Assalto al cielo

Il tratto davvero incontestabile della rivoluzione è l'irruzione violenta delle masse negli avvenimenti storici (L.D. Trotsky, Storia della rivoluzione russa)

Polemica, Storia del movimento operaio

Netflix e il governo russo uniti nelle calunnie contro Trotsky

La manchette della serie "Trotsky" proposta da Netflix

Netflix e il governo russo uniti nelle calunnie contro Trotsky

 

Esteban Volkov, nipote di Lev Trotsky, e il Ceip “León Trotsky” (Centro de Estudios, Investigaciones y Publicaciones) d’Argentina e del Messico, insieme a intellettuali ed esponenti politici, sindacali e di movimento di tutto il mondo, contestano le menzogne sul rivoluzionario russo diffuse nella serie “Trotsky”, disponibile su Netflix. Dal canto nostro, riprendiamo e rilanciamo, insieme a anticapitalista.org e a lavocedellelotte.it, la versione italiana della dichiarazione, che sottoscriviamo integralmente.

 

Recentemente, l’azienda statunitense Netflix ha reso disponibile la miniserie “Trotsky” diretta da Alexander Kott e Konstantin Statsky e apparsa per la prima volta sul popolare “Primo Canale” della tv di Stato russa nel novembre 2017. A cento anni dalla rivoluzione russa, Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, e indirettamente dello stesso canale televisivo, ha scelto Trotsky come protagonista per questa mega produzione di otto episodi.
Se teniamo conto del passato stalinista di Putin come direttore del Kgb e della sua nostalgia evidente per la “grande” Russia zarista, non potevamo certo aspettarci una serie che riflettesse onestamente e obiettivamente la figura storica e l’opera di chi fu, insieme a Lenin, il più importante dirigente della Rivoluzione d’ottobre. Qual è l’obiettivo di Putin nel riproporre queste falsificazioni? Perché denigrare i rivoluzionari quando in Russia il capitalismo è già stato restaurato e nulla sembra opporsi alla nuova borghesia russa né allo stesso Putin, che governa da 18 anni? Perché Netflix, che entra nelle case di milioni di persone nel mondo, presenta questa serie?
Evidenziamo alcune delle principali falsificazioni della serie:

