Il tratto davvero incontestabile della rivoluzione è l'irruzione violenta delle masse negli avvenimenti storici (L.D. Trotsky, Storia della rivoluzione russa)

Polemica, Storia del movimento operaio

Netflix e il governo russo uniti nelle calunnie contro Trotsky

La manchette della serie "Trotsky" proposta da Netflix

Netflix e il governo russo uniti nelle calunnie contro Trotsky

 

Este­ban Vol­kov, nipo­te di Lev Tro­tsky, e il Ceip “León Tro­tsky” (Cen­tro de Estu­dios, Inve­sti­ga­cio­nes y Publi­ca­cio­nes) d’Argentina e del Mes­si­co, insie­me a intel­let­tua­li ed espo­nen­ti poli­ti­ci, sin­da­ca­li e di movi­men­to di tut­to il mon­do, con­te­sta­no le men­zo­gne sul rivo­lu­zio­na­rio rus­so dif­fu­se nel­la serie “Tro­tsky”, dispo­ni­bi­le su Net­flix. Dal can­to nostro, ripren­dia­mo e rilan­cia­mo, insie­me a anticapitalista.org e a lavocedellelotte.it, la ver­sio­ne ita­lia­na del­la dichia­ra­zio­ne, che sot­to­scri­via­mo inte­gral­men­te.

 

Recen­te­men­te, l’azienda sta­tu­ni­ten­se Net­flix ha reso dispo­ni­bi­le la mini­se­rie “Tro­tsky” diret­ta da Ale­xan­der Kott e Kon­stan­tin Sta­tsky e appar­sa per la pri­ma vol­ta sul popo­la­re “Pri­mo Cana­le” del­la tv di Sta­to rus­sa nel novem­bre 2017. A cen­to anni dal­la rivo­lu­zio­ne rus­sa, Vla­di­mir Putin, pre­si­den­te del­la Fede­ra­zio­ne Rus­sa, e indi­ret­ta­men­te del­lo stes­so cana­le tele­vi­si­vo, ha scel­to Tro­tsky come pro­ta­go­ni­sta per que­sta mega pro­du­zio­ne di otto epi­so­di.
Se tenia­mo con­to del pas­sa­to sta­li­ni­sta di Putin come diret­to­re del Kgb e del­la sua nostal­gia evi­den­te per la “gran­de” Rus­sia zari­sta, non pote­va­mo cer­to aspet­tar­ci una serie che riflet­tes­se one­sta­men­te e obiet­ti­va­men­te la figu­ra sto­ri­ca e l’opera di chi fu, insie­me a Lenin, il più impor­tan­te diri­gen­te del­la Rivo­lu­zio­ne d’ottobre. Qual è l’obiettivo di Putin nel ripro­por­re que­ste fal­si­fi­ca­zio­ni? Per­ché deni­gra­re i rivo­lu­zio­na­ri quan­do in Rus­sia il capi­ta­li­smo è già sta­to restau­ra­to e nul­la sem­bra oppor­si alla nuo­va bor­ghe­sia rus­sa né allo stes­so Putin, che gover­na da 18 anni? Per­ché Net­flix, che entra nel­le case di milio­ni di per­so­ne nel mon­do, pre­sen­ta que­sta serie?
Evi­den­zia­mo alcu­ne del­le prin­ci­pa­li fal­si­fi­ca­zio­ni del­la serie:

  1. Secon­do gli auto­ri stes­si, non si trat­ta di un docu­men­ta­rio, ma si dice che la serie è basa­ta su fat­ti rea­li. Tut­ta­via, sono le stes­se fal­si­fi­ca­zio­ni che uti­liz­za­ro­no gli impe­ria­li­sti, lo zari­smo e lo sta­li­ni­smo per repri­me­re Tro­tsky e i suoi quan­do avan­za­va la buro­cra­tiz­za­zio­ne dell’URSS. Tut­te que­ste fal­si­fi­ca­zio­ni furo­no respin­te dal­la Com­mis­sio­ne Dewey for­ma­ta da illu­stri per­so­na­li­tà apar­ti­ti­che nel 1937 in Mes­si­co.
  2. Con­tro qual­sia­si evi­den­za sto­ri­ca e con­trad­di­cen­do le testi­mo­nian­ze di ami­ci, con­giun­ti e nemi­ci, la per­so­na­li­tà di Tro­tsky appa­re ego­cen­tri­ca, mes­sia­ni­ca, auto­ri­ta­ria, disu­ma­na, cri­mi­na­le, com­pe­ti­ti­va – il tut­to sem­pre lega­to alle sue ori­gi­ni ebrai­che. Nel­la sua vec­chia­ia sof­fre di allu­ci­na­zio­ni, tor­men­ta­to dal rimor­so dei suoi cri­mi­ni duran­te la rivo­lu­zio­ne.
  3. Jack­son (Ramón Mer­ca­der) è un gior­na­li­sta sta­li­ni­sta one­sto, cri­ti­co e sen­si­bi­le che instau­ra una lun­ga rela­zio­ne con Tro­tsky per scri­ve­re la sua bio­gra­fia, cosa che Tro­tsky sem­bra accet­ta­re. Ma in real­tà Tro­tsky non cono­sce­va l’adesione di Mer­ca­der allo sta­li­ni­smo e il loro rap­por­to si limi­tò a bre­vi incon­tri sem­pre su ini­zia­ti­va di Mer­ca­der che, come mem­bro del Nkvd, era sta­to inca­ri­ca­to da Sta­lin di assas­si­na­re Tro­tsky.
  4. Nel­la rico­stru­zio­ne del­le rivo­lu­zio­ni rus­se, si mostra­no gli ope­rai, i con­ta­di­ni, i sol­da­ti e il popo­lo rus­so mani­po­la­ti da lea­der ambi­zio­si come Lenin e Tro­tsky che deci­do­no al posto loro. I soviet del 1905 ven­go­no spre­gia­ti­va­men­te pre­sen­ta­ti come meri tea­tri in cui tene­re i loro discor­si. Non c’è lot­ta di clas­se, tut­to è con­fron­to e ven­det­ta tra indi­vi­dui. La rivo­lu­zio­ne del 1917 non fu solo uno dei più gran­di e radi­ca­li movi­men­ti di mas­sa nel­la sto­ria con­tro lo zari­smo, ma anche con­tro il prov­vi­so­rio gover­no bor­ghe­se e la con­tro­ri­vo­lu­zio­ne di Kor­ni­lov tra­mi­te l’instaurazione del pote­re dei soviet, con la par­te­ci­pa­zio­ne come pro­ta­go­ni­sti degli sfrut­ta­ti e degli oppres­si, gui­da­ti dal par­ti­to bol­sce­vi­co. La serie, d’altra par­te, pun­ta a pre­sen­ta­re la rivo­lu­zio­ne come una lot­ta meschi­na per il pote­re, e i rivo­lu­zio­na­ri come psi­co­pa­ti­ci mani­po­la­to­ri.
  5. Distor­ce tut­te le rela­zio­ni di Tro­tsky con le don­ne. Una gran­de bol­sce­vi­ca come la sua pri­ma moglie Alek­san­dra diven­ta una casa­lin­ga che Tro­tsky abban­do­na con le sue due figlie. Nata­lia, la sua secon­da moglie, con­qui­sta Tro­tsky per la sua bel­lez­za e, da spo­sa­ta, diven­ta una casa­lin­ga dedi­ta al lavo­ro di cura e ai figli (igno­ra­ti da Tro­tsky, che è in gra­do di usar­li come scu­di uma­ni in un pre­sun­to ten­ta­ti­vo di assas­si­nio duran­te la rivo­lu­zio­ne) e fare da segre­ta­ria per­so­na­le al mari­to. La mor­te dei quat­tro figli (rispet­to alla qua­le nul­la si dice cir­ca le respon­sa­bi­li­tà del­lo sta­li­ni­smo) è una del­le col­pe che lo per­se­gui­ta fino alla mor­te. Laris­sa Rejs­sner è una fem­me fata­le, com­pa­gna (soprat­tut­to ses­sua­le) e segre­ta­ria di Tro­tsky nel tre­no blin­da­to. Ma la veri­tà è che Alek­san­dra Soko­lo­v­ska­ia era la diri­gen­te del pri­mo cir­co­lo mar­xi­sta a cui ade­rì Tro­tsky all’età di 16 anni. I due furo­no depor­ta­ti in Sibe­ria con le loro due figlie e fu lei ad aiu­ta­re Tro­tsky a fug­gi­re dal­la Sibe­ria, deci­den­do di rima­ne­re in Rus­sia. Nata­lia Sedo­va era mem­bro del com­mis­sa­ria­to sovie­ti­co all’educazione dopo la rivo­lu­zio­ne. Le quat­tro figlie e figli di Tro­tsky han­no soste­nu­to la mili­tan­za dei loro geni­to­ri, in par­ti­co­la­re Leon Sedov, il più stret­to col­la­bo­ra­to­re di Tro­tsky e pro­mo­to­re non­ché prin­ci­pa­le orga­niz­za­to­re dell’Opposizione di sini­stra rus­sa in clan­de­sti­ni­tà. Laris­sa Rejs­sner ha scrit­to sul­la guer­ra civi­le, ma non sul tre­no blin­da­to. Ave­va una posi­zio­ne impor­tan­te nel­la quin­ta arma­ta come nel­la rivo­lu­zio­ne in gene­ra­le. Si imbar­cò nel­la flot­ta del Vol­ga, pre­se par­te ai com­bat­ti­men­ti e par­te­ci­pò alla rivo­lu­zio­ne tede­sca: fu uno dei più emi­nen­ti mili­tan­ti bol­sce­vi­chi fino alla sua mor­te nel 1926.
  6. Il rap­por­to con Lenin pri­ma e duran­te la rivo­lu­zio­ne è pre­sen­ta­to come una lot­ta fra ego e accor­di per con­ve­nien­za, al pun­to che Lenin vuo­le get­ta­re da un bal­co­ne Tro­tsky. Sta­lin è il segre­ta­rio di Lenin. Al momen­to dell’insurrezione di otto­bre, Lenin, fino ad allo­ra nasco­sto, ricom­pa­re di fron­te a Tro­tsky quan­do que­sti si doman­da dov’egli si tro­vi, e solo dopo che la rivo­lu­zio­ne ha già trion­fa­to. La serie occul­ta il fat­to che già dal set­tem­bre 1917 Lenin sta­va com­bat­ten­do con­tro il Comi­ta­to Cen­tra­le del par­ti­to bol­sce­vi­co sull’immediata neces­si­tà dell’insurrezione che, d’accordo con Tro­tsky, sareb­be sta­ta l’inizio del­la dit­ta­tu­ra del pro­le­ta­ria­to. Dopo la pre­sa del pote­re e aspet­tan­do la ses­sio­ne del Con­gres­so dei Soviet, i due anda­ro­no insie­me a ripo­sa­re su alcu­ne coper­te sul pavi­men­to, dove par­la­ro­no degli ulti­mi det­ta­gli del­la con­qui­sta del pote­re. Riguar­do alla vera visio­ne di Lenin di Sta­lin, si può leg­ge­re il suo testa­men­to e le sue cri­ti­che sui meto­di “scio­vi­ni­sti gran rus­si” nel­la que­stio­ne geor­gia­na.
  7. Duran­te i nego­zia­ti di Bre­st-Lito­v­sk con l’impero tede­sco, Tro­tsky ordi­nò di distri­bui­re opu­sco­li “sov­ver­si­vi” per pro­vo­ca­re una ribel­lio­ne con­tro il Kai­ser: ribel­lio­ne che fal­lì giu­sti­fi­can­do l’offensiva tede­sca. Gli ex gene­ra­li zari­sti ven­go­no pre­sen­ta­ti come i prin­ci­pa­li oppo­si­to­ri alla fir­ma del trat­ta­to, men­tre in real­tà chi dav­ve­ro era con­tra­rio era­no i socia­li­sti rivo­lu­zio­na­ri. Nel­la serie, Jack­son incol­pa Tro­tsky di non aver dife­so la Rus­sia con i cosac­chi. Qui si riflet­te la visio­ne filo‑zarista di Putin. La serie omet­te che il Con­gres­so dei Soviet ave­va appro­va­to il decre­to di pace per la Rus­sia nel­la Pri­ma guer­ra mon­dia­le (una del­le gran­di riven­di­ca­zio­ni del­le mas­se rus­se) e che, di fron­te alla man­ca­ta rispo­sta da par­te degli allea­ti, la Rus­sia dové ini­zia­re i nego­zia­ti con la Ger­ma­nia, la cui social­de­mo­cra­zia soste­ne­va la guer­ra del pro­prio impe­ria­li­smo. Sia Lenin che Tro­tsky vede­va­no i nego­zia­ti di Bre­st come una tri­bu­na per pro­muo­ve­re la rivo­lu­zio­ne mon­dia­le, spe­cial­men­te quel­la tede­sca.
  8. Quan­do Tro­tsky è inca­ri­ca­to di for­ma­re l’Armata ros­sa, lo si rap­pre­sen­ta men­tre diri­ge il tre­no blin­da­to come una rock star, un sex sym­bol e un assas­si­no, che appro­va per­si­no una stra­ge di per­so­ne al segui­to di un cor­teo fune­bre. Si sostie­ne che nel 1918 sareb­be sta­to orga­niz­za­to un pre­sun­to ammu­ti­na­men­to a Kron­stadt (che inve­ce avven­ne nel 1921) per con­tra­sta­re il qua­le Tro­tsky avreb­be por­ta­to accu­se inven­ta­te e fal­si testi­mo­ni per poter appli­ca­re la pena di mor­te al lea­der dell’insubordinazione. La serie fa rife­ri­men­to solo all’offensiva ceca e non a quel­la di quat­tor­di­ci eser­ci­ti impe­ria­li­sti e dell’armata bian­ca zari­sta che l’Armata ros­sa dové affron­ta­re nel­la vasti­tà del ter­ri­to­rio sovie­ti­co. Nep­pu­re si ricor­da­no gli anni del bloc­co eco­no­mi­co impe­ria­li­sta. Rispet­to a Kron­stadt, occor­re con­si­de­ra­re che la com­po­si­zio­ne del­la sua guar­ni­gio­ne era total­men­te diver­sa da quel­la del 1917, quan­do era sta­ta l’avanguardia del­la rivo­lu­zio­ne. Una con­fer­ma del­la natu­ra con­tro­ri­vo­lu­zio­na­ria dell’ammutinamento è sta­ta la com­par­sa del­la noti­zia, già due set­ti­ma­ne pri­ma degli even­ti, sul­la stam­pa inter­na­zio­na­le e su quel­la degli esu­li rus­si. Tro­tsky evi­den­zie­rà anche la rea­zio­ne al rial­zo del­le bor­se dopo la noti­zia dell’ammutinamento di Kron­stadt.
  9. La fon­da­zio­ne del­la Ter­za Inter­na­zio­na­le nel 1919 non vie­ne nomi­na­ta, seb­be­ne Tro­tsky dichia­ri la sua ambi­zio­ne di con­qui­sta­re il mon­do. Per la serie, la sto­ria del­la rivo­lu­zio­ne si con­clu­de con la mor­te di Lenin. Vale a dire, non com­pa­io­no né l’Opposizione di sini­stra fon­da­ta da Tro­tsky né l’era con­tro­ri­vo­lu­zio­na­ria di Sta­lin, i pro­ces­si di Mosca, gli arre­sti, le tor­tu­re, la reclu­sio­ne in cam­pi di con­cen­tra­men­to e le fuci­la­zio­ni inflit­te a qua­si tut­ti i diri­gen­ti bol­sce­vi­chi del­la rivo­lu­zio­ne e a chiun­que fos­se sospet­ta­to di esse­re un oppo­si­to­re del regi­me di pote­re buro­cra­ti­co. Met­ten­do sot­to­so­pra la sto­ria, tut­ti que­sti cri­mi­ni sono attri­bui­ti a Tro­tsky, com­pre­so l’omicidio dei Roma­nov: un’altra bugia, poi­ché né Lenin né Tro­tsky die­de­ro per­so­nal­men­te quell’ordine.
  10. Solo nell’ultimo capi­to­lo, appa­re su una tar­ga il vero nome di Jack­son e qual­cu­no che gli chie­de di com­pie­re la sua mis­sio­ne quel gior­no: Tro­tsky, mala­to, chie­de a Jack­son di veni­re a casa sua. Nel frat­tem­po arri­va un tele­gram­ma dall’ambasciata cana­de­se che avver­te Tro­tsky del­la fal­sa iden­ti­tà di Jack­son. Tro­tsky col­pi­sce Mer­ca­der, che gli rispon­de col­pen­do­lo con un pic­co­ne appe­so al muro del­la stan­za di Tro­tsky; la serie sug­ge­ri­sce che il rivo­lu­zio­na­rio rus­so avreb­be cer­ca­to di far­si attac­ca­re dal fal­so gior­na­li­sta pro­vo­can­do­lo. La rico­stru­zio­ne dell’attentato è anco­ra una vol­ta un fal­so: nascon­de che Sta­lin vole­va far ese­gui­re la con­dan­na a mor­te di Tro­tsky pri­ma dell’inizio del­la Secon­da guer­ra mon­dia­le, poi­ché con­sa­pe­vo­le che la guer­ra avreb­be potu­to por­ta­re alla rivo­lu­zio­ne poli­ti­ca che Tro­tsky ave­va pre­vi­sto per l’Urss. Per que­sto e per la pro­spet­ti­va del­la rivo­lu­zio­ne socia­le nei pae­si capi­ta­li­sti, Tro­tsky e i suoi segua­ci fon­da­ro­no la Quar­ta Inter­na­zio­na­le. In un incon­tro fra Hitler e l’ambasciatore fran­ce­se Cou­lon­dre nell’agosto del 1939, quest’ultimo dice «Sta­lin ha abu­sa­to del dop­pio gio­co», e che in caso di guer­ra «il vero vin­ci­to­re sarà Tro­tsky». Le bor­ghe­sie impe­ria­li­ste die­de­ro allo spet­tro del­la rivo­lu­zio­ne un nome pro­prio. Ma la serie è una giu­sti­fi­ca­zio­ne per l’omicidio di que­sto pre­sun­to “mostro” di nome Tro­tsky.

