Il tratto davvero incontestabile della rivoluzione è l'irruzione violenta delle masse negli avvenimenti storici (L.D. Trotsky, Storia della rivoluzione russa)

Guerra in Ucraina

I cinque messaggi inviati dal più grande bombardamento aereo effettuato finora dalla Russia nell’operazione speciale

Nell’ultima occa­sio­ne in cui su que­sto sito ci sia­mo spe­ci­fi­ca­men­te inte­res­sa­ti alla guer­ra in Ucrai­na ci ponem­mo l’obiettivo di pro­spet­ta­re «un’analisi che non si limi­ti ai suoi aspet­ti mili­ta­ri o geo­po­li­ti­ci, ma allar­ghi lo sguar­do alle ragio­ni pro­fon­de che lo han­no deter­mi­na­to e che stan­no pro­du­cen­do tut­ta una serie di con­vul­sio­ni a livel­lo glo­ba­le».
Dopo qua­si 700 gior­ni di con­flit­to, quell’analisi è sta­ta pie­na­men­te con­fer­ma­ta dal­la real­tà a quest’ultimo riguar­do: la natu­ra dei con­trap­po­sti inte­res­si poli­ti­ci ed eco­no­mi­ci ogget­to di scon­tro fra il bloc­co Usa‑Nato‑Ue da un lato e Fede­ra­zio­ne Rus­sa dall’altro è emer­sa con ancor più chia­rez­za dal con­flit­to arma­to, rive­lan­do la sostan­za del­le auten­ti­che mire di ognu­no degli atto­ri sul campo.
Non tor­nia­mo per­ciò sull’esame di que­sto aspet­to. Non è anco­ra tem­po per un bilan­cio, che ci ripro­met­tia­mo di trar­re quan­do gli sco­pi dei con­ten­den­ti potran­no dir­si rag­giun­ti (total­men­te o in par­te) oppu­re fru­stra­ti dopo l’atto bel­li­co. Voglia­mo inve­ce bre­ve­men­te sof­fer­mar­ci sui risul­ta­ti mili­ta­ri di un con­flit­to che si avvia al com­pi­men­to del suo secon­do anno.
Pare chia­ro però che, da un pun­to di vista mili­ta­re, Mosca sta vin­cen­do sul cam­po (come peral­tro comin­cia­va a intra­ve­der­si all’epoca del testo cita­to all’inizio di que­ste righe) la guer­ra che Sta­ti Uni­ti e Nato stan­no com­bat­ten­do per pro­cu­ra. La famo­sa con­trof­fen­si­va ucrai­na del­la scor­sa esta­te, su cui tan­to pun­ta­va­no le poten­ze occi­den­ta­li per scon­fig­ge­re Mosca, è mise­ra­men­te fal­li­ta: i futu­ri libri di sto­ria mili­ta­re mostre­ran­no le imma­gi­ni di veri e pro­pri cimi­te­ri degli “invin­ci­bi­li” car­ri arma­ti tede­schi Leo­pard e blin­da­ti sta­tu­ni­ten­si Brad­ley ammas­sa­ti l’uno sull’altro e in fiam­me, men­tre sul ter­re­no sono rima­sti – solo per quest’azione di com­bat­ti­men­to – i cada­ve­ri di sva­ria­te deci­ne di miglia­ia di sol­da­ti di Kiev. Sti­me atten­di­bi­li fis­sa­no a oltre 500.000 i cadu­ti ucrai­ni sul cam­po dall’inizio del con­flit­to, con un nume­ro per ora incal­co­la­bi­le di feri­ti gra­vi e disper­si in guer­ra. Per rico­sti­tui­re alme­no par­zial­men­te le per­di­te, il gover­no ucrai­no è costret­to a lan­cia­re la coscri­zio­ne for­za­ta di ragaz­zi­ni, anzia­ni e per­si­no inva­li­di. Le deci­ne e deci­ne di miliar­di di dol­la­ri in arma­men­ti che Usa e Ue han­no for­ni­to a Zelens’kyj – la cui cre­di­bi­li­tà poli­ti­ca inter­na­zio­na­le è in cadu­ta libe­ra – sono ormai di fat­to esau­ri­te. Il com­ples­so mili­ta­re indu­stria­le di Mosca con­ti­nua a pro­dur­re instan­ca­bil­men­te nuo­ve e sem­pre più sofi­sti­ca­te e distrut­ti­ve armi, men­tre i Pae­si occi­den­ta­li han­no dato fon­do alle pro­prie riser­ve. E oggi, esau­ri­ta­si la spin­ta dell’esercito ucrai­no, l’iniziativa è nel­le mani di quel­lo rus­so che sta con­du­cen­do una len­ta ma siste­ma­ti­ca e ine­so­ra­bi­le offensiva.
Pro­prio a que­sto riguar­do pre­sen­tia­mo ai nostri let­to­ri l’analisi di Andrew Kory­b­ko che, pren­den­do spun­to dall’ultimo, vio­len­tis­si­mo attac­co mis­si­li­sti­co del­la Rus­sia, ne ana­liz­za le ragio­ni sottostanti.
Buo­na lettura.
La redazione