  1. Secondo gli autori stessi, non si tratta di un documentario, ma si dice che la serie è basata su fatti reali. Tuttavia, sono le stesse falsificazioni che utilizzarono gli imperialisti, lo zarismo e lo stalinismo per reprimere Trotsky e i suoi quando avanzava la burocratizzazione dell’URSS. Tutte queste falsificazioni furono respinte dalla Commissione Dewey formata da illustri personalità apartitiche nel 1937 in Messico.
  2. Contro qualsiasi evidenza storica e contraddicendo le testimonianze di amici, congiunti e nemici, la personalità di Trotsky appare egocentrica, messianica, autoritaria, disumana, criminale, competitiva – il tutto sempre legato alle sue origini ebraiche. Nella sua vecchiaia soffre di allucinazioni, tormentato dal rimorso dei suoi crimini durante la rivoluzione.
  3. Jackson (Ramón Mercader) è un giornalista stalinista onesto, critico e sensibile che instaura una lunga relazione con Trotsky per scrivere la sua biografia, cosa che Trotsky sembra accettare. Ma in realtà Trotsky non conosceva l’adesione di Mercader allo stalinismo e il loro rapporto si limitò a brevi incontri sempre su iniziativa di Mercader che, come membro del Nkvd, era stato incaricato da Stalin di assassinare Trotsky.
  4. Nella ricostruzione delle rivoluzioni russe, si mostrano gli operai, i contadini, i soldati e il popolo russo manipolati da leader ambiziosi come Lenin e Trotsky che decidono al posto loro. I soviet del 1905 vengono spregiativamente presentati come meri teatri in cui tenere i loro discorsi. Non c’è lotta di classe, tutto è confronto e vendetta tra individui. La rivoluzione del 1917 non fu solo uno dei più grandi e radicali movimenti di massa nella storia contro lo zarismo, ma anche contro il provvisorio governo borghese e la controrivoluzione di Kornilov tramite l’instaurazione del potere dei soviet, con la partecipazione come protagonisti degli sfruttati e degli oppressi, guidati dal partito bolscevico. La serie, d’altra parte, punta a presentare la rivoluzione come una lotta meschina per il potere, e i rivoluzionari come psicopatici manipolatori.
  5. Distorce tutte le relazioni di Trotsky con le donne. Una grande bolscevica come la sua prima moglie Aleksandra diventa una casalinga che Trotsky abbandona con le sue due figlie. Natalia, la sua seconda moglie, conquista Trotsky per la sua bellezza e, da sposata, diventa una casalinga dedita al lavoro di cura e ai figli (ignorati da Trotsky, che è in grado di usarli come scudi umani in un presunto tentativo di assassinio durante la rivoluzione) e fare da segretaria personale al marito. La morte dei quattro figli (rispetto alla quale nulla si dice circa le responsabilità dello stalinismo) è una delle colpe che lo perseguita fino alla morte. Larissa Rejssner è una femme fatale, compagna (soprattutto sessuale) e segretaria di Trotsky nel treno blindato. Ma la verità è che Aleksandra Sokolovskaia era la dirigente del primo circolo marxista a cui aderì Trotsky all’età di 16 anni. I due furono deportati in Siberia con le loro due figlie e fu lei ad aiutare Trotsky a fuggire dalla Siberia, decidendo di rimanere in Russia. Natalia Sedova era membro del commissariato sovietico all’educazione dopo la rivoluzione. Le quattro figlie e figli di Trotsky hanno sostenuto la militanza dei loro genitori, in particolare Leon Sedov, il più stretto collaboratore di Trotsky e promotore nonché principale organizzatore dell’Opposizione di sinistra russa in clandestinità. Larissa Rejssner ha scritto sulla guerra civile, ma non sul treno blindato. Aveva una posizione importante nella quinta armata come nella rivoluzione in generale. Si imbarcò nella flotta del Volga, prese parte ai combattimenti e partecipò alla rivoluzione tedesca: fu uno dei più eminenti militanti bolscevichi fino alla sua morte nel 1926.
  6. Il rapporto con Lenin prima e durante la rivoluzione è presentato come una lotta fra ego e accordi per convenienza, al punto che Lenin vuole gettare da un balcone Trotsky. Stalin è il segretario di Lenin. Al momento dell’insurrezione di ottobre, Lenin, fino ad allora nascosto, ricompare di fronte a Trotsky quando questi si domanda dov’egli si trovi, e solo dopo che la rivoluzione ha già trionfato. La serie occulta il fatto che già dal settembre 1917 Lenin stava combattendo contro il Comitato Centrale del partito bolscevico sull’immediata necessità dell’insurrezione che, d’accordo con Trotsky, sarebbe stata l’inizio della dittatura del proletariato. Dopo la presa del potere e aspettando la sessione del Congresso dei Soviet, i due andarono insieme a riposare su alcune coperte sul pavimento, dove parlarono degli ultimi dettagli della conquista del potere. Riguardo alla vera visione di Lenin di Stalin, si può leggere il suo testamento e le sue critiche sui metodi “sciovinisti gran russi” nella questione georgiana.
  7. Durante i negoziati di Brest-Litovsk con l’impero tedesco, Trotsky ordinò di distribuire opuscoli “sovversivi” per provocare una ribellione contro il Kaiser: ribellione che fallì giustificando l’offensiva tedesca. Gli ex generali zaristi vengono presentati come i principali oppositori alla firma del trattato, mentre in realtà chi davvero era contrario erano i socialisti rivoluzionari. Nella serie, Jackson incolpa Trotsky di non aver difeso la Russia con i cosacchi. Qui si riflette la visione filo‑zarista di Putin. La serie omette che il Congresso dei Soviet aveva approvato il decreto di pace per la Russia nella Prima guerra mondiale (una delle grandi rivendicazioni delle masse russe) e che, di fronte alla mancata risposta da parte degli alleati, la Russia dové iniziare i negoziati con la Germania, la cui socialdemocrazia sosteneva la guerra del proprio imperialismo. Sia Lenin che Trotsky vedevano i negoziati di Brest come una tribuna per promuovere la rivoluzione mondiale, specialmente quella tedesca.
  8. Quando Trotsky è incaricato di formare l’Armata rossa, lo si rappresenta mentre dirige il treno blindato come una rock star, un sex symbol e un assassino, che approva persino una strage di persone al seguito di un corteo funebre. Si sostiene che nel 1918 sarebbe stato organizzato un presunto ammutinamento a Kronstadt (che invece avvenne nel 1921) per contrastare il quale Trotsky avrebbe portato accuse inventate e falsi testimoni per poter applicare la pena di morte al leader dell’insubordinazione. La serie fa riferimento solo all’offensiva ceca e non a quella di quattordici eserciti imperialisti e dell’armata bianca zarista che l’Armata rossa dové affrontare nella vastità del territorio sovietico. Neppure si ricordano gli anni del blocco economico imperialista. Rispetto a Kronstadt, occorre considerare che la composizione della sua guarnigione era totalmente diversa da quella del 1917, quando era stata l’avanguardia della rivoluzione. Una conferma della natura controrivoluzionaria dell’ammutinamento è stata la comparsa della notizia, già due settimane prima degli eventi, sulla stampa internazionale e su quella degli esuli russi. Trotsky evidenzierà anche la reazione al rialzo delle borse dopo la notizia dell’ammutinamento di Kronstadt.
  9. La fondazione della Terza Internazionale nel 1919 non viene nominata, sebbene Trotsky dichiari la sua ambizione di conquistare il mondo. Per la serie, la storia della rivoluzione si conclude con la morte di Lenin. Vale a dire, non compaiono né l’Opposizione di sinistra fondata da Trotsky né l’era controrivoluzionaria di Stalin, i processi di Mosca, gli arresti, le torture, la reclusione in campi di concentramento e le fucilazioni inflitte a quasi tutti i dirigenti bolscevichi della rivoluzione e a chiunque fosse sospettato di essere un oppositore del regime di potere burocratico. Mettendo sottosopra la storia, tutti questi crimini sono attribuiti a Trotsky, compreso l’omicidio dei Romanov: un’altra bugia, poiché né Lenin né Trotsky diedero personalmente quell’ordine.
  10. Solo nell’ultimo capitolo, appare su una targa il vero nome di Jackson e qualcuno che gli chiede di compiere la sua missione quel giorno: Trotsky, malato, chiede a Jackson di venire a casa sua. Nel frattempo arriva un telegramma dall’ambasciata canadese che avverte Trotsky della falsa identità di Jackson. Trotsky colpisce Mercader, che gli risponde colpendolo con un piccone appeso al muro della stanza di Trotsky; la serie suggerisce che il rivoluzionario russo avrebbe cercato di farsi attaccare dal falso giornalista provocandolo. La ricostruzione dell’attentato è ancora una volta un falso: nasconde che Stalin voleva far eseguire la condanna a morte di Trotsky prima dell’inizio della Seconda guerra mondiale, poiché consapevole che la guerra avrebbe potuto portare alla rivoluzione politica che Trotsky aveva previsto per l’Urss. Per questo e per la prospettiva della rivoluzione sociale nei paesi capitalisti, Trotsky e i suoi seguaci fondarono la Quarta Internazionale. In un incontro fra Hitler e l’ambasciatore francese Coulondre nell’agosto del 1939, quest’ultimo dice «Stalin ha abusato del doppio gioco», e che in caso di guerra «il vero vincitore sarà Trotsky». Le borghesie imperialiste diedero allo spettro della rivoluzione un nome proprio. Ma la serie è una giustificazione per l’omicidio di questo presunto “mostro” di nome Trotsky.

