Il tratto davvero incontestabile della rivoluzione è l'irruzione violenta delle masse negli avvenimenti storici (L.D. Trotsky, Storia della rivoluzione russa)

Politica nazionale

Le ragioni della lista “Per una Sinistra Rivoluzionaria”

Come già abbia­mo annun­cia­to in pre­ce­den­ti arti­co­li, il col­let­ti­vo che ani­ma que­sto Blog ha deci­so di soste­ne­re la lista “Per una Sini­stra Rivo­lu­zio­na­ria” alle pros­si­me ele­zio­ni poli­ti­che.
Ne pub­bli­chia­mo qui il “mani­fe­sto”, cioè la sin­te­si del­le ragio­ni che mili­ta­no in favo­re del­la pre­sen­ta­zio­ne elet­to­ra­le di una lista anti­ca­pi­ta­li­sta, rivo­lu­zio­na­ria, comu­ni­sta, clas­si­sta e inter­na­zio­na­li­sta, rin­vian­do i nostri let­to­ri ad appro­fon­dir­ne i temi pro­gram­ma­ti­ci attra­ver­so i link elen­ca­ti in fon­do a que­sto testo.
La reda­zio­ne

Le ragioni della lista “Per una Sinistra Rivoluzionaria”

Clau­dio Bel­lot­ti [*]

