Il tratto davvero incontestabile della rivoluzione è l'irruzione violenta delle masse negli avvenimenti storici (L.D. Trotsky, Storia della rivoluzione russa)

Economia, Imperialismo e guerre imperialiste, Politica internazionale: Europa

Burro o cannoni?

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz (Steffen Proßdorf)

La poli­ti­ca mili­ta­ri­sta del­l’U­nio­ne Euro­pea e di tut­ti i Pae­si che la com­pon­go­no sta con­du­cen­do i popo­li ver­so un gigan­te­sco impo­ve­ri­men­to. La stra­da del riar­mo su gran­de sca­la pas­sa attra­ver­so il sac­cheg­gio di quan­to ormai resi­dua del wel­fa­re state.
Del­lo sce­na­rio che si pro­spet­ta per la Ger­ma­nia ci par­la Lau­ra Rug­ge­ri in que­sto bre­ve ma inci­si­vo arti­co­lo.
Buo­na lettura.
La redazione

Burro o cannoni?


Il can­cel­lie­re meno popo­la­re del­la Ger­ma­nia dice ai cit­ta­di­ni di scor­dar­si del welfare.


Lau­ra Ruggeri

 

Frie­drich Merz ha dichia­ra­to la fine del­la «vita trop­po agia­ta» per i tede­schi. In un’intervista a Der Spie­gel, il capo di gover­no meno popo­la­re del­la nazio­ne dai tem­pi del­la riu­ni­fi­ca­zio­ne ha tenu­to una requi­si­to­ria intri­sa di rim­pro­ve­ri eli­ta­ri, dicen­do di fat­to ai tede­schi che dovreb­be­ro dire addio al wel­fa­re, all’assistenza sani­ta­ria e a una pen­sio­ne sicu­ra. È ora di strin­ge­re la cin­ghia … men­tre lui si pre­pa­ra a con­vo­glia­re miliar­di nel riarmo.

Le cri­ti­che spe­ci­fi­che di Merz rive­la­no disprez­zo per la soli­da­rie­tà socia­le. Inve­ce di affron­ta­re la caren­za di per­so­na­le negli ospe­da­li o il sovrac­ca­ri­co nei set­to­ri chia­ve, Merz se l’è pre­sa con i con­ge­di per malat­tia. «Sia­mo dav­ve­ro una nazio­ne così mala­ta?», ha chie­sto con tono bef­far­do, insi­nuan­do che i tede­schi fin­ga­no di esse­re mala­ti per evi­ta­re di lavo­ra­re. In un Pae­se con una for­za lavo­ro che invec­chia e infra­strut­tu­re pub­bli­che fati­scen­ti, l’alto tas­so di assen­tei­smo è un sin­to­mo di un siste­ma sot­to pres­sio­ne, non una man­can­za mora­le del­la popo­la­zio­ne. Ma, dia­mi­ne, per­ché non dare la col­pa alle vittime?

Le pro­po­ste di Merz (rifor­ma del­le pen­sio­ni, del­la sani­tà e del­le tas­se) sono un eufe­mi­smo per dire tagli. Sug­ge­ren­do che il pen­sio­na­men­to sia lega­to agli “anni di anzia­ni­tà” piut­to­sto che all’età bio­lo­gi­ca, sta aper­ta­men­te spin­gen­do per un siste­ma in cui i pove­ri e chi è fisi­ca­men­te mala­to lavo­ri­no fino allo sfinimento.

Nel frat­tem­po la sua coa­li­zio­ne si pre­pa­ra a pro­vo­ca­re un buco sto­ri­co nel bilan­cio con le spe­se militari.

Mi vie­ne in men­te il fami­ge­ra­to slo­gan di Her­mann Göring: «I can­no­ni ci ren­de­ran­no poten­ti, il bur­ro ci ren­de­rà solo gras­si». Come è noto, nel 1936 il Rei­ch­smar­schall nazi­sta dis­se ai tede­schi che «non si pos­so­no ave­re sia il bur­ro che i can­no­ni», esi­gen­do che i civi­li sacri­fi­cas­se­ro i con­su­mi per il riar­mo. Quel­la scel­ta por­tò alla guer­ra, alla distru­zio­ne e alla rovi­na mora­le di una nazio­ne. L’era del­la vita “trop­po como­da” che Merz lamen­ta era in real­tà un’era di cre­sci­ta, pace e sta­bi­li­tà che per­met­te­va allo Sta­to di for­ni­re un cusci­net­to con­tro i peg­gio­ri shock del capi­ta­li­smo. Merz sem­bra desi­de­ra­re una Ger­ma­nia in cui la pri­ma doman­da del­lo Sta­to ai suoi cit­ta­di­ni sia “cosa pote­te sacri­fi­ca­re adesso?”.

Natu­ral­men­te, Merz non cite­reb­be mai Göring per nome. Non ne ha biso­gno. Ma l’ar­chi­tet­tu­ra del­l’ar­go­men­ta­zio­ne è iden­ti­ca: le minac­ce ester­ne giu­sti­fi­ca­no l’au­ste­ri­tà inter­na. La popo­la­zio­ne è trop­po mol­le. Il com­fort è debo­lez­za. I mala­ti sono sospet­ti. Gli anzia­ni sono sacri­fi­ca­bi­li. L’u­ni­ca dif­fe­ren­za è che Göring indos­sa­va un’u­ni­for­me men­tre lo dice­va, e Merz indos­sa un abi­to sartoriale.