I sottoscritti ripudiano questa falsificazione che cerca di seppellire l’evento più importante dal punto di vista della lotta per l’emancipazione delle classi lavoratrici dallo sfruttamento capitalista e dall’oppressione, insieme all’opera che ci hanno lasciato in eredità i suoi migliori dirigenti.

Esteban Volkov (nipote di Trotsky)

e

Ceip (Centro de Estudios, Investigaciones y Publicaciones) “León Trotsky” (Argentina, Mexico)

Aderiscono:

Fredric Jameson, professore, Duke University (USA).
Nancy Fraser, sociologa, professoressa, The New School – New York, socialista (USA).
Slavoj Žižek, filósofo e sociologo.
Robert Brenner, storico, UCLA, direttore del Centro di Storia Sociale e Storia Comparata (USA).
Mike Davis, scrittore (California, USA).
Michael Löwy, direttore emerito, CNRS, Pargi (Francia).
Michel Husson, economista (Francia).
Stathis Kouvélakis, filosofo, King’s College (Gran Bretagna).
Franck Gaudichaud, politologo, Università di Grenoble-Alpi (Francia).
Ricardo Antunes, docente titolare di Sociologia dell’Università Statale Campinas, Unicamp (Brasile).
Eric Toussaint, dottore in scienze politiche e storico, Università di Liegi (Belgio).
Alex Callinicos, professore di studi europei, dipartimento di studi europei ed internazionali, King’s College (Gran Bretagna).
Suzi Weissman, professoressa di politica, Saint Mary’s College della California, Radio Jacobin, co-produttrice del documentario di prossima pubblicazione “Trotsky: l’uomo più pericoloso del mondo” (USA).
Sebastian Budgen, editore, Verso (Londra – New York).
Catherine Samary, economista, Università di Parigi Dauphiné (Francia).
Isabelle Garo, filosofa (Francia).
Bhaskar Sunkara, editore di Jacobin (New York, Usa).
Eduardo Grüner, sociologo e saggista (Argentina).
Christian Castillo, sociologo e professore, UBA e UNLP (Argentina).
Horacio González, sociologo e saggista, ex-direttore della Biblioteca Nacional (Argentina).
Gabriel García Higueras, storico, Università di Lima (Perù).
Pierre Rousset, Europe Solidaire et sans Frontières (Francia).
Valerio Arcary, professore titolare, Instituto Federal de San Pablo – IFSP (Brasile).
Jorge Alemán, psicanalista e scrittore (Argentina/Spagna).
Paul Le Blanc, professore di Storia, La Roche College Pittsburgh, Pennsylvania (USA).
Alejandro Horowicz, professore di Mutamenti nel sistema politico mondiale, Sociologia, UBA (Argentina).
Elsa Drucaroff, saggista, scrittrice e docente (Argentina).
Tithi Bhattacharya, professoressa di Storia, Università Purdue (USA).
Andrea D’Atri, dott.ssa in Psicologia (UBA), fondatrice della corrente Pan y Rosas (Argentina).
Cinzia Arruzza, professoressa associata di filosofía alla The New School for Social Research, New York (USA).
Warren Montag, Occidental College (Los Angeles, USA).
Gilbert Pago, professore di Storia, ex-direttore della IUFM Martinica, specialista in Storia del Caribe e delle Antille francesi, e y in Storia delle Donne in questi paesi.
Claudio Katz, economista, docente della UBA, ricercatore presso il CONICET, membro di Economistas De Izquierda (Argentina).
Jaime Pastor, politologo, Universidad Nacional de Enseñanza a Distancia (Spagna).
Massimo Modonesi, storico, sociologo y politologo, professore della Universidad Nacional Autónoma (Messico).
Charles-André Udry, direttore di Editions Page 2 e del sito A l’encontre (alencontre.org) (Svizzera).
Charles Post, sociologo, The City University of New York (USA).
Jean-Jacques Marie, storico (Francia).
Olga Fernández Ordoñez, figlia di Carlos Fernández, guardia di Trotsky nel suo esilio in Messico (Messico).
Emmanuel Barot, filosofo, Università di Tolosa “Jean Jaurès” (Francia).
Srecko Horvat, filosofo (Croazia).
Mihai Varga, sociologo, Libera Università di Berlino (Germania/Romania).
Pablo Bonavena, sociologo, docente alla Universidad Nacional de La Plata y Universidad de Buenos Aires (Argentina).
Jorge Gonzalorena Döll, sociologo e storico (Cile).
Paolo Casciola, storico e direttore del sito www.aptresso.org (Italia)
Ted Stolze, dipartimento di filosofia, Cerritos College, Norwalk (USA).
Guillermo Almeyra, storico, (UNAM y UAM-X/Messico, UBA/Argentina).
Alejandro Schneider, storico, UBA/UNLP (Argentina).
Osvaldo Coggiola, Università di San Paolo USP (Brasile).
Juan Fajardo, direttore della sezione spagnola del Marxist Internet Archive.
Pablo Pozzi, storico, Università di Buenos Aires (Argentina).
Hernán Camarero,ricercatore e storico, Università di Buenos Aires (Argentina).
Miguel Vedda, Facoltà di Filosofia e Lettere, UBA (Argentina).
Darren Roso, ricercatore indipendente, Melbourne (Australia).
Daniel Gaido, storico, Universidad Nacional de Córdoba (Argentina).
Alicia Rojo, storica, Università di Buenos Aires (Argentina).
Edwy Plenel, giornalista, direttore di Mediapart (Francia).
Helmut Dahme, sociologo, professore, Vienna (Austria).
Eric Aunoble, storico, Ginevra (Svizzera).
Samuel Farber, storico, The City University of New York (USA).
G. M. Tamás, filosofo, Università dell’Europa Centrale (Budapest, Ungheria).
Checchino Antonini, giornalista, direttore de L’Anticapitalista (Italia).
Fernando Rosso, giornalista, La Izquierda Diario (Argentina).
Iuri Tonelo, editore del portale Esquerda Diário e dottorando in Sociologia presso l’Università Statale di Campinas (Brasile).
Paula Varela, politologa e docente, Università di Buenos Aires (Argentina).