La pri­ma urgen­za è riven­di­ca­re espli­ci­ta­men­te il pun­to di vista di clas­se, ossia quel­lo che più siste­ma­ti­ca­men­te vie­ne nega­to e oscu­ra­to. La destra ci par­la del­la divi­sio­ne fra ita­lia­ni e stra­nie­ri; i gril­li­ni non van­no oltre lo scon­tro fra cit­ta­di­ni e “casta”; il bol­li­tis­si­mo Ren­zi pro­va a raf­fi­gu­ra­re lo scon­tro come lot­ta fina­le tra demo­cra­zia e oscu­ran­ti­smo, usan­do a que­sto sco­po le com­par­sa­te (cer­to peri­co­lo­se) dei grup­pi neo­fa­sci­sti. Ebbe­ne, in mez­zo a tut­te que­ste divi­sio­ni misti­fi­can­ti voglia­mo che ci sia una lista che par­te da un assun­to chia­ro: il mon­do si divi­de anco­ra, anzi più che mai, in sfrut­ta­to­ri e sfrut­ta­ti, fra capi­ta­le e lavo­ro.
Anche per­ché, lo si vede ogni gior­no più chia­ra­men­te, la rispo­sta capi­ta­li­sti­ca alla cri­si si chia­ma innan­zi­tut­to sva­lo­riz­za­zio­ne del­la for­za lavo­ro, dal sot­to­sa­la­rio dila­gan­te fino alle for­me di lavo­ro gra­tui­to, semi­gra­tui­to o ser­vi­le che si allar­ga­no sem­pre di più. La famo­sa clas­se ope­ra­ia che “non esi­ste più” vie­ne, dal­la cri­si del 2008, chia­ma­ta in tut­to il mon­do a spre­mer­si sem­pre di più per soste­ne­re un siste­ma che spro­fon­da in con­trad­di­zio­ni inso­lu­bi­li. Lavo­ra­re sem­pre più ore, più anni, più inten­sa­men­te, per sala­ri sem­pre più pove­ri, con dirit­ti sem­pre più eva­ne­scen­ti: que­sta è la sem­pli­ce ricet­ta del capi­ta­le, tut­to il resto è solo aria frit­ta.
In secon­do luo­go vor­rem­mo usci­re dall’eterno gio­chi­no del posi­zio­na­men­to un cen­ti­me­tro più a destra o più a sini­stra di que­sta o quell’altra for­za del­lo scac­chie­re poli­ti­co.
Inten­dia­mo­ci: la nostra è una lista che si con­trap­po­ne ai prin­ci­pa­li poli del­la poli­ti­ca par­la­men­ta­re (Pd, destra, M5S). Ma la vera discri­mi­nan­te che voglia­mo trac­cia­re è quel­la sul pro­gram­ma: ha sen­so oggi pro­por­re pro­gram­mi di rifor­me, maga­ri anche avan­za­te, in un con­te­sto nel qua­le in tut­ti i Pae­si lo spa­zio per il rifor­mi­smo è sta­to con­su­ma­to?
Per que­sto la lista si chia­ma “rivo­lu­zio­na­ria”. Voglia­mo trar­re le giu­ste lezio­ni dal­le espe­rien­ze di altri Pae­si. La Gre­cia è sta­ta quel­la più chia­ra e dram­ma­ti­ca, quan­do un par­ti­to di sini­stra, for­te di un man­da­to popo­la­re net­tis­si­mo, ha capi­to­la­to nel giro di pochi gior­ni facen­do car­ta strac­cia del suo pro­gram­ma e accet­tan­do di appli­ca­re i det­ta­mi del­la Troi­ka.
Abbia­mo sen­ti­to per diver­si anni tan­ta sini­stra che dice­va “fac­cia­mo Syri­za anche in Ita­lia”. Ades­so che il gover­no Tsi­pras appli­ca i pia­ni di auste­ri­tà come un rul­lo com­pres­so­re, con tan­to di leg­gi anti­scio­pe­ro e man­ga­nel­la­te, non è più tan­to popo­la­re par­la­re di Gre­cia e ci si dice “fac­cia­mo come Pode­mos, fac­cia­mo come Mélen­chon”. Non ci pare un buon meto­do.
“Sini­stra rivo­lu­zio­na­ria” quin­di non per roman­ti­ci­smo, ma per­ché dob­bia­mo pren­de­re una con­sa­pe­vo­lez­za pro­fon­da di cosa signi­fi­ca oggi cri­si del capi­ta­li­smo. Per noi la lezio­ne è che anche le pro­po­ste più ragio­ne­vo­li e mode­ra­te di redi­stri­bu­zio­ne del red­di­to, di lot­ta alle dise­gua­glian­ze, di pro­te­zio­ne socia­le, diven­ta­no le peg­gio­ri del­le uto­pie se non si è dispo­sti a rom­pe­re non solo con il “neo­li­be­ri­smo” ma con le rego­le fon­da­men­ta­li del capi­ta­li­smo, se non ci si pone il com­pi­to di lot­ta­re per un altro siste­ma socia­le: è il com­pi­to poli­ti­co cen­tra­le del­la nostra epo­ca. La stes­sa dife­sa di impor­tan­ti dirit­ti demo­cra­ti­ci diven­ta rivo­lu­zio­na­ria, se qual­co­sa ci inse­gna­no gli avve­ni­men­ti di Cata­lo­gna.
Que­sto ragio­na­men­to ha rica­du­te ben pre­ci­se. Una, impor­tan­te, è la neces­si­tà di rom­pe­re con l’Unione euro­pea. Il sogno di rifor­ma­re l’Ue, di rifor­mu­la­re i trat­ta­ti per tra­sfor­mar­la in una “Euro­pa dei popo­li” non è che un’altra fac­cia del­le illu­sio­ni rifor­mi­ste. Noi non sia­mo nazio­na­li­sti, non voglia­mo il ritor­no alle pic­co­le patrie e a una sovra­ni­tà nazio­na­le ormai pura­men­te nomi­na­le. Ma i popo­li del nostro con­ti­nen­te, e non solo, potran­no unir­si solo dopo ave­re demo­li­to l’Unione euro­pea capi­ta­li­sta. Una fede­ra­zio­ne volon­ta­ria, demo­cra­ti­ca e socia­li­sta: que­sta è l’unica vera alter­na­ti­va pro­gres­si­sta all’Unione euro­pea e a tut­te le isti­tu­zio­ni del capi­ta­le.
Piut­to­sto che dilun­gar­mi oltre segna­lo in cal­ce, per chi fos­se inte­res­sa­to, i link al pro­gram­ma del­la lista e alla pagi­na su cui pub­bli­che­re­mo altro mate­ria­le.
Anco­ra una cosa. Abbia­mo ini­zia­to a lavo­ra­re su que­sta pro­po­sta già dal­la scor­sa pri­ma­ve­ra, quan­do abbia­mo inter­pel­la­to diver­se real­tà poli­ti­che per con­di­vi­de­re con loro que­sti ragio­na­men­ti. Alla fine ne è nata que­sta lista fra noi di «Sini­stra Clas­se Rivo­lu­zio­ne» e i com­pa­gni del Pcl. Si potreb­be discu­te­re a lun­go sui moti­vi per i qua­li que­sto fron­te non sia sta­to più ampio; sono cer­to che per quan­to ci riguar­da abbia­mo fat­to di tut­to per­ché lo fos­se, tran­ne met­ter­ci a fare mer­ca­to del­le posi­zio­ni poli­ti­che. Alla fine per alcu­ni dei nostri inter­lo­cu­to­ri (ad esem­pio «Sini­stra Anti­ca­pi­ta­li­sta» o Gior­gio Cre­ma­schi) ha pre­val­so il richia­mo di una aggre­ga­zio­ne con il Prc e con il Pci che a me pare riper­cor­re­re le stra­de già bat­tu­te degli inter­grup­pi nei qua­li alla fine si media­no pro­gram­mi, pro­po­ste e orga­ni­gram­mi in ambi­ti tutt’altro che demo­cra­ti­ci e par­te­ci­pa­ti.
Cre­do però che piut­to­sto che ade­ri­re per poi tro­var­si il minu­to dopo in una “guer­ri­glia” inte­sti­na sia più giu­sto e uti­le per tut­ti pro­va­re a pro­iet­tar­si, cia­scu­no con i pro­pri stru­men­ti e con la pro­pria pro­spet­ti­va, in una cam­pa­gna elet­to­ra­le che voglia­mo innan­zi­tut­to rivol­ta al di fuo­ri degli ambi­ti asfit­ti­ci del­la sini­stra, ver­so una clas­se lavo­ra­tri­ce che da trop­po tem­po non tro­va cana­li e stru­men­ti per espri­me­re le pro­prie istan­ze.
Quin­di oggi la prio­ri­tà è la chia­rez­za poli­ti­ca e pro­gram­ma­ti­ca; e anche le pos­si­bi­li e auspi­ca­bi­li bat­ta­glie comu­ni del futu­ro cre­do che ne trar­ran­no gio­va­men­to.
Sap­pia­mo di esse­re anco­ra insuf­fi­cien­ti al com­pi­to ma comin­cia­re con con­vin­zio­ne vuol dire ave­re fat­to già un bel pez­zo di stra­da!

[*] Clau­dio Bel­lot­ti è can­di­da­to del­la lista “Per una Sini­stra Rivo­lu­zio­na­ria”


Link uti­li per appro­fon­di­men­ti:

- http://www.rivoluzione.red/per-una-sinistra-rivoluzionaria-il-nostro-programma/

https://www.pclavoratori.it/files/index.php?obj=NEWS&oid=5769