I cinque messaggi inviati dal più grande bombardamento aereo effettuato finora dalla Russia nell’operazione speciale

 

Andrew Kory­b­ko [*]

 

Alcu­ni sono rima­sti sor­pre­si dall’escalation rus­sa in que­sto momen­to deli­ca­to del con­flit­to, quan­do final­men­te tut­to sta ini­zian­do a rallentare.
Il Mini­ste­ro del­la Dife­sa rus­so ha con­fer­ma­to vener­dì di aver lan­cia­to 50 incur­sio­ni con­giun­te e un mas­sic­cio bom­bar­da­men­to aereo con­tro una vasta gam­ma di obiet­ti­vi mili­ta­ri in Ucrai­na nel cor­so dell’ultima set­ti­ma­na, com­pre­si siti e depo­si­ti dell’industria del­la dife­sa, in quel­lo che Kiev ha affer­ma­to esse­re il più gran­de attac­co di que­sto tipo duran­te l’operazione spe­cia­le fino ad ora. Ciò è avve­nu­to men­tre le linee del fron­te si sono in gran par­te con­ge­la­te, il soste­gno occi­den­ta­le è dimi­nui­to e i prin­ci­pa­li media, come il New York Times, stan­no atti­va­men­te discu­ten­do se i col­lo­qui di pace deb­ba­no final­men­te ripren­de­re al più presto.
Alcu­ni sono quin­di rima­sti sor­pre­si dal fat­to che la Rus­sia abbia deci­so di ina­spri­re la situa­zio­ne in que­sto momen­to deli­ca­to del con­flit­to, quan­do tut­to sta comin­cian­do len­ta­men­te a ral­len­ta­re, dal momen­to che il suo fino­ra più gran­de bom­bar­da­men­to aereo potreb­be dare cre­di­to a colo­ro che sosten­go­no che l’Occidente deve soste­ne­re l’Ucraina “fin­ché sarà neces­sa­rio”. Lo sce­na­rio com­ples­si­vo in cui que­sto attac­co di dimen­sio­ni sen­za pre­ce­den­ti ha avu­to luo­go aiu­ta gli osser­va­to­ri a capi­re meglio per­ché la Rus­sia lo abbia com­piu­to e qua­li mes­sag­gi abbia cer­ca­to di inviare.
Innan­zi­tut­to, la Rus­sia ha rico­no­sciu­to che l’Ucraina ha dan­neg­gia­to una del­le sue navi da sbar­co nel­la Cri­mea orien­ta­le all’inizio di que­sta set­ti­ma­na, cosa che alcu­ni sospet­ta­no sia sta­ta cau­sa­ta dall’utilizzo da par­te di Kiev di mis­si­li da cro­cie­ra aria‑superficie bri­tan­ni­ci Storm Sha­dow in gra­do di copri­re una distan­za mag­gio­re rispet­to a quan­to pre­ce­den­te­men­te dichia­ra­to. Era quin­di impor­tan­te che la Rus­sia rispon­des­se a que­sta esca­la­tion dei suoi avver­sa­ri in modo schiac­cian­te, nel ten­ta­ti­vo di dis­sua­der­li dal com­pier­ne altre, sia con que­gli stes­si mis­si­li che con qual­sia­si altro mez­zo.
In secon­do luo­go, Zelens’kyj ave­va recen­te­men­te ordi­na­to alle sue for­ze di for­ti­fi­ca­re l’intero fron­te dopo il fal­li­men­to del­la con­trof­fen­si­va di quest’estate, quin­di la Rus­sia ha pro­ba­bil­men­te volu­to segna­la­re che nes­su­na quan­ti­tà di trin­cee e altri osta­co­li può impe­di­re il rit­mo del­la sua ope­ra­zio­ne spe­cia­le, men­tre il Crem­li­no si pre­pa­ra a una pos­si­bi­le offen­si­va. Qual­sia­si ral­len­ta­men­to da par­te del­la Rus­sia avreb­be potu­to esse­re mal inter­pre­ta­to dai suoi avver­sa­ri come una debo­lez­za e una volon­tà di con­ge­la­re il con­flit­to lun­go la linea di con­tat­to, nono­stan­te i suoi tre obiet­ti­vi pri­ma­ri non sia­no anco­ra sta­ti raggiunti.