I sot­to­scrit­ti ripu­dia­no que­sta fal­si­fi­ca­zio­ne che cer­ca di sep­pel­li­re l’evento più impor­tan­te dal pun­to di vista del­la lot­ta per l’emancipazione del­le clas­si lavo­ra­tri­ci dal­lo sfrut­ta­men­to capi­ta­li­sta e dall’oppressione, insie­me all’opera che ci han­no lascia­to in ere­di­tà i suoi miglio­ri diri­gen­ti.

Este­ban Vol­kov (nipo­te di Tro­tsky)

e

Ceip (Cen­tro de Estu­dios, Inve­sti­ga­cio­nes y Publi­ca­cio­nes) “León Tro­tsky” (Argen­ti­na, Mexi­co)

Ade­ri­sco­no:

Fre­dric Jame­son, pro­fes­so­re, Duke Uni­ver­si­ty (USA).
Nan­cy Fra­ser, socio­lo­ga, pro­fes­so­res­sa, The New School – New York, socia­li­sta (USA).
Sla­voj Žižek, filó­so­fo e socio­lo­go.
Robert Bren­ner, sto­ri­co, UCLA, diret­to­re del Cen­tro di Sto­ria Socia­le e Sto­ria Com­pa­ra­ta (USA).
Mike Davis, scrit­to­re (Cali­for­nia, USA).
Michael Löwy, diret­to­re eme­ri­to, CNRS, Par­gi (Fran­cia).
Michel Hus­son, eco­no­mi­sta (Fran­cia).
Sta­this Kou­vé­la­kis, filo­so­fo, King’s Col­le­ge (Gran Bre­ta­gna).
Franck Gau­di­chaud, poli­to­lo­go, Uni­ver­si­tà di Gre­no­ble-Alpi (Fran­cia).
Ricar­do Antu­nes, docen­te tito­la­re di Socio­lo­gia dell’Università Sta­ta­le Cam­pi­nas, Uni­camp (Bra­si­le).
Eric Tous­saint, dot­to­re in scien­ze poli­ti­che e sto­ri­co, Uni­ver­si­tà di Lie­gi (Bel­gio).
Alex Cal­li­ni­cos, pro­fes­so­re di stu­di euro­pei, dipar­ti­men­to di stu­di euro­pei ed inter­na­zio­na­li, King’s Col­le­ge (Gran Bre­ta­gna).
Suzi Weiss­man, pro­fes­so­res­sa di poli­ti­ca, Saint Mary’s Col­le­ge del­la Cali­for­nia, Radio Jaco­bin, co-pro­dut­tri­ce del docu­men­ta­rio di pros­si­ma pub­bli­ca­zio­ne “Tro­tsky: l’uomo più peri­co­lo­so del mon­do” (USA).
Seba­stian Bud­gen, edi­to­re, Ver­so (Lon­dra – New York).
Cathe­ri­ne Sama­ry, eco­no­mi­sta, Uni­ver­si­tà di Pari­gi Dau­phi­né (Fran­cia).
Isa­bel­le Garo, filo­so­fa (Fran­cia).
Bha­skar Sun­ka­ra, edi­to­re di Jaco­bin (New York, Usa).
Eduar­do Grü­ner, socio­lo­go e sag­gi­sta (Argen­ti­na).
Chri­stian Castil­lo, socio­lo­go e pro­fes­so­re, UBA e UNLP (Argen­ti­na).
Hora­cio Gon­zá­lez, socio­lo­go e sag­gi­sta, ex-diret­to­re del­la Biblio­te­ca Nacio­nal (Argen­ti­na).
Gabriel Gar­cía Higue­ras, sto­ri­co, Uni­ver­si­tà di Lima (Perù).
Pier­re Rous­set, Euro­pe Soli­dai­re et sans Fron­tiè­res (Fran­cia).
Vale­rio Arca­ry, pro­fes­so­re tito­la­re, Insti­tu­to Fede­ral de San Pablo – IFSP (Bra­si­le).
Jor­ge Ale­mán, psi­ca­na­li­sta e scrit­to­re (Argentina/Spagna).
Paul Le Blanc, pro­fes­so­re di Sto­ria, La Roche Col­le­ge Pitt­sbur­gh, Penn­syl­va­nia (USA).
Ale­jan­dro Horo­wicz, pro­fes­so­re di Muta­men­ti nel siste­ma poli­ti­co mon­dia­le, Socio­lo­gia, UBA (Argen­ti­na).
Elsa Dru­ca­roff, sag­gi­sta, scrit­tri­ce e docen­te (Argen­ti­na).
Tithi Bhat­ta­cha­rya, pro­fes­so­res­sa di Sto­ria, Uni­ver­si­tà Pur­due (USA).
Andrea D’Atri, dott.ssa in Psi­co­lo­gia (UBA), fon­da­tri­ce del­la cor­ren­te Pan y Rosas (Argen­ti­na).
Cin­zia Arruz­za, pro­fes­so­res­sa asso­cia­ta di filo­so­fía alla The New School for Social Research, New York (USA).
War­ren Mon­tag, Occi­den­tal Col­le­ge (Los Ange­les, USA).
Gil­bert Pago, pro­fes­so­re di Sto­ria, ex-diret­to­re del­la IUFM Mar­ti­ni­ca, spe­cia­li­sta in Sto­ria del Cari­be e del­le Antil­le fran­ce­si, e y in Sto­ria del­le Don­ne in que­sti pae­si.
Clau­dio Katz, eco­no­mi­sta, docen­te del­la UBA, ricer­ca­to­re pres­so il CONICET, mem­bro di Eco­no­mi­stas De Izquier­da (Argen­ti­na).
Jai­me Pastor, poli­to­lo­go, Uni­ver­si­dad Nacio­nal de Enseñan­za a Distan­cia (Spa­gna).
Mas­si­mo Modo­ne­si, sto­ri­co, socio­lo­go y poli­to­lo­go, pro­fes­so­re del­la Uni­ver­si­dad Nacio­nal Autó­no­ma (Mes­si­co).
Char­les-André Udry, diret­to­re di Edi­tions Page 2 e del sito A l’encontre (alencontre.org) (Sviz­ze­ra).
Char­les Post, socio­lo­go, The City Uni­ver­si­ty of New York (USA).
Jean-Jac­ques Marie, sto­ri­co (Fran­cia).
Olga Fer­nán­dez Ordoñez, figlia di Car­los Fer­nán­dez, guar­dia di Tro­tsky nel suo esi­lio in Mes­si­co (Mes­si­co).
Emma­nuel Barot, filo­so­fo, Uni­ver­si­tà di Tolo­sa “Jean Jau­rès” (Fran­cia).
Srec­ko Hor­vat, filo­so­fo (Croa­zia).
Mihai Var­ga, socio­lo­go, Libe­ra Uni­ver­si­tà di Ber­li­no (Germania/Romania).
Pablo Bona­ve­na, socio­lo­go, docen­te alla Uni­ver­si­dad Nacio­nal de La Pla­ta y Uni­ver­si­dad de Bue­nos Aires (Argen­ti­na).
Jor­ge Gon­za­lo­re­na Döll, socio­lo­go e sto­ri­co (Cile).
Pao­lo Cascio­la, sto­ri­co e diret­to­re del sito www.aptresso.org (Ita­lia)
Ted Stol­ze, dipar­ti­men­to di filo­so­fia, Cer­ri­tos Col­le­ge, Nor­walk (USA).
Guil­ler­mo Almey­ra, sto­ri­co, (UNAM y UAM‑X/Messico, UBA/Argentina).
Ale­jan­dro Sch­nei­der, sto­ri­co, UBA/UNLP (Argen­ti­na).
Osval­do Cog­gio­la, Uni­ver­si­tà di San Pao­lo USP (Bra­si­le).
Juan Fajar­do, diret­to­re del­la sezio­ne spa­gno­la del Mar­xi­st Inter­net Archi­ve.
Pablo Poz­zi, sto­ri­co, Uni­ver­si­tà di Bue­nos Aires (Argen­ti­na).
Her­nán Camarero,ricercatore e sto­ri­co, Uni­ver­si­tà di Bue­nos Aires (Argen­ti­na).
Miguel Ved­da, Facol­tà di Filo­so­fia e Let­te­re, UBA (Argen­ti­na).
Dar­ren Roso, ricer­ca­to­re indi­pen­den­te, Mel­bour­ne (Austra­lia).
Daniel Gai­do, sto­ri­co, Uni­ver­si­dad Nacio­nal de Cór­do­ba (Argen­ti­na).
Ali­cia Rojo, sto­ri­ca, Uni­ver­si­tà di Bue­nos Aires (Argen­ti­na).
Edwy Ple­nel, gior­na­li­sta, diret­to­re di Media­part (Fran­cia).
Hel­mut Dah­me, socio­lo­go, pro­fes­so­re, Vien­na (Austria).
Eric Auno­ble, sto­ri­co, Gine­vra (Sviz­ze­ra).
Samuel Far­ber, sto­ri­co, The City Uni­ver­si­ty of New York (USA).
G. M. Tamás, filo­so­fo, Uni­ver­si­tà dell’Europa Cen­tra­le (Buda­pe­st, Unghe­ria).
Chec­chi­no Anto­ni­ni, gior­na­li­sta, diret­to­re de L’Anticapitalista (Ita­lia).
Fer­nan­do Ros­so, gior­na­li­sta, La Izquier­da Dia­rio (Argen­ti­na).
Iuri Tone­lo, edi­to­re del por­ta­le Esquer­da Diá­rio e dot­to­ran­do in Socio­lo­gia pres­so l’Università Sta­ta­le di Cam­pi­nas (Bra­si­le).
Pau­la Vare­la, poli­to­lo­ga e docen­te, Uni­ver­si­tà di Bue­nos Aires (Argen­ti­na).
