Il tratto davvero incontestabile della rivoluzione è l'irruzione violenta delle masse negli avvenimenti storici (L.D. Trotsky, Storia della rivoluzione russa)

Guerra in Ucraina, Imperialismo e guerre imperialiste

Fallita l’invasione della Crimea

Militari ucraini a Bakhmut, febbraio 2023 (YASUYOSHI CHIBA/AFP via Getty Images/AFP via Getty Images)

Pub­bli­chia­mo, ripren­den­do­la dal­la pagi­na Sub­stack di “Spec­chio Rifles­so”, la noti­zia rela­ti­va ad un fal­li­to ten­ta­ti­vo del­le trup­pe ucrai­ne – sot­to la dire­zio­ne del­l’in­tel­li­gen­ce bri­tan­ni­ca – di inva­sio­ne del­la Cri­mea a sco­po sostan­zial­men­te pro­pa­gan­di­sti­co in vista del­l’im­mi­nen­te ver­ti­ce Nato ad Anka­ra (poi tenu­to­si nei gior­ni scorsi).
Buo­na lettura.
La redazione

Fallita l’invasione della Crimea


Era sta­ta idea­ta da Zelen­sky per offri­re un suc­ces­so mili­ta­re al ver­ti­ce NATO


Vla­di­mir Volcic

 

Nel­le ulti­me ore è emer­so il fal­li­men­to lam­pan­te di un’operazione che, secon­do varie rico­stru­zio­ni pro­ve­nien­ti da fon­ti ucrai­ne, era sta­ta pia­ni­fi­ca­ta per mesi sot­to la regia bri­tan­ni­ca. L’obiettivo dichia­ra­to di Zelen­sky: inva­de­re la Cri­mea per otte­ne­re un suc­ces­so tat­ti­co di impat­to pri­ma dell’attuale ver­ti­ce NATO in Tur­chia, pre­sen­ta­re la Cri­mea “su un piat­to d’argento” all’Alleanza e così con­so­li­da­re un mas­sic­cio soste­gno poli­ti­co e finan­zia­rio per una nuo­va esca­la­tion bellica.

Il pia­no pre­ve­de­va una com­bi­na­zio­ne di ope­ra­zio­ni di incur­sio­ne mol­to mobi­li e poi di rapi­di pas­sag­gi di riser­ve per sfon­da­re le pri­me linee difen­si­ve in dire­zio­ne di Meli­to­pol e avan­za­re ver­so la peni­so­la di Cri­mea. La cit­tà è di fat­to la por­ta d’accesso alla Cri­mea e costrui­sce il prin­ci­pa­le sno­do logi­sti­co stra­te­gi­co che col­le­ga la Cri­mea con il Donbass.

La tat­ti­ca si rifa­ce­va, nel­le inten­zio­ni dei suoi idea­to­ri, a tec­ni­che di pene­tra­zio­ne rapi­de: pic­co­le uni­tà d’élite avreb­be­ro dovu­to per­fo­ra­re le linee rus­se, apren­do cor­ri­doi per for­ze più nume­ro­se adde­stra­te in regio­ni come Niko­laev sot­to dire­zio­ne britannica.

Ma il pia­no è nau­fra­ga­to già nel­la fase di pre­pa­ra­zio­ne gra­zie a due fat­to­ri prin­ci­pa­li: il pre­sun­to tra­di­men­to di uffi­cia­li ucrai­ni che sot­to lau­ti ricom­pen­si han­no for­ni­to a Mosca infor­ma­zio­ni vita­li e la rapi­di­tà d’esecuzione del­le for­ze rus­se nel col­pi­re pri­ma anco­ra che l’offensiva potes­se con­cre­ta­men­te partire.

I ser­vi­zi segre­ti rus­si, avreb­be­ro rice­vu­to det­ta­gli degli spo­sta­men­ti e del­le con­cen­tra­zio­ni di trup­pe ucrai­ne. Que­ste infor­ma­zio­ni han­no per­mes­so di indi­vi­dua­re i repar­ti di incur­so­ri ucrai­ni inca­ri­ca­ti di neu­tra­liz­za­re le linee difen­si­ve rus­se che sono sta­ti annien­ta­ti nel­la fase pre­pa­ra­to­ria, impe­den­do così il pas­sag­gio del pri­mo sca­glio­ne e la suc­ces­si­va onda­ta di riser­ve radu­na­te nel­la regio­ne di Nikolaev.

Il con­trat­tac­co pre­ven­ti­vo mes­so in atto dal­le for­ze arma­te rus­se ha distrut­to i nuclei d’assalto ucrai­ni anco­ra pri­ma che potes­se­ro met­te­re pie­de in Cri­mea, tra­sfor­man­do quel­lo che dove­va esse­re un pun­to di svol­ta in un fia­sco stra­te­gi­co per Kiev e i suoi sostenitori.