David Walters, amministratore della Enciclopedia del Trotskysmo online / Marxists Internet Archive.
Jean Batou, professore di Storia Internazionale, Università di Lausanne (Svizzera).
Ugo Palheta, sociologo, Università di Lille, direttore de Contretemps web (Francia).
Francesca Gargallo Celentani, scrittrice e femminista (Messico).
Esteban Mercatante, economista, staff di Ideas de Izquierda e La Izquierda Diario (Argentina).
Ariane Díaz, dottoressa di Lettere, Università di Buenos Aires (Argentina).
Mathieu Bonzom, professore di Studi Nordamericani, Università di Parigi 1, Panthéon-Sorbonne (Francia).
Eduardo Lucita, membro di Economistas de Izquierda (Argentina).
Carlos Rodríguez, giornalista, Página 12 (Argentina).
Juan Dal Maso, Casa Marx Neuquén (Argentina).
Leonidas “Noni” Ceruti, storico (Rosario, Argentina).
Alma Bolón, professoressa titolare di Letteratura Francese presso l’Instituto de Letras de FHCE, Universidad de la República. (Uruguay).
Manuel Garí, economista, (Spagna).
Bernhard H. Bayerlein, storico e studioso del Romanzo, Università della Ruhr (Bochum, Germania).
Paula Bach, economista, Universidad de Buenos Aires (Argentina).
Edison Urbano, direttore della Revista Ideas De Esquerda (Brasile).
Gabriela Liszt, ricercatrice del CEIP León Trotsky (Argentina).
Gastón Gutiérrez, rivista Ideas de Izquierda (Argentina).
Andrea Robles, redattrice, Ediciones IPS- CEIP (Argentina).
Matías Maiello, sociologo, Universidad de Buenos Aires (Argentina).
Brais Fernández, rivista Viento Sur (Spagna).
Omar Vazquez Heredia, dottore in Scienze Sociali presso la Universidad de Buenos Aires (Venezuela)
Jean Baptiste Thomas, professore di studi ispanici, Scuola Politecnica (Parigi, Francia).
Ariel Petruccelli, Historia UNCo (Neuquén, Argentina).
Wladek Flakin, storico, Berlín (Germania).
Jamila M.H. Mascat, filosofa, Università di Utrecht (Olanda).
Vera Aguiar Cotrim, post-dottoranda in Filosofia, USP e docente di Filosofia presso la Facoltà Paulista di Servizio Sociale di San Caetano del Sud (FAPSS-SCS) (Brasile).
Anthony Arnove, editore, Haymarket Books (Chicago, USA).
Pablo Oprinari, sociologo e coordinatore di Ideas de Izquierda (Messico).
Nick Brauns, storico e giornalista (Berlino, Germania).
Filippo Del Lucchese, Università di Brunel, Londra (Gran Bretagna).
Antonio Moscato, storico, Università del Salento-Lecce (Italia).
Silvia Aguilera, redattrice LOM ediciones (Cile).
Paulo Slachevsky, redattore LOM ediciones (Cile).
Beatriz Abramides, professoressa della PUCSP e dirigente di APROPUCSP (Brasile).
Renato Lemos, professore e ricercatore, Istituto di Storia dell’Università Federale di Rio de Janeiro (Brasile).
Bill V. Mullen, professore di Studi Americani e Globali, Università Purdue (Indiana/USA).
Susan Ferguson, professoressa associata in Media digitali e Giornalismo, Università Wilfrid Laurier (Canada).
Elaine Behring, docente associata di Servizio Sociale UERJ, Università Statale Rio de Janeiro (Brasile).
Pedro Campos, storico e docente della UFRRJ, Università Federale Rurale di Rio de Janeiro (Brasile).
Antonio Liz, storico (Spagna).
Jorge Luiz Souto Maior, professore di Diritto, USP (Brasil).
Josefina L. Martínez, giornalista e storica (Spagna).
Cynthia Lub, dottoressa di Storia, Universidad de Barcelona (Spagna).
Sean Purdy, docente di Storia, Università di San Paolo (Brasile).
Felipe Demier, storico e professore di Servizio Nazionale presso la UERJ, Università Statale di Rio de Janeiro (Brasile).
Lívia Cotrim, sociologa e ricercatrice del Nehtipo della Pontificia Università Cattolica-SP (Brasile).
Stéfanie Prezioso, professoressa di Storia Internazionale, Università di Lausanne (Svizzera).
Florian Wilde, storico, Berlino (Germania).
Jean-Numa Ducange, storico, Università di Rouen (Francia).
Pelai Pagès, dottore in Storia e professore della Universidad de Barcelona (Spagna).
Gonzalo Adrian Rojas, docente di Scienze Politiche presso l’Unviersità Federale di Campina Grande (Brasile).
Martín Cortés, Facoltà di Scienze Sociali, Universidad de Buenos Aires (Argentina).
Pepe Gutiérrez-Álvarez, vicepresidente della Fundación Andreu Nin (Barcellona/Spagna).
Francisco Cantamutto, economista, Sociedad de Economía Crítica (Argentina).
Diego Lotito, giornalista, IzquierdaDiario.es (Spagna).
Tatiana Cozzarelli, comitato editoriale di LeftVoice, componente del Gruppo Femminista Socialista dei Democratic Socialists of America di New York (USA).
Juan Duarte, docente, Universidad de Buenos Aires (Argentina).
Lucía Nistal, ricercatrice, Universidad Autónoma de Madrid (Spagna).
Pablo Anino, economista, Universidad de Buenos Aires (Argentina).
Mercedes D’Alessandro, dottoressa in Economia, co-fondatrice di Economía feminista (Argentina).
Gastón Remy, economista e docente FCE, Universidad Nacional de Jujuy (Argentina).
Alfredo Fonticelli, giornalista culturale (Uruguay).
Demian Melo, professore di Storia presso l’Università Federale Fluminense UFF (Brasile).
Simon Bousquet, presidente sindacale Centro Cultural Gabriela Mistral (Cile).
Alfonso Claverías, biografo di Joaquín Maurín, deputato di Podemos, Huesca (Spagna).
Andy Durgan, storico, dottore di Storia presso l’Università di Londra (Gran Bretagna).
Javier Maestro, storico y professore di Storia presso laUniversidad Complutense de Madrid (Spagna).
Aldo Casas, antropologo, saggista, consiglio di redazione di Herramienta (Argentina).
