Il tratto davvero incontestabile della rivoluzione è l'irruzione violenta delle masse negli avvenimenti storici (L.D. Trotsky, Storia della rivoluzione russa)

Politica internazionale - Stati Uniti

Il Ku Klux Klan e il capitalismo negli Stati Uniti

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Dopo l’investitura di Donald Trump alla Con­ven­tion nazio­na­le repub­bli­ca­na nel luglio scor­so, il Ku Klux Klan si è fat­to sem­pre meno discre­to. Soste­gno pub­bli­co al can­di­da­to repub­bli­ca­no, pre­se di posi­zio­ne sul suo pro­gram­ma, cor­tei nel­le stra­de di alcu­ni Sta­ti del Sud: il KKK è tor­na­to sul­la sce­na nazio­na­le e inten­de­reb­be eser­ci­ta­re una pres­sio­ne destra sul nuo­vo pre­si­den­te.
Pablo A. Poz­zi, sto­ri­co degli Sta­ti Uni­ti, esa­mi­na la lun­ga sto­ria del KKK nel qua­dro del siste­ma capi­ta­li­sta nor­da­me­ri­ca­no.

Il Ku Klux Klan e il capitalismo negli Stati Uniti

Pablo A. Poz­zi

(pub­bli­ca­to sul sito Révo­lu­tion per­ma­nen­te)

 

La sto­rio­gra­fia tra­di­zio­na­le dice che il 24 dicem­bre dell’anno 1865, pochi mesi dopo la fine del­la guer­ra di seces­sio­ne, un grup­po di gio­va­ni stu­den­ti del Sud fon­dò un “cir­co­lo socia­le” i cui mem­bri si copri­va­no il vol­to indos­san­do dei cap­puc­ci. Rac­con­ta­va­no di vole­re così spa­ven­ta­re ex schia­vi recen­te­men­te libe­ra­ti. Que­sta moda si dif­fu­se gra­dual­men­te in tut­ta la regio­ne e nel 1867 si for­mò il Ku Klux Klan, con l’obiettivo di “met­te­re i neri al loro posto”.

La real­tà non potreb­be esse­re più diver­sa. Lun­gi dall’essere uno “scher­zo” goliar­di­co, il KKK fu orga­niz­za­to da sei ex uffi­cia­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne venu­ti da diver­se con­tee meri­dio­na­li e sup­por­ta­to da éli­te loca­li e, in par­ti­co­la­re, dai pro­prie­ta­ri del­le pian­ta­gio­ni i cui schia­vi ne ave­va­no lavo­ra­to fino a poco pri­ma le ter­re.

Il loro pro­ble­ma era dupli­ce. In pri­mo luo­go, i neri libe­ra­ti comin­cia­va­no a eser­ci­ta­re i loro dirit­ti poli­ti­ci, eleg­gen­do depu­ta­ti al Con­gres­so e nei par­la­men­ti sta­ta­li. Peg­gio anco­ra, gli ex schia­vi diven­ne­ro lavo­ra­to­ri dipen­den­ti, chie­den­do sala­ri decen­ti e orga­niz­zan­do­si in sin­da­ca­ti. Il KKK sor­se come rea­zio­ne alla cre­scen­te par­te­ci­pa­zio­ne dei neri alla vita poli­ti­ca e per “anco­rar­li” alla ter­ra con sala­ri bas­sis­si­mi. Nel frat­tem­po ven­ne­ro rapi­da­men­te mes­se in pie­di la schia­vi­tù per debi­ti e altre misu­re restrit­ti­ve. Non era l’unica orga­niz­za­zio­ne di que­sto gene­re: altre anco­ra ne ven­ne­ro crea­te, come ad esem­pio i Cava­lie­ri del­la came­lia bian­ca.

Il pri­mo “Grand Wizard” del KKK, Nathan B. For­re­st, era egli stes­so un gran­de pro­prie­ta­rio ter­rie­ro e spe­cu­la­to­re a Mem­phis, Ten­nes­see, che ave­va fat­to for­tu­na nel­la trat­ta dei neri. Non fu solo. Mol­ti pro­prie­ta­ri ter­rie­ri e com­mer­cian­ti del Sud appog­gia­ro­no il KKK, diven­tan­do­ne la pri­ma gene­ra­zio­ne di diri­gen­ti. Ma il KKK non si accon­ten­tò sem­pli­ce­men­te di repri­me­re i “neri”, ma attac­ca­va tut­ti i “bian­chi” che soste­ne­va­no gli schia­vi libe­ra­ti e li edu­ca­va­no ad orga­niz­zar­si. Nac­que allo­ra l’insulto “nig­ger lover” (aman­te dei neri) per descri­ve­re chi si mesco­la­va con la popo­la­zio­ne nera. Alcu­ni bian­chi pove­ri vide­ro nel KKK la pos­si­bi­li­tà di una mobi­li­tà socia­le ascen­den­te, in poli­ti­ca o nel com­mer­cio.