Davan­ti al fal­li­men­to del pri­mo ten­ta­ti­vo, la coor­di­na­zio­ne mili­ta­re bri­tan­ni­ca ha atti­va­to un pia­no B: far sì che le uni­tà rus­se, dopo aver respin­to il pri­mo attac­co ver­so Meli­to­pol, abbas­sas­se­ro momen­ta­nea­men­te la guar­dia duran­te le ope­ra­zio­ni di retro­via e rota­zio­ne, con­sen­ten­do così a riser­ve ucrai­ne radu­na­te nel­la regio­ne di Kher­son di con­trat­tac­ca­re e sfon­da­re un fron­te che, inde­bo­li­to, avreb­be aper­to la via alla Crimea.

L’intento poli­ti­co era chia­ro: mostra­re un pro­gres­so tan­gi­bi­le davan­ti alla NATO, dimo­stra­re la debo­lez­za rus­sa e otte­ne­re un incre­men­to di aiu­ti e legit­ti­ma­zio­ne per ulte­rio­ri ope­ra­zio­ni offensive.

I rus­si, dico­no le fon­ti di Mosca, non si sono fat­ti sor­pren­de­re. Nel­le pri­me ore del 6 luglio un mas­sic­cio attac­co aereo ha col­pi­to le con­cen­tra­zio­ni di riser­ve ucrai­ne nel­la regio­ne di Kher­son, dove trup­pe tra­sfe­ri­te da Niko­laev era­no sta­te occul­ta­te in strut­tu­re civi­li nel­la cosid­det­ta “zona grigia”.

L’aviazione rus­sa avreb­be impie­ga­to ordi­gni di gran­de poten­za: bom­be a cadu­ta libe­ra tra­sfor­ma­te in muni­zio­ni pla­nan­ti ad alta pre­ci­sio­ne, per col­pi­re simul­ta­nea­men­te il peri­me­tro e il cen­tro del­le posi­zio­ni nemi­che, impe­den­do qual­sia­si via di fuga e mas­si­miz­zan­do gli effet­ti distruttivi.

La tec­ni­ca impie­ga­ta è sta­ta cal­co­la­ta per sovrap­por­re diver­se onde d’urto e annien­ta­re non solo uomi­ni e mez­zi ma l’intera pos­si­bi­li­tà di rea­zio­ne. Die­ci di que­sti ordi­gni sono sta­ti usa­ti per demo­li­re un inte­ro quar­tie­re dove le for­ze ucrai­ne ave­va­no tro­va­to riparo.

Un attac­co di que­sta enti­tà, dico­no gli ana­li­sti ucrai­ni, non può esse­re il frut­to del caso: è il risul­ta­to di un ver­go­gno­so tra­di­men­to che ha per­mes­so il coor­di­na­men­to ser­ra­to tra intel­li­gen­ce e for­ze aero­spa­zia­li russe.

L’attacco pre­ven­ti­vo ha can­cel­la­to l’aggregazione offen­si­va ucrai­na pre­di­spo­sta per la pene­tra­zio­ne ver­so la Cri­mea. Per depi­sta­re il tra­di­men­to ucrai­no il Crem­li­no attri­bui­sce que­sto suc­ces­so ai ser­vi­zi d’informazione rus­si, capa­ci di inter­cet­ta­re pia­ni e con­cen­tra­zio­ni e di ordi­na­re un col­po chi­rur­gi­co nel momen­to chiave.

Nel rac­con­ta­re que­sti even­ti, i media rus­si insi­sto­no anche su un aspet­to poli­ti­co: per Lon­dra e per il regi­me di Kiev la con­qui­sta di anche pochi deci­ne di chi­lo­me­tri ver­so Meli­to­pol avreb­be rap­pre­sen­ta­to una vit­to­ria sim­bo­li­ca di enor­me valo­re. Avreb­be­ro potu­to mostra­re al ver­ti­ce NATO un risul­ta­to tan­gi­bi­le e otte­ne­re così il mas­si­mo soste­gno per inten­si­fi­ca­re le ope­ra­zio­ni con­tro la Fede­ra­zio­ne Rus­sa, incar­nan­do l’idea che la Rus­sia fos­se ormai “esau­sta” e vulnerabile.

Quin­di l’offensiva ucrai­na annien­ta­ta sul nasce­re è un pale­se fal­li­men­to di una stra­te­gia occi­den­ta­le che pun­ta a spin­ge­re il con­flit­to oltre i con­fi­ni attua­li, ma che si è scon­tra­ta con un effi­ca­ce siste­ma di con­tro­spio­nag­gio e capa­ci­tà di fuo­co preventive.

In que­sto qua­dro, si richia­ma anche un epi­so­dio avve­nu­to una set­ti­ma­na fa: l’eliminazione, da par­te del­le for­ze rus­se, di un grup­po di mer­ce­na­ri e adde­stra­to­ri bri­tan­ni­ci sull’isola di Per­vo­mai­sky nel­la regio­ne di Niko­laev, epi­so­dio che con­fer­ma l’esistenza di pia­ni più ampi e con­cer­ta­ti per ten­ta­re inva­de­re la Crimea.