Nora Ciapponi, militante socialista (Argentina).
Mike Goldfield, professoree emerito di Relazioni Industriali e Risorse Umane, Università Statale Wayne (Detroit, USA).
Hebert Benítez Pezzolano, professore e ricercatore in Lettere, Universidad de la República (Uruguay).
Leonardo Flamia, giornalista culturale (Uruguay).
Rolf Wörsdörfer, docente, Universidad Tecnica diDarmstadt (Germania).
Joel Ortega Juárez, attivista del 68, insegnante di giornalismo e professore in pensione della UNAM (Messico).
Claudio Albertani, professore della Universidad Autónoma de la Ciudad de México (Messico).
Héctor Sotomayor, professore e ricercatore presso la Benemérita Universidad Autónoma de Puebla (Messico).
David Pavón Cuéllar, psicologo y filosofo, professore della Universidad Michoacana de San Nicolás de Hidalgo (Messico).
António Louçã, storico e giornalista nella televisione pubblica portoghese RTP.
Claudia Mazzei Nogueira, docente, Unifesp-BS (Brasile).
Livia Vargas González, filosofa, professoressa universitaria e dottoranda in Storia UCV-UFOP (Venezuela/Brasile).
Raquel Barbieri Vidal, direttore di scena del Teatro Colón de Buenos Aires (Argentina).
John Barzman, professore di Storia presso l’Università di Le Havre (Francia).
Patrick Silberstein, medico, redattore di Éditions Syllepse (Francia).
Alejandro Gálvez Cancino, professore dell’Universidad Autónoma Metropolitana, (Messico).
Sandy McBurney, membro del Labour Party, Glasgow, (Scozia).
Romero Venancio, docente di Filosofia dell’Università Federale di Sergipe (Brasile).
Fabiane Tejada, docente di Arti dell’Università Federale di Pelotas (Brasile).
Luciano Mendonça, docente di Storia presso la UFGC (Brasile).
Gabriel Eduardo Vitullo, docente di Scienze Sociali presso l’Università Federale di Rio Grande del Nord (Brasile).
Max Delupi, giornalista e attore (Córdoba, Argentina).
Joseph Serrano, dottorando, UC Berkeley (USA).
Diego Giachetti, storico (Torino, Italia).
Gloria Rodríguez, direttrice NET (Núcleo de Estudios del Trabajo y la Conflictividad Social), docente della Facultad de Humanidades y Artes UNR (Rosario, Argentina).
Laura Sotelo, docente della Facultad de Psicología della UNR. Direttrice del Centro de Estudios de Teoría Crítica (Rosario, Argentina).
Jean Georges Almendras, giornalista (Uruguay).
Esteban Fernández, professore di filosofia della UCR e dirigente di Organización Socialista (Messico).
Virgínia Fontes, storica, Università Federale Fluminense (UFF) (Brasile).
Eurelino Coelho, storico dell’Università Statale di Feira de Santana, Bahia (Brasile).
Gustavo Seferian, professore di diritto dell’Università Federale di Lavras (Brasile).
Antonio Oliva, docente della Facultad de Humanidades UNR (Rosario, Argentina).
Ángel Oliva, docente della Facultad de Psicología UNR (Rosario, Argentina).
Hugo Cavalcanti Melo Filho, professore di diritto dell’Università Federale di Pernambuco (Brasile).
Rosana Núbia Sorbile, professoressa di Storia presso l’IFSP (Brasile).
Maria Silvia Betti, professoressa di Lettere presso l’USP (Brasile).
Miguel Candioti, dottore in studi umanistici, docente e ricercatore della Universidad Nacional de Jujuy (Argentina).
Sara Granemann, docente dell’Università Federale di Rio de Janeiro (Brasile).
Isabella de Faria Bretas, dottoranda, UFG, Universidade Nova de Lisboa (Portogallo).
Franklin Jones Santos do Amarante, articolatore culturale (Brasile).
Fábio Resende, attore e direttore teatrale (Brasile).
Maxwell Santos Raimundo, attore e musicista (Brasile).
Ademir de Almeida, attore e direttore (Brasile).
Juliana Teixeira Esteves, professoressa di Diritto dell’Università Federale di Pernambuco (Brasile).
Reginaldo Melhado, professore di Diritto dell’Università Statale di Londrina (Brasile).
Dr. Raúl Salas Espindola, Universidad Nacional Autónoma de México (Messico).
David Pavón Cuéllar, Psicologo y filosofo, professore della Universidad Michoacana de San Nicolás de Hidalgo (Messico).
Claudio Albertani, professore della Universidad Autónoma de la Ciudad de México (Messico).
Grijalbo Fernandes Coutinho, giudice del lavoro e dottorando in Diritto per l’Università Federale Minas Gerais (Brasile).
Luís Carlos Moro, avvocato del lavoro (Brasile).
Rosa Maria Marques, economista, professoressa titolare della PUC-SP (Brasile).
Luiz Antonio Dias, vicecoordinatore del PEPG in Storia della PUC/SP (Brasile).
David McNally, professore di Storia, University of Houston (USA)
Iside Gjergji, Centre for Social Studies, Coimbra University (Portogallo)
Corrado Basile, storico, casa editrice Altergraf (Italia)
Rodrigo Quesada Monge, storico, professore in pensione (Costa Messico).
Yurij Castelfranchi, professore, Dipartimento di Sociologia, Università Federale di Minas Gerais (Brasile).
Savana Diniz Gomes Melo, professoressa del PPGE FAE, Università Federale di Minas Gerais (Brasile)
Dr. Raymundo Mier Garza, professore della Universidad Autónoma Metropolitana (Messico)
Telésforo Nava, professore della Universidad Autónoma Metropolitana y de la Universidad Nacional Autónoma de México (Messico)
Msc. David Morera Herrera, sociologo, Universidad Nacional di Costa Messico.
Hugo Cedeño, sociologo, professore alla Universidad Autónoma de Santo Domingo (Repubblica Dominicana)
Pietro Basso, professore di sociologia a Ca’ Foscari/Venezia, internazionalista (Italia)
Fabio Perocco, professore di sociologia a Ca’ Foscari/Venezia (Italia)

