La politica militarista dell’Unione Europea e di tutti i Paesi che la compongono sta conducendo i popoli verso un gigantesco impoverimento. La strada del riarmo su grande scala passa attraverso il saccheggio di quanto ormai residua del welfare state.
Dello scenario che si prospetta per la Germania ci parla Laura Ruggeri in questo breve ma incisivo articolo.
Buona lettura.
La redazione
Burro o cannoni?
Il cancelliere meno popolare della Germania dice ai cittadini di scordarsi del welfare.
Laura Ruggeri
Friedrich Merz ha dichiarato la fine della «vita troppo agiata» per i tedeschi. In un’intervista a Der Spiegel, il capo di governo meno popolare della nazione dai tempi della riunificazione ha tenuto una requisitoria intrisa di rimproveri elitari, dicendo di fatto ai tedeschi che dovrebbero dire addio al welfare, all’assistenza sanitaria e a una pensione sicura. È ora di stringere la cinghia … mentre lui si prepara a convogliare miliardi nel riarmo.
Le critiche specifiche di Merz rivelano disprezzo per la solidarietà sociale. Invece di affrontare la carenza di personale negli ospedali o il sovraccarico nei settori chiave, Merz se l’è presa con i congedi per malattia. «Siamo davvero una nazione così malata?», ha chiesto con tono beffardo, insinuando che i tedeschi fingano di essere malati per evitare di lavorare. In un Paese con una forza lavoro che invecchia e infrastrutture pubbliche fatiscenti, l’alto tasso di assenteismo è un sintomo di un sistema sotto pressione, non una mancanza morale della popolazione. Ma, diamine, perché non dare la colpa alle vittime?
Le proposte di Merz (riforma delle pensioni, della sanità e delle tasse) sono un eufemismo per dire tagli. Suggerendo che il pensionamento sia legato agli “anni di anzianità” piuttosto che all’età biologica, sta apertamente spingendo per un sistema in cui i poveri e chi è fisicamente malato lavorino fino allo sfinimento.
Nel frattempo la sua coalizione si prepara a provocare un buco storico nel bilancio con le spese militari.
Mi viene in mente il famigerato slogan di Hermann Göring: «I cannoni ci renderanno potenti, il burro ci renderà solo grassi». Come è noto, nel 1936 il Reichsmarschall nazista disse ai tedeschi che «non si possono avere sia il burro che i cannoni», esigendo che i civili sacrificassero i consumi per il riarmo. Quella scelta portò alla guerra, alla distruzione e alla rovina morale di una nazione. L’era della vita “troppo comoda” che Merz lamenta era in realtà un’era di crescita, pace e stabilità che permetteva allo Stato di fornire un cuscinetto contro i peggiori shock del capitalismo. Merz sembra desiderare una Germania in cui la prima domanda dello Stato ai suoi cittadini sia “cosa potete sacrificare adesso?”.
Naturalmente, Merz non citerebbe mai Göring per nome. Non ne ha bisogno. Ma l’architettura dell’argomentazione è identica: le minacce esterne giustificano l’austerità interna. La popolazione è troppo molle. Il comfort è debolezza. I malati sono sospetti. Gli anziani sono sacrificabili. L’unica differenza è che Göring indossava un’uniforme mentre lo diceva, e Merz indossa un abito sartoriale.


