli­ti­ci, a rista­bi­li­re la sovra­ni­tà rus­sa, a rista­bi­li­re le poli­ti­che, le isti­tu­zio­ni e l’in­du­stria, e a pri­vi­le­gia­re lo sco­po piut­to­sto che il pro­fit­to, por­tan­do alla suc­ces­si­va rina­sci­ta del­la Fede­ra­zio­ne Rus­sa come la poten­za glo­ba­le che è oggi.
Dal pun­to di vista di Wall Street e Washing­ton, que­sto è un osta­co­lo ai loro obiet­ti­vi prin­ci­pa­li di per­se­gui­re il pote­re e il pro­fit­to, ed è per que­sto che la Rus­sia (insie­me a mol­te altre nazio­ni che costi­tui­sco­no il mon­do mul­ti­po­la­re, in par­ti­co­la­re la Cina) è sta­ta desi­gna­ta come “avver­sa­ria” ed è sta­ta ogget­to di poli­ti­che decen­na­li vol­te a inva­der­la, cir­con­dar­la e, in ulti­ma ana­li­si, rove­sciar­la, pro­prio come era suc­ces­so all’U­nio­ne Sovie­ti­ca e ad altre nazio­ni come la Siria, la Libia, l’ Iraq e, più recen­te­men­te, il Nepal.
Fino a quan­do que­sti obiet­ti­vi prin­ci­pa­li non cam­bie­ran­no (e non è anco­ra suc­ces­so), la poli­ti­ca che essi pro­muo­vo­no non cam­bie­rà, né cam­bie­ran­no le real­tà ope­ra­ti­ve del­la loro attuazione.
L’u­ni­ca cosa che cam­bie­rà sarà la reto­ri­ca, la pro­pa­gan­da e il tea­tri­no poli­ti­co uti­liz­za­ti per distrar­re e disar­ma­re sia l’o­pi­nio­ne pub­bli­ca glo­ba­le che i deci­so­ri poli­ti­ci di tut­to il mon­do da que­sta real­tà, al fine di otte­ne­re ulte­rio­re spa­zio, tem­po e oppor­tu­ni­tà per il loro ulte­rio­re avanzamento.
Un’a­na­li­si com­ple­ta del­la poli­ti­ca este­ra degli Sta­ti Uni­ti deve esten­der­si a tut­ti que­sti livel­li, costruen­do costan­te­men­te la com­pren­sio­ne sui prin­ci­pi fon­da­men­ta­li di come vie­ne effet­ti­va­men­te crea­ta la poli­ti­ca este­ra degli Sta­ti Uni­ti e per­ché. Con­cen­trar­si sul livel­lo più super­fi­cia­le del­la reto­ri­ca, del­la pro­pa­gan­da e del tea­tri­no poli­ti­co non aiu­ta a com­pren­de­re le real­tà geo­po­li­ti­che meglio di quan­to lo stu­dio del­le sole onde del­l’o­cea­no rive­li tut­ti i milio­ni di orga­ni­smi, cor­ren­ti e carat­te­ri­sti­che che si tro­va­no mol­to al di sot­to di esse.

 

(Tra­du­zio­ne dal­l’in­gle­se di Erne­sto Russo)


Note
[1] Abbia­mo par­la­to di que­sto docu­men­to del­la RAND nell’articolo “La Mez­za­not­te del XXI seco­lo” pub­bli­ca­to su que­sto sito (N.d.T.).

 

[*] Brian Ber­le­tic, ex uffi­cia­le del­la Mari­na sta­tu­ni­ten­se, è un ricer­ca­to­re e scrit­to­re di geo­po­li­ti­ca, in par­ti­co­la­re per la rivi­sta onli­ne New Eastern Outlook. Vive a Bangkok.