Seguono le firme…
Organizzazioni politiche
Nicolás del Caño, Myriam Bregman, Emilio Albamonte per il Partido de Trabajadores por el Socialismo (Argentina); Santiago Lupe prr la Corriente Revolucionaria de Trabajadores y Trabajadoras (Spagna); Sulem Estrada, Miriam Hernandez e Messico Caballero prr il Movimiento de los Trabajadores Socialistas (Messico); Ángel Arias, prr la Liga de Trabajadores por el Socialismo (Venezuela); Javo Ferreira, Violeta Tamayo e Elio Aduviri per la Liga Obrera Revolucionaria por la Cuarta Internacional (Bolivia); Juan Cruz Ferre, per LeftVoice (USA); Simone Ishibashi, Diana Assunção e Maíra Machado per il Movimento Revolucionário de Trabalhadores (Brasile); Stefan Schneider, per la Revolutionären Internationalistischen Organisation (Germania); Damien Bernard, Daniela Cobet e Juan Chingo per Révolution Permanente (Francia); Sebastián Artigas per la Corriente de Trabajadores Socialistas (Uruguay): Dauno Tótoro per il Partido de Trabajadores Revolucionarios (Chile) [Frazione Internazionale – Quarta Internazionale (FT-CI) / Animano la Red Internacional di giornali online La Izquierda Diario in francese, inglese, tedesco, portoghese, spagnolo e catalano].