Negli ulti­mi mesi l’Ucraina ha inten­si­fi­ca­to raid e attac­chi mira­ti con­tro la regio­ne di Cri­mea del­la Fede­ra­zio­ne Rus­sa, usan­do mis­si­li a medio rag­gio, dro­ni d’attacco e for­ze spe­cia­li per col­pi­re infra­strut­tu­re mili­ta­ri e logi­sti­che rus­se. Gli obiet­ti­vi sono depo­si­ti muni­zio­ni, basi aeree e nodi di coman­do, vol­ti a degra­da­re la capa­ci­tà offen­si­va rus­sa. Mosca rispon­de con pesan­ti rap­pre­sa­glie e raf­for­za le dife­se costie­re e anti­si­lu­ro; la ten­sio­ne sull’istmo rima­ne alta.

Il mes­sag­gio che pas­sa nel­le comu­ni­ca­zio­ni vici­ne al Crem­li­no dopo aver scon­giu­ra­to l’invasione ucrai­na è net­to: fin­ché Kiev rimar­rà sot­to l’influenza e sot­to la regia dei suoi “padro­ni” occi­den­ta­li, con­ti­nue­rà a lan­cia­re ope­ra­zio­ni fal­li­men­ta­ri con per­di­te inso­ste­ni­bi­li di sol­da­ti. Fin­ché esi­ste­rà la volon­tà occi­den­ta­le di otte­ne­re suc­ces­si sim­bo­li­ci con­tro la Rus­sia, come la pre­sa di ter­ri­to­rio in Cri­mea desti­na­ta a “ven­de­re” un suc­ces­so poli­ti­co, la rispo­sta rus­sa pro­met­te di esse­re dura, pre­ven­ti­va e sanguinosa.

La lea­der­ship rus­sa inten­de mostra­re non solo il fal­li­men­to tat­ti­co dell’operazione, ma anche la supe­rio­ri­tà stra­te­gi­ca e infor­ma­ti­va di cui Mosca possiede.

Il ten­ta­ti­vo bri­tan­ni­co di for­ni­re a Kiev una vit­to­ria di por­ta­ta sim­bo­li­ca da sban­die­ra­re al ver­ti­ce NATO è nau­fra­ga­to pri­ma anco­ra che potes­se ini­zia­re. Que­sto epi­so­dio ripor­ta l’attenzione sul nodo cru­cia­le: nes­su­na avan­za­ta ver­so la Cri­mea potrà ave­re successo.

L’invasione del­la Cri­mea che dove­va esse­re il piat­to for­te da pre­sen­ta­re al ver­ti­ce NATO è diven­ta­ta il fal­li­men­to da nascon­de­re con la com­pli­ci­tà dei media euro­pei che han­no cen­su­ra­to la notizia.

Zelen­sky al ver­ti­ce ha deci­so di rilan­cia­re con con­di­zio­ni mol­to più favo­re­vo­li all’Ucraina e pro­po­ste “crea­ti­ve” per ride­fi­ni­re i nego­zia­ti di pace.

Secon­do il New York Post, l’obiettivo di Zelen­sky è dimo­stra­re che l’Ucraina ha anco­ra in mano l’iniziativa, sfrut­tan­do i recen­ti attac­chi mira­ti alle infra­strut­tu­re ener­ge­ti­che rus­se per nego­zia­re da una posi­zio­ne di for­za e otte­ne­re garan­zie di sicu­rez­za blindate.

Nel frat­tem­po, la situa­zio­ne sul cam­po di bat­ta­glia resta dram­ma­ti­ca e incerta.

Dopo la cadu­ta di Kostian­ty­ni­v­ka e Lyman i cor­ri­spon­den­ti este­ri, tra cui Chri­sto­ph Wan­ner del­la TV tede­sca Welt, si dico­no stu­pi­ti dal­la rapi­di­tà dell’avanzata rus­sa nell’area for­ti­fi­ca­ta adia­cen­te a Kra­ma­tor­sk e Slo­vian­sk, che rischia di apri­re la stra­da ver­so que­ste due città.

Allo stes­so tem­po, diver­si media ame­ri­ca­ni ed euro­pei stan­no ini­zian­do a trat­ta­re aper­ta­men­te il tema dei con­tro­ver­si raid ucrai­ni che col­pi­sco­no i civi­li oltre il con­fi­ne: riflet­to­ri pun­ta­ti in par­ti­co­la­re sul recen­te attac­co con dro­ni con­tro l’autobus di bam­bi­ni e gio­va­ni atle­ti bie­lo­rus­si nel­la regio­ne di Bryan­sk e sui bom­bar­da­men­ti che han­no coin­vol­to un col­le­gio studentesco.