David Wal­ters, ammi­ni­stra­to­re del­la Enci­clo­pe­dia del Tro­tsky­smo onli­ne / Mar­xists Inter­net Archi­ve.
Jean Batou, pro­fes­so­re di Sto­ria Inter­na­zio­na­le, Uni­ver­si­tà di Lau­san­ne (Sviz­ze­ra).
Ugo Palhe­ta, socio­lo­go, Uni­ver­si­tà di Lil­le, diret­to­re de Con­tre­temps web (Fran­cia).
Fran­ce­sca Gar­gal­lo Celen­ta­ni, scrit­tri­ce e fem­mi­ni­sta (Mes­si­co).
Este­ban Mer­ca­tan­te, eco­no­mi­sta, staff di Ideas de Izquier­da e La Izquier­da Dia­rio (Argen­ti­na).
Aria­ne Díaz, dot­to­res­sa di Let­te­re, Uni­ver­si­tà di Bue­nos Aires (Argen­ti­na).
Mathieu Bon­zom, pro­fes­so­re di Stu­di Nor­da­me­ri­ca­ni, Uni­ver­si­tà di Pari­gi 1, Pan­théon-Sor­bon­ne (Fran­cia).
Eduar­do Luci­ta, mem­bro di Eco­no­mi­stas de Izquier­da (Argen­ti­na).
Car­los Rodrí­guez, gior­na­li­sta, Pági­na 12 (Argen­ti­na).
Juan Dal Maso, Casa Marx Neu­quén (Argen­ti­na).
Leo­ni­das “Noni” Ceru­ti, sto­ri­co (Rosa­rio, Argen­ti­na).
Alma Bolón, pro­fes­so­res­sa tito­la­re di Let­te­ra­tu­ra Fran­ce­se pres­so l’Instituto de Letras de FHCE, Uni­ver­si­dad de la Repú­bli­ca. (Uru­guay).
Manuel Garí, eco­no­mi­sta, (Spa­gna).
Ber­n­hard H. Bayer­lein, sto­ri­co e stu­dio­so del Roman­zo, Uni­ver­si­tà del­la Ruhr (Bochum, Ger­ma­nia).
Pau­la Bach, eco­no­mi­sta, Uni­ver­si­dad de Bue­nos Aires (Argen­ti­na).
Edi­son Urba­no, diret­to­re del­la Revi­sta Ideas De Esquer­da (Bra­si­le).
Gabrie­la Liszt, ricer­ca­tri­ce del CEIP León Tro­tsky (Argen­ti­na).
Gastón Gutiér­rez, rivi­sta Ideas de Izquier­da (Argen­ti­na).
Andrea Robles, redat­tri­ce, Edi­cio­nes IPS- CEIP (Argen­ti­na).
Matías Maiel­lo, socio­lo­go, Uni­ver­si­dad de Bue­nos Aires (Argen­ti­na).
Brais Fer­nán­dez, rivi­sta Vien­to Sur (Spa­gna).
Omar Vaz­quez Here­dia, dot­to­re in Scien­ze Socia­li pres­so la Uni­ver­si­dad de Bue­nos Aires (Vene­zue­la)
Jean Bap­ti­ste Tho­mas, pro­fes­so­re di stu­di ispa­ni­ci, Scuo­la Poli­tec­ni­ca (Pari­gi, Fran­cia).
Ariel Petruc­cel­li, Histo­ria UNCo (Neu­quén, Argen­ti­na).
Wla­dek Fla­kin, sto­ri­co, Ber­lín (Ger­ma­nia).
Jami­la M.H. Mascat, filo­so­fa, Uni­ver­si­tà di Utre­cht (Olan­da).
Vera Aguiar Cotrim, post-dot­to­ran­da in Filo­so­fia, USP e docen­te di Filo­so­fia pres­so la Facol­tà Pau­li­sta di Ser­vi­zio Socia­le di San Cae­ta­no del Sud (FAPSS-SCS) (Bra­si­le).
Antho­ny Arno­ve, edi­to­re, Hay­mar­ket Books (Chi­ca­go, USA).
Pablo Opri­na­ri, socio­lo­go e coor­di­na­to­re di Ideas de Izquier­da (Mes­si­co).
Nick Brauns, sto­ri­co e gior­na­li­sta (Ber­li­no, Ger­ma­nia).
Filip­po Del Luc­che­se, Uni­ver­si­tà di Bru­nel, Lon­dra (Gran Bre­ta­gna).
Anto­nio Mosca­to, sto­ri­co, Uni­ver­si­tà del Salen­to-Lec­ce (Ita­lia).
Sil­via Agui­le­ra, redat­tri­ce LOM edi­cio­nes (Cile).
Pau­lo Sla­che­v­sky, redat­to­re LOM edi­cio­nes (Cile).
Bea­triz Abra­mi­des, pro­fes­so­res­sa del­la PUCSP e diri­gen­te di APROPUCSP (Bra­si­le).
Rena­to Lemos, pro­fes­so­re e ricer­ca­to­re, Isti­tu­to di Sto­ria dell’Università Fede­ra­le di Rio de Janei­ro (Bra­si­le).
Bill V. Mul­len, pro­fes­so­re di Stu­di Ame­ri­ca­ni e Glo­ba­li, Uni­ver­si­tà Pur­due (Indiana/USA).
Susan Fer­gu­son, pro­fes­so­res­sa asso­cia­ta in Media digi­ta­li e Gior­na­li­smo, Uni­ver­si­tà Wil­frid Lau­rier (Cana­da).
Elai­ne Beh­ring, docen­te asso­cia­ta di Ser­vi­zio Socia­le UERJ, Uni­ver­si­tà Sta­ta­le Rio de Janei­ro (Bra­si­le).
Pedro Cam­pos, sto­ri­co e docen­te del­la UFRRJ, Uni­ver­si­tà Fede­ra­le Rura­le di Rio de Janei­ro (Bra­si­le).
Anto­nio Liz, sto­ri­co (Spa­gna).
Jor­ge Luiz Sou­to Maior, pro­fes­so­re di Dirit­to, USP (Bra­sil).
Jose­fi­na L. Mar­tí­nez, gior­na­li­sta e sto­ri­ca (Spa­gna).
Cyn­thia Lub, dot­to­res­sa di Sto­ria, Uni­ver­si­dad de Bar­ce­lo­na (Spa­gna).
Sean Pur­dy, docen­te di Sto­ria, Uni­ver­si­tà di San Pao­lo (Bra­si­le).
Feli­pe Demier, sto­ri­co e pro­fes­so­re di Ser­vi­zio Nazio­na­le pres­so la UERJ, Uni­ver­si­tà Sta­ta­le di Rio de Janei­ro (Bra­si­le).
Lívia Cotrim, socio­lo­ga e ricer­ca­tri­ce del Neh­ti­po del­la Pon­ti­fi­cia Uni­ver­si­tà Cat­to­li­ca-SP (Bra­si­le).
Sté­fa­nie Pre­zio­so, pro­fes­so­res­sa di Sto­ria Inter­na­zio­na­le, Uni­ver­si­tà di Lau­san­ne (Sviz­ze­ra).
Flo­rian Wil­de, sto­ri­co, Ber­li­no (Ger­ma­nia).
Jean-Numa Ducan­ge, sto­ri­co, Uni­ver­si­tà di Rouen (Fran­cia).
Pelai Pagès, dot­to­re in Sto­ria e pro­fes­so­re del­la Uni­ver­si­dad de Bar­ce­lo­na (Spa­gna).
Gon­za­lo Adrian Rojas, docen­te di Scien­ze Poli­ti­che pres­so l’Unviersità Fede­ra­le di Cam­pi­na Gran­de (Bra­si­le).
Mar­tín Cor­tés, Facol­tà di Scien­ze Socia­li, Uni­ver­si­dad de Bue­nos Aires (Argen­ti­na).
Pepe Gutiér­rez-Álva­rez, vice­pre­si­den­te del­la Fun­da­ción Andreu Nin (Barcellona/Spagna).
Fran­ci­sco Can­ta­mut­to, eco­no­mi­sta, Socie­dad de Eco­no­mía Crí­ti­ca (Argen­ti­na).
Die­go Loti­to, gior­na­li­sta, IzquierdaDiario.es (Spa­gna).
Tatia­na Coz­za­rel­li, comi­ta­to edi­to­ria­le di Left­Voi­ce, com­po­nen­te del Grup­po Fem­mi­ni­sta Socia­li­sta dei Demo­cra­tic Socia­lists of Ame­ri­ca di New York (USA).
Juan Duar­te, docen­te, Uni­ver­si­dad de Bue­nos Aires (Argen­ti­na).
Lucía Nistal, ricer­ca­tri­ce, Uni­ver­si­dad Autó­no­ma de Madrid (Spa­gna).
Pablo Ani­no, eco­no­mi­sta, Uni­ver­si­dad de Bue­nos Aires (Argen­ti­na).
Mer­ce­des D’Alessandro, dot­to­res­sa in Eco­no­mia, co-fon­da­tri­ce di Eco­no­mía femi­ni­sta (Argen­ti­na).
Gastón Remy, eco­no­mi­sta e docen­te FCE, Uni­ver­si­dad Nacio­nal de Jujuy (Argen­ti­na).
Alfre­do Fon­ti­cel­li, gior­na­li­sta cul­tu­ra­le (Uru­guay).
Demian Melo, pro­fes­so­re di Sto­ria pres­so l’Università Fede­ra­le Flu­mi­nen­se UFF (Bra­si­le).
Simon Bou­squet, pre­si­den­te sin­da­ca­le Cen­tro Cul­tu­ral Gabrie­la Mistral (Cile).
Alfon­so Cla­ve­rías, bio­gra­fo di Joa­quín Mau­rín, depu­ta­to di Pode­mos, Hue­sca (Spa­gna).
Andy Dur­gan, sto­ri­co, dot­to­re di Sto­ria pres­so l’Università di Lon­dra (Gran Bre­ta­gna).
Javier Mae­stro, sto­ri­co y pro­fes­so­re di Sto­ria pres­so laU­ni­ver­si­dad Com­plu­ten­se de Madrid (Spa­gna).
Aldo Casas, antro­po­lo­go, sag­gi­sta, con­si­glio di reda­zio­ne di Her­ra­mien­ta (Argen­ti­na).
Nora Ciap­po­ni, mili­tan­te socia­li­sta (Argen­ti­na).