Giacomo Turci, Scilla Di Pietro – Frazione Internazionalista Rivoluzionaria (FIR) / La Voce delle Lotte; Massimo Civitani – SI Cobas, coordinamento di Roma (Italia).

Romina del Plá, Néstor Pitrola, Jorge Altamira, Marcelo Ramal, Gabriel Solano dirigenti del Partido Obrero (Argentina).

Rafael Fernández, Natalia Leiva, Lucía Siola e Nicolás Marrero, dirigenti del Partido de los Trabajadores (Uruguay).

Philippe Poutou, Olivier Besancenot, Alain Krivine y Christine Poupin per la direzione del Nouveau Parti Anticapitaliste (Francia).

Gaël Quirante, Sud Poste 92 (Francia), Anasse Kazib, Sud Rail (Francia) e Vincent Duse, CGT PSA Mulhouse (Francia). Nouveau Parti Anticapitaliste (Francia).

Nathalie Arthaud, portavoce nazionale; Arlette Laguiller ex-eurodeputata; Armonia Bordes ex-eurodeputata; Chantal Cauquil ex-eurodeputata per Lutte Ouvrière (Francia).

Guilherme Boulos, ex-candidato a presidente per il PSOL e coordinatore del Movimento dos Trabalhadores Sem Terra (Brasile).

Marcelo Freixo, deputato federale del PSOL, Rio de Janeiro (Brasile).

Tarcisio Motta, consigliere del PSOL, Rio de Janeiro (Brasile).

Juliano Medeiros, presidente nacional del PSOL.

Per il Movimento Esquerda Socialista: Juliano Messico, presidente nazionale del PSOL; Luciana Genro, ex-candidata a presidente, deputata statale (PSOL); Roberto Robaina, direzione nazionale del PSOL; Israel Dutra, segretario del RI del PSOL; Pedro Fuentes, redattore del Portale di Esquerda em Movimento, direzione del MES (Movimento Esquerda Socialista). Fernanda Melchionna, David Miranda, Sâmia Bomfim, deputati federali (PSOL) (Brasile).
Per la Corrente Socialista dos Trabalhadores/ PSOL: Babá, consigliere di Rio de Janeiro (PSOL); Pedir Rosa, dirigente del SINTUFF e della CST/PSOL; Rosi Messias, esecutivo nazionale del PSOL e della direzione nazionale della CST/PSOL (Brasile).