Un col­la­ge di ico­ni­che foto del­la fal­li­ta con­trof­fen­si­va ucraina

Que­sti obiet­ti­vi sono la smi­li­ta­riz­za­zio­ne dell’Ucraina, la sua “dena­zi­fi­ca­zio­ne” e il ripri­sti­no del­la neu­tra­li­tà costi­tu­zio­na­le del Pae­se, che il Pre­si­den­te Putin ha recen­te­men­te riba­di­to di voler otte­ne­re con mez­zi diplo­ma­ti­ci se pos­si­bi­le, ma che non rinun­ce­rà a per­se­gui­re con mez­zi mili­ta­ri nel caso con­tra­rio. Nel­la stes­sa occa­sio­ne ha anche ammes­so can­di­da­men­te di ave­re ripo­sto in pas­sa­to inge­nue aspet­ta­ti­ve nei con­fron­ti dell’Occidente. L’insieme di que­ste affer­ma­zio­ni costi­tui­sce il ter­zo mes­sag­gio che egli ha volu­to invia­re, ovve­ro che non è un perdente.
Se le linee del fron­te fos­se­ro rima­ste in gran par­te con­ge­la­te e la Rus­sia non aves­se inten­si­fi­ca­to gli assal­ti aerei pur se la sua nave da sbar­co non fos­se sta­ta nep­pu­re scal­fi­ta, quell’ammissione non sareb­be sta­ta rite­nu­ta cre­di­bi­le dall’opinione pub­bli­ca, che avreb­be potu­to sospet­ta­re che egli stes­se men­ten­do per copri­re le spe­cu­la­zio­ni su immi­nen­ti com­pro­mes­si nego­zia­li. Que­sti ulti­mi attac­chi sono quin­di ser­vi­ti a raf­for­za­re la sua cre­di­bi­li­tà in patria, oltre a dimo­stra­re all’Occidente che è dav­ve­ro inten­zio­na­to a rag­giun­ge­re i suoi tre obiet­ti­vi pri­ma­ri in un modo o nell’altro, a pre­scin­de­re da tutto.
Il quar­to mes­sag­gio è che la Rus­sia vuo­le che gli ucrai­ni dubi­ti­no ulte­rior­men­te del­la sen­sa­tez­za del­la nuo­va cam­pa­gna di arruo­la­men­to di Zelens’kyj e del­le sue illu­sio­ni mes­sia­ni­che di vit­to­ria tota­le – que­ste ulti­me sono sta­te rive­la­te nel­la sto­ria di coper­ti­na di Time Maga­zi­ne del­lo scor­so autun­no, che ripor­ta­va le dichia­ra­zio­ni di un ano­ni­mo col­la­bo­ra­to­re di alto livel­lo – e che quin­di il Pae­se si divi­da. Zelens’kyj sta dispe­ra­ta­men­te cer­can­do di evi­ta­re la respon­sa­bi­li­tà del fal­li­men­to del­la con­trof­fen­si­va che ha por­ta­to a que­sta ini­zia­ti­va impo­po­la­re esa­cer­ban­do le ten­sio­ni pre­e­si­sten­ti tra lui e i suoi riva­li, in par­ti­co­la­re Zaluž­nyj.
Ten­sio­ni tal­men­te gra­vi che un esper­to del poten­te think tank Atlan­tic Coun­cil ha recen­te­men­te invi­ta­to Zelens’kyj a for­ma­re un “gover­no di uni­tà nazio­na­le” per miti­ga­re la «com­pren­si­bi­le rab­bia dell’opinione pub­bli­ca nei con­fron­ti del­le auto­ri­tà» che rischia di mina­re il suo gover­no ancor più di quan­to non sia già avve­nu­to. Mostran­do agli ucrai­ni che può anco­ra col­pi­re a suo pia­ci­men­to e su sca­la sen­za pre­ce­den­ti nono­stan­te il loro fron­te si sia trin­ce­ra­to, la Rus­sia vuo­le spin­ge­re loro e l’élite di Kiev a sol­le­var­si con­tro il loro lea­der per fer­ma­re il conflitto.