Mike Gol­d­field, pro­fes­so­ree eme­ri­to di Rela­zio­ni Indu­stria­li e Risor­se Uma­ne, Uni­ver­si­tà Sta­ta­le Way­ne (Detroit, USA).
Hebert Bení­tez Pez­zo­la­no, pro­fes­so­re e ricer­ca­to­re in Let­te­re, Uni­ver­si­dad de la Repú­bli­ca (Uru­guay).
Leo­nar­do Fla­mia, gior­na­li­sta cul­tu­ra­le (Uru­guay).
Rolf Wör­sdör­fer, docen­te, Uni­ver­si­dad Tec­ni­ca diDarm­stadt (Ger­ma­nia).
Joel Orte­ga Juá­rez, atti­vi­sta del 68, inse­gnan­te di gior­na­li­smo e pro­fes­so­re in pen­sio­ne del­la UNAM (Mes­si­co).
Clau­dio Alber­ta­ni, pro­fes­so­re del­la Uni­ver­si­dad Autó­no­ma de la Ciu­dad de Méxi­co (Mes­si­co).
Héc­tor Soto­mayor, pro­fes­so­re e ricer­ca­to­re pres­so la Bene­mé­ri­ta Uni­ver­si­dad Autó­no­ma de Pue­bla (Mes­si­co).
David Pavón Cuél­lar, psi­co­lo­go y filo­so­fo, pro­fes­so­re del­la Uni­ver­si­dad Michoa­ca­na de San Nico­lás de Hidal­go (Mes­si­co).
Antó­nio Louçã, sto­ri­co e gior­na­li­sta nel­la tele­vi­sio­ne pub­bli­ca por­to­ghe­se RTP.
Clau­dia Maz­zei Noguei­ra, docen­te, Uni­fe­sp-BS (Bra­si­le).
Livia Var­gas Gon­zá­lez, filo­so­fa, pro­fes­so­res­sa uni­ver­si­ta­ria e dot­to­ran­da in Sto­ria UCV-UFOP (Venezuela/Brasile).
Raquel Bar­bie­ri Vidal, diret­to­re di sce­na del Tea­tro Colón de Bue­nos Aires (Argen­ti­na).
John Bar­z­man, pro­fes­so­re di Sto­ria pres­so l’Università di Le Havre (Fran­cia).
Patrick Sil­ber­stein, medi­co, redat­to­re di Édi­tions Syl­lep­se (Fran­cia).
Ale­jan­dro Gál­vez Can­ci­no, pro­fes­so­re dell’Universidad Autó­no­ma Metro­po­li­ta­na, (Mes­si­co).
San­dy McBur­ney, mem­bro del Labour Par­ty, Gla­sgow, (Sco­zia).
Rome­ro Venan­cio, docen­te di Filo­so­fia dell’Università Fede­ra­le di Ser­gi­pe (Bra­si­le).
Fabia­ne Teja­da, docen­te di Arti dell’Università Fede­ra­le di Pelo­tas (Bra­si­le).
Lucia­no Men­do­nça, docen­te di Sto­ria pres­so la UFGC (Bra­si­le).
Gabriel Eduar­do Vitul­lo, docen­te di Scien­ze Socia­li pres­so l’Università Fede­ra­le di Rio Gran­de del Nord (Bra­si­le).
Max Delu­pi, gior­na­li­sta e atto­re (Cór­do­ba, Argen­ti­na).
Jose­ph Ser­ra­no, dot­to­ran­do, UC Ber­ke­ley (USA).
Die­go Gia­chet­ti, sto­ri­co (Tori­no, Ita­lia).
Glo­ria Rodrí­guez, diret­tri­ce NET (Núcleo de Estu­dios del Tra­ba­jo y la Con­flic­ti­vi­dad Social), docen­te del­la Facul­tad de Huma­ni­da­des y Artes UNR (Rosa­rio, Argen­ti­na).
Lau­ra Sote­lo, docen­te del­la Facul­tad de Psi­co­lo­gía del­la UNR. Diret­tri­ce del Cen­tro de Estu­dios de Teo­ría Crí­ti­ca (Rosa­rio, Argen­ti­na).
Jean Geor­ges Almen­dras, gior­na­li­sta (Uru­guay).
Este­ban Fer­nán­dez, pro­fes­so­re di filo­so­fia del­la UCR e diri­gen­te di Orga­ni­za­ción Socia­li­sta (Mes­si­co).
Vir­gí­nia Fon­tes, sto­ri­ca, Uni­ver­si­tà Fede­ra­le Flu­mi­nen­se (UFF) (Bra­si­le).
Eure­li­no Coe­lho, sto­ri­co dell’Università Sta­ta­le di Fei­ra de San­ta­na, Bahia (Bra­si­le).
Gusta­vo Sefe­rian, pro­fes­so­re di dirit­to dell’Università Fede­ra­le di Lavras (Bra­si­le).
Anto­nio Oli­va, docen­te del­la Facul­tad de Huma­ni­da­des UNR (Rosa­rio, Argen­ti­na).
Ángel Oli­va, docen­te del­la Facul­tad de Psi­co­lo­gía UNR (Rosa­rio, Argen­ti­na).
Hugo Caval­can­ti Melo Filho, pro­fes­so­re di dirit­to dell’Università Fede­ra­le di Per­nam­bu­co (Bra­si­le).
Rosa­na Núbia Sor­bi­le, pro­fes­so­res­sa di Sto­ria pres­so l’IFSP (Bra­si­le).
Maria Sil­via Bet­ti, pro­fes­so­res­sa di Let­te­re pres­so l’USP (Bra­si­le).
Miguel Can­dio­ti, dot­to­re in stu­di uma­ni­sti­ci, docen­te e ricer­ca­to­re del­la Uni­ver­si­dad Nacio­nal de Jujuy (Argen­ti­na).
Sara Gra­ne­mann, docen­te dell’Università Fede­ra­le di Rio de Janei­ro (Bra­si­le).
Isa­bel­la de Faria Bre­tas, dot­to­ran­da, UFG, Uni­ver­si­da­de Nova de Lisboa (Por­to­gal­lo).
Frank­lin Jones San­tos do Ama­ran­te, arti­co­la­to­re cul­tu­ra­le (Bra­si­le).
Fábio Resen­de, atto­re e diret­to­re tea­tra­le (Bra­si­le).
Max­well San­tos Rai­mun­do, atto­re e musi­ci­sta (Bra­si­le).
Ade­mir de Almei­da, atto­re e diret­to­re (Bra­si­le).
Julia­na Tei­xei­ra Este­ves, pro­fes­so­res­sa di Dirit­to dell’Università Fede­ra­le di Per­nam­bu­co (Bra­si­le).
Regi­nal­do Melha­do, pro­fes­so­re di Dirit­to dell’Università Sta­ta­le di Lon­dri­na (Bra­si­le).
Dr. Raúl Salas Espin­do­la, Uni­ver­si­dad Nacio­nal Autó­no­ma de Méxi­co (Mes­si­co).
David Pavón Cuél­lar, Psi­co­lo­go y filo­so­fo, pro­fes­so­re del­la Uni­ver­si­dad Michoa­ca­na de San Nico­lás de Hidal­go (Mes­si­co).
Clau­dio Alber­ta­ni, pro­fes­so­re del­la Uni­ver­si­dad Autó­no­ma de la Ciu­dad de Méxi­co (Mes­si­co).
Gri­jal­bo Fer­nan­des Cou­ti­n­ho, giu­di­ce del lavo­ro e dot­to­ran­do in Dirit­to per l’Università Fede­ra­le Minas Gerais (Bra­si­le).
Luís Car­los Moro, avvo­ca­to del lavo­ro (Bra­si­le).
Rosa Maria Mar­ques, eco­no­mi­sta, pro­fes­so­res­sa tito­la­re del­la PUC-SP (Bra­si­le).
Luiz Anto­nio Dias, vice­coor­di­na­to­re del PEPG in Sto­ria del­la PUC/SP (Bra­si­le).
David McNal­ly, pro­fes­so­re di Sto­ria, Uni­ver­si­ty of Hou­ston (USA)
Isi­de Gjer­g­ji, Cen­tre for Social Stu­dies, Coim­bra Uni­ver­si­ty (Por­to­gal­lo)
Cor­ra­do Basi­le, sto­ri­co, casa edi­tri­ce Alter­graf (Ita­lia)
Rodri­go Que­sa­da Mon­ge, sto­ri­co, pro­fes­so­re in pen­sio­ne (Costa Mes­si­co).
Yurij Castel­fran­chi, pro­fes­so­re, Dipar­ti­men­to di Socio­lo­gia, Uni­ver­si­tà Fede­ra­le di Minas Gerais (Bra­si­le).
Sava­na Diniz Gomes Melo, pro­fes­so­res­sa del PPGE FAE, Uni­ver­si­tà Fede­ra­le di Minas Gerais (Bra­si­le)
Dr. Ray­mun­do Mier Gar­za, pro­fes­so­re del­la Uni­ver­si­dad Autó­no­ma Metro­po­li­ta­na (Mes­si­co)
Telé­sfo­ro Nava, pro­fes­so­re del­la Uni­ver­si­dad Autó­no­ma Metro­po­li­ta­na y de la Uni­ver­si­dad Nacio­nal Autó­no­ma de Méxi­co (Mes­si­co)
Msc. David More­ra Her­re­ra, socio­lo­go, Uni­ver­si­dad Nacio­nal di Costa Mes­si­co.
Hugo Cedeño, socio­lo­go, pro­fes­so­re alla Uni­ver­si­dad Autó­no­ma de San­to Domin­go (Repub­bli­ca Domi­ni­ca­na)
Pie­tro Bas­so, pro­fes­so­re di socio­lo­gia a Ca’ Foscari/Venezia, inter­na­zio­na­li­sta (Ita­lia)
Fabio Peroc­co, pro­fes­so­re di socio­lo­gia a Ca’ Foscari/Venezia (Ita­lia)