Alan Woods, Tendenza Marxista Internazionale, redattore di In Defence of Marxism. Rob Sewell, Tendenza Marxista Internazionale, redattore di Socialist Appeal (Gran Bretagna).

Peter Taaffe, segretario generale, SP (Inghilterra e Galles); Tony Saunois, segretario generale, Committee for a Workers International.

Juan Carlos Giordano, Mercedes Petit, dirigenti di Izquierda Socialista, (Argentina); Orlando Chirino, Partido, Socialismo y Libertad (Venezuela); Enrique Fernández Chacón, UNIOS (Perú); Enrique Gómez Delgado, Movimiento al Socialismo (Messico). [Unidad Internacional de los Trabajadores-Cuarta Internacional (UIT-CI)]

Alejandro Bodart, Sergio García, Celeste Fierro, Vilma Ripoll, Guillermo Pacagnini, Mariano Rosa per il Movimiento Socialista de los Trabajadores (Argentina) e Anticapitalistas en Red-IV Internacional.

Paula Quinteiro (deputata nel parlamento galiziano); Raul Carmago (deputato, Asamblea de Madrid); Jesús Rodríguez (economista); Ángela Aguilera (deputata nel parlamento andaluso); Ana Villaverde (deputata nel parlamento andaluso); Messico García (deputata nel parlamento andaluso); Sonia Farré ( deputata nel parlamento spagnolo). [Anticapitalistas (Spagna)]

Franco Turigliatto, ex-senatore del Partito della Rifondazione Comunista, direzione nazionale di Sinistra Anticapitalista (Italia).

Thiess Gleiss, membro della direzione nazionale del partito Die Linke (Germania); Lucy Redler, membro della direzione nazionale del partito Die Linke y portavoce del SAV (Germania).

Manuel Aguilar Mora, storico, Universidad Autónoma de Messico, dirigente della Liga por la Unidad Socialista (Messico). Roman Munguia Huato, Ismael Contreras Plata, Liga por la Unidad Socialista e Movimiento de Reconstrucción Sindical del magisterio (Messico).

Edgard Sanchez, dirigente Partido Revolucionario de los Trabajadores (Messico).
José Luis Hernández Ayala, Pedro Gellert, Heather Dashner Monk, Marcos Fuentes, Emilio Téllez Contreras e Héctor Valadez George, componenti della Coordinadora Socialista Revolucionaria (Messico).

Cuauhtémoc Ruiz Ortiz, per il Partido Obrero Socialista del Messico.

Collettivo Comunismo e Liberdade (Rio de Janeiro, Brasile).

Comuna (Rio de Janeiro, Brasile).

Alan Maass, editore del Socialist Worker e SocialistWorker.org, International Socialist Organization.

José Luis Hernández Ayala, Pedro Gellert, Heather Dashner Monk, Marcos Fuentes, Emilio Téllez Contreras e Héctor Valadez George, componenti della Coordinadora Socialista Revolucionaria (Messico).

Baba Aye per il Socialist Workers League (Nigeria).

Savas Michael-Matsas, scrittore, segretario dell’EEK (Workers Revolutionary Party) (Grecia).

Katerina Matsas, psichiatra, membro dell’EEK (Grecia).

Zé Maria, presidente nazionale del PSTU (Brasile).

Vera Lúcia, dirigente e candidata alla presidenza della Repubblica per il PSTU nelle elezioni del 2018 (Brasile).

Rubén Quirante Román, María José Teruel García, Adrián Mora González y Tomás Martínez Peña, membri della Direzione politica statale di Izquierda Anticapitalista Revolucionaria IZAR,

Alejandro García Ferrer, responsabile del settore alberghiero di CCOO Granada, Jorge García García, responsabile dell’organizzazione di USTEA, eJavier Valdés Cano, delegato sindacale di USTEA Granada (Stato Spagnolo).

 “Universitarios por el Socialismo”, UNGS (Argentina).

Sungur Savran (Revolutionary Workers Party, DIP), presidente (Turchia).

Levent Dölek (Revolutionary Workers Party, DIP), vicepresidente (Turchia).

Valerio Torre per il Collettivo “Assalto al cielo” (Italia).

Stream of labor struggle (Egitto).

Abdel Raouf Batikh, Socialist Journalist (Egitto).

The Socialist Alternative (Iraq).

Association of Labor left (Tunisia).

Sosyalist Demokrasi İçin Yeni Yol (Turchia)

Iranian Bolshevik Leninist Tendency (Iran)

Marco Ferrando, Franco Grisolia, Partito Comunista dei Lavoratori (Italia)

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