Infi­ne, l’ultimo mes­sag­gio che la Rus­sia ha invia­to attra­ver­so il suo fino­ra più gran­de bom­bar­da­men­to aereo è che sta vin­cen­do la “sfi­da logi­sti­ca”/”guer­ra di logo­ra­men­to” con un mar­gi­ne così ampio che nul­la di ciò che l’Occidente potreb­be rea­li­sti­ca­men­te invia­re all’Ucraina nel pros­si­mo futu­ro cam­bie­rà que­ste dina­mi­che. L’esportazione dei siste­mi di dife­sa aerea Patriot da par­te del Giap­po­ne agli Sta­ti Uni­ti, che con­sen­ti­rà a que­sti ulti­mi di sosti­tui­re i pro­pri che inten­do­no poi invia­re all’Ucraina, non farà alcu­na dif­fe­ren­za, al pari di qual­sia­si altro arma­men­to che l’Occidente e i suoi vas­sal­li fini­ran­no per for­ni­re al Pae­se l’anno prossimo.
Il fat­to stes­so che la Rus­sia abbia potu­to lan­cia­re un attac­co del gene­re a 22 mesi dall’inizio del con­flit­to, dopo tut­ti i siste­mi di dife­sa aerea che i suoi riva­li han­no già for­ni­to all’Ucraina, è la pro­va più con­vin­cen­te del­la sua vit­to­ria sul­la NATO in que­sta “sfi­da”. Se l’aiuto occi­den­ta­le fos­se sta­to dav­ve­ro così effi­ca­ce come i suoi pro­pa­gan­di­sti han­no fat­to cre­de­re, allo­ra ciò non sareb­be mai acca­du­to, poi­ché la Rus­sia non avreb­be spre­ca­to mis­si­li e dro­ni pre­zio­si. Inve­ce, ha scioc­ca­to e impres­sio­na­to la socie­tà ucrai­na e quel­le occidentali.
Quel che è appe­na acca­du­to è un segno di ciò che potreb­be veri­fi­car­si se il bloc­co a soste­gno di Kiev non si ade­gue­rà alle richie­ste del­la Rus­sia di smi­li­ta­riz­za­re l’Ucraina, “dena­zi­fi­car­la” e ripri­sti­nar­ne la neu­tra­li­tà costi­tu­zio­na­le in cam­bio del con­ge­la­men­to del con­flit­to sul­la linea di con­tat­to. Come ha det­to il pre­si­den­te Putin a metà dicem­bre, «le nostre trup­pe han­no l’iniziativa … stia­mo facen­do ciò che rite­nia­mo neces­sa­rio, ciò che voglia­mo», e ciò con­ti­nue­rà di qui in avan­ti fin­ché i tre obiet­ti­vi pri­ma­ri del­la Rus­sia non saran­no rag­giun­ti in un modo o nell’altro.


(Tra­du­zio­ne di R.N.)


[*] Andrew Kory­b­ko è un ana­li­sta poli­ti­co sta­tu­ni­ten­se che vive a Mosca, dove svol­ge un dot­to­ra­to di ricer­ca. Si occu­pa, in par­ti­co­la­re, del­le rela­zio­ni fra la stra­te­gia degli Usa in Afro‑Eurasia e le con­trap­po­ste poli­ti­che di Rus­sia, Cina e India.