Seguo­no le fir­me…
Orga­niz­za­zio­ni poli­ti­che
Nico­lás del Caño, Myriam Breg­man, Emi­lio Alba­mon­te per il Par­ti­do de Tra­ba­ja­do­res por el Socia­li­smo (Argen­ti­na); San­tia­go Lupe prr la Cor­rien­te Revo­lu­cio­na­ria de Tra­ba­ja­do­res y Tra­ba­ja­do­ras (Spa­gna); Sulem Estra­da, Miriam Her­nan­dez e Mes­si­co Cabal­le­ro prr il Movi­mien­to de los Tra­ba­ja­do­res Socia­li­stas (Mes­si­co); Ángel Arias, prr la Liga de Tra­ba­ja­do­res por el Socia­li­smo (Vene­zue­la); Javo Fer­rei­ra, Vio­le­ta Tamayo e Elio Adu­vi­ri per la Liga Obre­ra Revo­lu­cio­na­ria por la Cuar­ta Inter­na­cio­nal (Boli­via); Juan Cruz Fer­re, per Left­Voi­ce (USA); Simo­ne Ishi­ba­shi, Dia­na Assu­nção e Maí­ra Macha­do per il Movi­men­to Revo­lu­cio­ná­rio de Tra­ba­lha­do­res (Bra­si­le); Ste­fan Sch­nei­der, per la Revo­lu­tio­nä­ren Inter­na­tio­na­li­sti­schen Orga­ni­sa­tion (Ger­ma­nia); Damien Ber­nard, Danie­la Cobet e Juan Chin­go per Révo­lu­tion Per­ma­nen­te (Fran­cia); Seba­stián Arti­gas per la Cor­rien­te de Tra­ba­ja­do­res Socia­li­stas (Uru­guay): Dau­no Tóto­ro per il Par­ti­do de Tra­ba­ja­do­res Revo­lu­cio­na­rios (Chi­le) [Fra­zio­ne Inter­na­zio­na­le – Quar­ta Inter­na­zio­na­le (FT-CI) / Ani­ma­no la Red Inter­na­cio­nal di gior­na­li onli­ne La Izquier­da Dia­rio in fran­ce­se, ingle­se, tede­sco, por­to­ghe­se, spa­gno­lo e cata­la­no].