Il KKK conob­be un cer­to suc­ces­so e il Sud rag­giun­se un accor­do poli­ti­co dopo le ele­zio­ni pre­si­den­zia­li del 1876. Ven­ne allo­ra mes­sa in cam­po una sor­ta di apar­theid gover­na­to dal­le leg­gi Jim Crow. Ma que­sta sto­ria è sta­ta immor­ta­la­ta e resti­tui­ta dal regi­sta D.W. Grif­fith nel suo film “Nasci­ta di una nazio­ne”, accom­pa­gna­to dagli apprez­za­men­ti raz­zi­sti del pre­si­den­te e sto­ri­co del tem­po, Woo­drow Wil­son.

Ispi­ra­to al film di Grif­fith, il KKK si rior­ga­niz­zò nel 1915 sot­to la dire­zio­ne di Wil­liam J. Sim­mons, con l’obiettivo di repri­me­re lo svi­lup­po sin­da­ca­le e l’estrema sini­stra del tem­po. Pro­get­tan­do il KKK come una gran­de azien­da, Sim­mons sot­to­scris­se una cam­pa­gna pub­bli­ci­ta­ria che dife­se — ma che dif­fu­se anche — com­mer­cia­liz­zan­do­ne i “meto­di”. I suoi nemi­ci era­no ormai i “sin­da­ca­li­sti, i socia­li­sti, i bar­bo­ni, le don­ne immo­ra­li, i cat­to­li­ci, gli ebrei, e tut­ti gli ope­rai che non lavo­ra­va­no dura­men­te”. Fu anche l’epoca in cui l’immigrazione irlan­de­se era repub­bli­ca­na; gran par­te del­la popo­la­zio­ne ebrai­ca era socia­li­sta; mol­ti immi­gra­ti ita­lia­ni era­no influen­za­ti dall’anarchismo e i mes­si­ca­ni dagli zapa­ti­sti; e l’IWW con­vo­ca­va gran­di scio­pe­ri com­bat­ti­vi.

Sup­por­ta­to da orga­niz­za­zio­ni “di sicu­rez­za”, le file del KKK si ingros­sa­ro­no rapi­da­men­te fino a rag­giun­ge­re diver­se deci­ne di miglia­ia di mem­bri in tut­to il Pae­se, soprat­tut­to in Sta­ti come l’Indiana, la Cali­for­nia e New York. Gran­di indu­stria­li, come Hen­ry Ford, con­tri­bui­ro­no allo­ra a finan­zia­re il Klan.

Il suo suc­ces­so fu che il grup­po raz­zi­sta si divi­se in diver­se orga­niz­za­zio­ni, pur con­ti­nuan­do le sua atti­vi­tà. Negli anni 30, ebbe un gran peso poli­ti­co nel­la mag­gior par­te degli Sta­ti dell’Unione. Allo stes­so tem­po, si tro­vò di fron­te ad un’estrema sini­stra pron­ta a sbar­rar­gli la stra­da. Così il Par­ti­to comu­ni­sta orga­niz­zò i con­ta­di­ni del Sud (Sou­thern Tenant Far­mers Union), che, oltre alle sue fun­zio­ni sin­da­ca­li, svi­lup­pò una poli­ti­ca di auto­di­fe­sa del­le mas­se mol­to effi­ca­ce.

Gli scon­tri furo­no nume­ro­si e il KKK lin­cia­va qual­sia­si atti­vi­sta non pro­tet­to: atmo­sfe­ra mera­vi­glio­sa­men­te rap­pre­sen­ta­ta dal­la can­zo­ne Stran­ge Fruit, com­po­sta dal comu­ni­sta Abel Mee­ro­pol e can­ta­ta da Bil­lie Holi­day.