Gia­co­mo Tur­ci, Scil­la Di Pie­tro – Fra­zio­ne Inter­na­zio­na­li­sta Rivo­lu­zio­na­ria (FIR) / La Voce del­le Lot­te; Mas­si­mo Civi­ta­ni – SI Cobas, coor­di­na­men­to di Roma (Ita­lia).

Romi­na del Plá, Néstor Pitro­la, Jor­ge Alta­mi­ra, Mar­ce­lo Ramal, Gabriel Sola­no diri­gen­ti del Par­ti­do Obre­ro (Argen­ti­na).

Rafael Fer­nán­dez, Nata­lia Lei­va, Lucía Sio­la e Nico­lás Mar­re­ro, diri­gen­ti del Par­ti­do de los Tra­ba­ja­do­res (Uru­guay).

Phi­lip­pe Pou­tou, Oli­vier Besan­ce­not, Alain Kri­vi­ne y Chri­sti­ne Pou­pin per la dire­zio­ne del Nou­veau Par­ti Anti­ca­pi­ta­li­ste (Fran­cia).

Gaël Qui­ran­te, Sud Poste 92 (Fran­cia), Anas­se Kazib, Sud Rail (Fran­cia) e Vin­cent Duse, CGT PSA Mulhou­se (Fran­cia). Nou­veau Par­ti Anti­ca­pi­ta­li­ste (Fran­cia).

Natha­lie Arthaud, por­ta­vo­ce nazio­na­le; Arlet­te Laguil­ler ex-euro­de­pu­ta­ta; Armo­nia Bor­des ex-euro­de­pu­ta­ta; Chan­tal Cau­quil ex-euro­de­pu­ta­ta per Lut­te Ouvriè­re (Fran­cia).

Gui­lher­me Bou­los, ex-can­di­da­to a pre­si­den­te per il PSOL e coor­di­na­to­re del Movi­men­to dos Tra­ba­lha­do­res Sem Ter­ra (Bra­si­le).

Mar­ce­lo Frei­xo, depu­ta­to fede­ra­le del PSOL, Rio de Janei­ro (Bra­si­le).

Tar­ci­sio Mot­ta, con­si­glie­re del PSOL, Rio de Janei­ro (Bra­si­le).

Julia­no Medei­ros, pre­si­den­te nacio­nal del PSOL.

Per il Movi­men­to Esquer­da Socia­li­sta: Julia­no Mes­si­co, pre­si­den­te nazio­na­le del PSOL; Lucia­na Gen­ro, ex-can­di­da­ta a pre­si­den­te, depu­ta­ta sta­ta­le (PSOL); Rober­to Robai­na, dire­zio­ne nazio­na­le del PSOL; Israel Dutra, segre­ta­rio del RI del PSOL; Pedro Fuen­tes, redat­to­re del Por­ta­le di Esquer­da em Movi­men­to, dire­zio­ne del MES (Movi­men­to Esquer­da Socia­li­sta). Fer­nan­da Mel­chion­na, David Miran­da, Sâmia Bom­fim, depu­ta­ti fede­ra­li (PSOL) (Bra­si­le).
Per la Cor­ren­te Socia­li­sta dos Trabalhadores/ PSOL: Babá, con­si­glie­re di Rio de Janei­ro (PSOL); Pedir Rosa, diri­gen­te del SINTUFF e del­la CST/PSOL; Rosi Mes­sias, ese­cu­ti­vo nazio­na­le del PSOL e del­la dire­zio­ne nazio­na­le del­la CST/PSOL (Bra­si­le).

Alan Woods, Ten­den­za Mar­xi­sta Inter­na­zio­na­le, redat­to­re di In Defen­ce of Mar­xi­sm. Rob Sewell, Ten­den­za Mar­xi­sta Inter­na­zio­na­le, redat­to­re di Socia­li­st Appeal (Gran Bre­ta­gna).

Peter Taaf­fe, segre­ta­rio gene­ra­le, SP (Inghil­ter­ra e Gal­les); Tony Sau­nois, segre­ta­rio gene­ra­le, Com­mit­tee for a Wor­kers Inter­na­tio­nal.

Juan Car­los Gior­da­no, Mer­ce­des Petit, diri­gen­ti di Izquier­da Socia­li­sta, (Argen­ti­na); Orlan­do Chi­ri­no, Par­ti­do, Socia­li­smo y Liber­tad (Vene­zue­la); Enri­que Fer­nán­dez Cha­cón, UNIOS (Perú); Enri­que Gómez Del­ga­do, Movi­mien­to al Socia­li­smo (Mes­si­co). [Uni­dad Inter­na­cio­nal de los Tra­ba­ja­do­res-Cuar­ta Inter­na­cio­nal (UIT-CI)]

Ale­jan­dro Bodart, Ser­gio Gar­cía, Cele­ste Fier­ro, Vil­ma Ripoll, Guil­ler­mo Paca­gni­ni, Maria­no Rosa per il Movi­mien­to Socia­li­sta de los Tra­ba­ja­do­res (Argen­ti­na) e Anti­ca­pi­ta­li­stas en Red-IV Inter­na­cio­nal.

Pau­la Quin­tei­ro (depu­ta­ta nel par­la­men­to gali­zia­no); Raul Car­ma­go (depu­ta­to, Asam­blea de Madrid); Jesús Rodrí­guez (eco­no­mi­sta); Ánge­la Agui­le­ra (depu­ta­ta nel par­la­men­to anda­lu­so); Ana Vil­la­ver­de (depu­ta­ta nel par­la­men­to anda­lu­so); Mes­si­co Gar­cía (depu­ta­ta nel par­la­men­to anda­lu­so); Sonia Far­ré ( depu­ta­ta nel par­la­men­to spa­gno­lo). [Anti­ca­pi­ta­li­stas (Spa­gna)]

Fran­co Turi­gliat­to, ex-sena­to­re del Par­ti­to del­la Rifon­da­zio­ne Comu­ni­sta, dire­zio­ne nazio­na­le di Sini­stra Anti­ca­pi­ta­li­sta (Ita­lia).

Thiess Gleiss, mem­bro del­la dire­zio­ne nazio­na­le del par­ti­to Die Lin­ke (Ger­ma­nia); Lucy Red­ler, mem­bro del­la dire­zio­ne nazio­na­le del par­ti­to Die Lin­ke y por­ta­vo­ce del SAV (Ger­ma­nia).

Manuel Agui­lar Mora, sto­ri­co, Uni­ver­si­dad Autó­no­ma de Mes­si­co, diri­gen­te del­la Liga por la Uni­dad Socia­li­sta (Mes­si­co). Roman Mun­guia Hua­to, Ismael Con­tre­ras Pla­ta, Liga por la Uni­dad Socia­li­sta e Movi­mien­to de Recon­struc­ción Sin­di­cal del magi­ste­rio (Mes­si­co).

Edgard San­chez, diri­gen­te Par­ti­do Revo­lu­cio­na­rio de los Tra­ba­ja­do­res (Mes­si­co).
José Luis Her­nán­dez Aya­la, Pedro Gel­lert, Hea­ther Dash­ner Monk, Mar­cos Fuen­tes, Emi­lio Tél­lez Con­tre­ras e Héc­tor Vala­dez Geor­ge, com­po­nen­ti del­la Coor­di­na­do­ra Socia­li­sta Revo­lu­cio­na­ria (Mes­si­co).

Cuau­h­té­moc Ruiz Ortiz, per il Par­ti­do Obre­ro Socia­li­sta del Mes­si­co.

Col­let­ti­vo Comu­ni­smo e Liber­da­de (Rio de Janei­ro, Bra­si­le).

Comu­na (Rio de Janei­ro, Bra­si­le).

Alan Maass, edi­to­re del Socia­li­st Wor­ker e SocialistWorker.org, Inter­na­tio­nal Socia­li­st Orga­ni­za­tion.

José Luis Her­nán­dez Aya­la, Pedro Gel­lert, Hea­ther Dash­ner Monk, Mar­cos Fuen­tes, Emi­lio Tél­lez Con­tre­ras e Héc­tor Vala­dez Geor­ge, com­po­nen­ti del­la Coor­di­na­do­ra Socia­li­sta Revo­lu­cio­na­ria (Mes­si­co).

Baba Aye per il Socia­li­st Wor­kers Lea­gue (Nige­ria).

Savas Michael-Matsas, scrit­to­re, segre­ta­rio dell’EEK (Wor­kers Revo­lu­tio­na­ry Par­ty) (Gre­cia).

Kate­ri­na Matsas, psi­chia­tra, mem­bro dell’EEK (Gre­cia).

Zé Maria, pre­si­den­te nazio­na­le del PSTU (Bra­si­le).

Vera Lúcia, diri­gen­te e can­di­da­ta alla pre­si­den­za del­la Repub­bli­ca per il PSTU nel­le ele­zio­ni del 2018 (Bra­si­le).

Rubén Qui­ran­te Román, María José Teruel Gar­cía, Adrián Mora Gon­zá­lez y Tomás Mar­tí­nez Peña, mem­bri del­la Dire­zio­ne poli­ti­ca sta­ta­le di Izquier­da Anti­ca­pi­ta­li­sta Revo­lu­cio­na­ria IZAR,

Ale­jan­dro Gar­cía Fer­rer, respon­sa­bi­le del set­to­re alber­ghie­ro di CCOO Gra­na­da, Jor­ge Gar­cía Gar­cía, respon­sa­bi­le dell’organizzazione di USTEA, eJa­vier Val­dés Cano, dele­ga­to sin­da­ca­le di USTEA Gra­na­da (Sta­to Spa­gno­lo).

 “Uni­ver­si­ta­rios por el Socia­li­smo”, UNGS (Argen­ti­na).

Sun­gur Savran (Revo­lu­tio­na­ry Wor­kers Par­ty, DIP), pre­si­den­te (Tur­chia).

Levent Dölek (Revo­lu­tio­na­ry Wor­kers Par­ty, DIP), vice­pre­si­den­te (Tur­chia).

Vale­rio Tor­re per il Col­let­ti­vo “Assal­to al cie­lo” (Ita­lia).

Stream of labor strug­gle (Egit­to).

Abdel Raouf Bati­kh, Socia­li­st Jour­na­li­st (Egit­to).

The Socia­li­st Alter­na­ti­ve (Iraq).

Asso­cia­tion of Labor left (Tuni­sia).

Sosya­li­st Demo­kra­si İçin Yeni Yol (Tur­chia)

Ira­nian Bol­she­vik Leni­ni­st Ten­den­cy (Iran)

Mar­co Fer­ran­do, Fran­co Gri­so­lia, Par­ti­to Comu­ni­sta dei Lavo­ra­to­ri (Ita­lia)