Il KKK, nel­le sue varie for­me, pro­se­guì la sua atti­vi­tà e ha eser­ci­ta­to una note­vo­le influen­za sul pote­re poli­ti­co fino ad oggi. Due pre­si­den­ti, uno repub­bli­ca­no e uno demo­cra­ti­co, Har­ding e Tru­man, furo­no mem­bri del Klan, e così noti sena­to­ri come Robert Byrd, Theo­do­re Bil­bo e Rice Means. Gover­na­to­ri sta­ta­li come Edward Jack­son (India­na) e Clif­ford Wal­ker (Geor­gia), come pure il sin­da­co di Los Ange­les, John Por­ter, ne furo­no anch’essi mem­bri. Così, la sua influen­za si este­se ben al di là del pro­fon­do Sud. Il Klan ha anche anno­ve­ra­to tra i suoi affi­lia­ti alme­no due giu­di­ci del­la Cor­te Supre­ma, Edward Dou­glass Whi­te e Hugo Black. Infi­ne, David Duke, “diret­to­re nazio­na­le” del “nazio­na­li­smo bian­co” e Grand Wizard del KKK, si pre­sen­tò alle pri­ma­rie pre­si­den­zia­li demo­cra­ti­che del 1988. Negli anni 90 entrò a far par­te del par­ti­to repub­bli­ca­no e diven­ne pre­si­den­te del­la sezio­ne St. Tam­ma­ny, in Loui­sia­na.

Il KKK è ben lun­gi dall’essere un’organizzazione mar­gi­na­le. In effet­ti, come le mili­zie neo­na­zi­ste, è uno degli stru­men­ti repres­si­vi impie­ga­ti dal capi­ta­li­smo nor­da­me­ri­ca­no con­tro i resi­sten­ti che pos­so­no sor­ge­re.

Pro­prio per­ché nel 1865 il pro­ble­ma non è mai sta­ta la “negri­tu­di­ne”, ma piut­to­sto l’organizzazione e la mobi­li­ta­zio­ne dei lavo­ra­to­ri in dife­sa dei loro dirit­ti, J. Edgar Hoo­ver e l’FBI han­no sem­pre visto con favo­re il KKK. Per Hoo­ver, esse­re ebreo, o nero, e sov­ver­si­vo era la stes­sa cosa. Così infat­ti ven­ne per­se­gui­to Char­lie Cha­plin, noto mem­bro del PC, accu­sa­to anche di esse­re ebreo («Non ho quest’onore», rispo­se Cha­plin gua­da­gnan­do­si l’odio per­ma­nen­te del raz­zi­sta Hoo­ver).

Per la sto­rio­gra­fia del Nord Ame­ri­ca, il KKK fu un’aberrazione e i pre­si­den­ti Har­ding e Tru­man non l’avrebbero uti­liz­za­to che per avan­za­re poli­ti­ca­men­te. Per­tan­to, il raz­zi­smo è sem­pre par­te inte­gran­te dei mec­ca­ni­smi di domi­nio degli Sta­ti Uni­ti. Tut­ta­via, come dimo­stra la stra­ge di Green­sbo­ro in Nord Caro­li­na, il KKK è inte­gra­to nell’apparato sta­ta­le che lo sostie­ne. Ad un even­to orga­niz­za­to dal Par­ti­to Comu­ni­sta dei Lavo­ra­to­ri (CWP), il Klan e orga­niz­za­zio­ni nazi­ste ame­ri­ca­ne si infil­tra­ro­no tra i par­te­ci­pan­ti e par­te­ci­pa­ro­no all’assassinio di cin­que mili­tan­ti del CWP. Nono­stan­te le nume­ro­se testi­mo­nian­ze e un video del­la sce­na, la magi­stra­tu­ra ha assol­to i mem­bri del KKK «per­ché sono sta­ti pro­vo­ca­ti oltre ogni misu­ra». Oggi, il Klan e i nazi­sti ame­ri­ca­ni coor­di­na­no le loro atti­vi­tà attra­ver­so la rivi­sta Storm­front, per orga­niz­za­re il “nazio­na­li­smo bian­co”.

Il Sou­thern Pover­ty Law Cen­ter sostie­ne che que­sto tipo di odio­sa orga­niz­za­zio­ne ha deci­ne di grup­pi in tut­to il Pae­se, 186 dei qua­li si con­si­de­ra­no aper­ta­men­te appar­te­nen­ti al Klan e 196 al neo­na­zi­smo. Van­no poi con­si­de­ra­ti 111 grup­pi nazio­na­li­sti bian­chi, 98 grup­pi di ski­n­head e 93 grup­pi neo­con­fe­de­ra­li.

Le liste degli affi­lia­ti dispo­ni­bi­li sono istrut­ti­ve. In esse tro­via­mo mol­ti poli­ziot­ti, sol­da­ti e agen­ti dell’FBI come mem­bri di que­sti grup­pi. Se potes­si­mo acce­de­re ai loro elen­chi di “dona­to­ri”, cer­ta­men­te vi ritro­ve­rem­mo alcu­ni dei più poten­ti padro­ni sta­tu­ni­ten­si, come i fra­tel­li Koch e la fami­glia Coors.